Claudio Tamburrino

Barnes&Noble e Borders, la scommessa digitale

Il primo vince con Nook, il secondo perde e dichiara bancarotta. Un gioco spietato in cui non si può sbagliare neanche una mossa. Lo sa bene Amazon che ora deve pensare alle nuove regole Apple

Roma - Secondo i dati della libreria Barnes&Noble il suo settore ebook guidato dall'e-reader Nook deterrebbe il 25 per cento del marketshare, una quota - pur non accompagnata da numero precisi - superiore anche a quella che controlla nell'editoria tradizionale.

La crescita del settore è arrivata al punto che B&N vende due ebook per ogni libro cartaceo. In generale, il fatturato è salito del 7 per cento fino a toccare quota 2,3 miliardi di dollari.

Nonostante questo la libreria ha registrato un calo dei profitti del 25 per cento rispetto al precedente trimestre finanziario: è passato da 80,4 milioni di dollari a 60,6 (un guadagno di un dollaro ad azione rispetto al dollaro e trentotto del precedente periodo).
L'espansione sul mercato degli ebook rappresenta il successo di una strategia ben precisa da parte della libreria che da qualche anno ha scommesso fortemente sui contenuti in formato digitale e che rappresenterà la sua via futura.

Conferme arrivano anche dall'evento dell'annunciato organizzato per PubIt!, la piattaforma di autopubblicazione, marketing e promozione editoriale di B&N, che secondo i primi dati a quattro mesi dal suo esordio ha già raccolto 11mila editori indipendenti ed autori che scommettono su se stessi per un totale di 65mila nuove opere nel Nook Bookstore. Il tutto, si legge nel comunicato di B&N, con una varietà e qualità "superiore alle nostre aspettative".
Come a voler legare editoria digitale e cartacea, la catena ha presentato PubIt! nelle sue librerie, accogliendo gli avventori con una tazza calda di caffè Starbucks.

Se Barnes&Noble detiene una fetta sempre più grossa della torta degli ebook, Borders è ormai alla frutta: depositata la procedura per la bancarotta prevista dal Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, ha chiuso il 30 per cento dei suoi negozi, circa 200 punti vendita. La sua sconfitta, d'altronde, passa anche per il settore e-reader, dove il suo Kobo che puntava ad essere competitivo sul prezzo è stato travolto dalla corsa al ribasso intrapresa dopo il suo esordio da Kindle e Nook.

Accomunando due mercati apparentemente nella stessa fase di vita, dopo la bancarotta di Blockbuster, anche l'editoria tradizionale inizia a mietere le prime vittime: chissà che passerà per la testa di Amazon, prima tra gli artefici della rivoluzione digitale dei libri e ora con qualche grattacapo in più. Grattacapi a causa di concorrenti più o meno agguerriti, come B&N, e problemi collaterali, come le nuove regole previste da App Store che non le permetteranno più di rinviare a Kindle Store nelle app sviluppate per iOS e che, nel caso istituisse un sistema di pagamento attraverso iTunes, vedrebbe i suoi profitti tagliati del 30 per cento: una questione terribilmente seria poiché in ballo, secondo calcoli approssimativi, vi potrebbero essere tra gli 80 e i 160 milioni di dollari di vendite di ebook.

Claudio Tamburrino
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