Claudio Tamburrino

Google, app anche per i libri

Mentre un'app viene rimossa da Android marketplace per violazione delle condizioni relative ai pagamenti, appare una sezione dedicata ai libri. In attesa di musica e film

Roma - Google ha predisposto per Android Marketplace una sezione a parte dedicata agli ebook.

Anche per la musica e per i film Google ha già provveduto a predisporre URL ad hoc (in realtà insieme ad altre, con altre parole meno evocative di sezioni dedicate), ma questi sembrano progetti di più lungo periodo.

Per i contenuti editoriali, invece, la sezione è già online almeno per Honeycomb e per la versione Web dello store negli Stati Uniti. D'altronde, pur non prevedendo finora il sistema operativo di Google alcuna indicazione precisa circa i documenti di testo, era già possibile trovare diverse applicazioni assimilabili, di fatto, ad ebook.
Editori come Simon and Schuster, Macmillan, W.W. Norton e Hachette hanno iniziato ad utilizzare lo store digitale di Google, inserendo già circa 500 titoli, divisi in 20 categorie oltre alle tre comuni alle altre app "nuovi arrivi", "top selling" e "top free".

Intanto anche Google, come Apple, ha problemi collegati con i sistemi di pagamenti interni alle app: l'app Visual VoiceMail è stata rimossa dall'Android Market per violazione delle regole di pagamento previste dalla licenza di sviluppo.

Pur non essendo chiare nei dettagli le motivazioni, lo sviluppatore PhoneFusion ritiene di essere stato colpito in quanto adotta un sistema di pagamento in-app diverso da Google Checkout.
Nella sezione 3.3 dell'accordo di distribuzione e sviluppo stipulato dai programmatori con Android Market si legge, infatti, che tutte le transazioni successive ad un periodo di prova gratuito debbano passare per il sistema di pagamento del Market.

Per gli osservatori, insomma, anche Google si starebbe orientando su un maggiore controllo dei pagamenti effettuati nelle app, proprio come Apple con l'imposizione delle nuove regole a riguardo.
Trattandosi tuttavia ancora di un caso isolato, su cui oltretutto Google non si è espressa se non facendo genericamente riferimento al rispetto del contratto di licenza, la motivazione sottostante potrebbe essere differente, come per esempio la competizione che PhoneFusion rappresenta per Google Voice. In questo caso, non meno allarmante, la questione sarebbe più vicina alla controversia che vede Skyhook contrapposta a Mountain View per le tecnologie di localizzazione utilizzate dalle app che alla vicenda tre Apple e gli editori.

Claudio Tamburrino
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