Dialer, una partita ancora aperta

Da qualche giorno basta una telefonata al 187 per disabilitare 709, 166 e 899. Qualcuno si lamenta perché è rimasto senza connessione. File agli uffici della Polizia Postale per denunce e rimborsi, mentre un disegno di legge...

Dialer, una partita ancora apertaRoma - Sono state segnalate nei giorni scorsi file davanti ad alcuni uffici della Polizia Postale, dove centinaia, forse migliaia di utenti si sono recati per denunciare l'abuso subito attraverso i software di riconnessione a servizi a pagamento, i dialer, e poter così dare avvio alle pratiche per ottenere i rimborsi da Telecom Italia.

Per chi non necessita di rimborso ma vuole comunque impedire che dalla propria linea vengano effettuate chiamate verso il 709, da qualche giorno, come noto, è possibile chiamare il 187, il call center di Telecom Italia, per inoltrare la richiesta di disabilitazione delle chiamate verso quei numeri, usati dai dialer e da altri servizi internet. Una disabilitazione gratuita che viene effettuata contestualmente alla disattivazione delle chiamate verso numeri 166 o 899.

Ciò nonostante vi sono alcuni utenti che, come già era accaduto alla fine del mese scorso, stanno lamentando l'avvenuta disattivazione senza averla richiesta. Poiché vi sono servizi di connettività internet del tutto legittimi che sfruttano i 709, la disabilitazione non richiesta di questo numero può provocare la "disconnessione da internet" o, più propriamente, l'obbligo di passare ad altro provider. Si tratta di situazioni ben difficili da chiarire. Come si ricorderà Telecom Italia, interrogata da Punto Informatico sulla questione, aveva negato con forza che vi possano essere state disattivazioni non richieste dei 709.
Se tale disattivazione venisse davvero effettuata si lederebbero evidentemente i diritti delle migliaia di utenti che utilizzano servizi di accesso del tutto legittimi svolti sul 709, nonché naturalmente le posizioni di mercato dei fornitori di questo genere di servizio che hanno adottato numeri approvati dall'Autorità TLC.

Eppure, proprio la disabilitazione "in massa" e "preventiva" dei numeri a pagamento viene proposta da un singolare disegno di legge che porta la firma del senatore Mauro Fabris, del gruppo dell'Udeur. Il ddl 2227 è stato presentato il 27 aprile scorso ma solo da qualche giorno è stato assegnato alla commissione Lavori pubblici per l'esame in sede referente.

Il ddl si ispira, peraltro, ad un principio di difesa dei consumatori diffusamente condiviso ed espresso all'articolo 3:

1. L'attivazione delle utenze relative ai servizi di connessione ad Internet con tariffazione specifica può avvenire soltanto su espressa richiesta scritta dell'utente.
2. Il concessionario della rete è tenuto a disattivare gratuitamente e automaticamente entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge le linee dei servizi già attivate, rimanendo fissato, entro lo stesso periodo, il termine per evitare la disattivazione dei servizi, previa espressa richiesta scritta da parte dell'utente.


E' ancora presto per sapere se questo ddl arriverà ad un esame approfondito e se potrà essere trasformato in legge dal Parlamento, di certo però ben si inserisce nelle numerose iniziative portate avanti per tentare di bloccare il fenomeno dei dialer.

Non è un caso che vi siano molti siti che hanno deciso di rimuovere dalle proprie pagine le pubblicità dei dialer, i software per la riconnessione a pagamento, dopo la bufera che si è scatenata con l'intervento delle associazioni dei consumatori e dei media più sensibili agli abusi che hanno colpito migliaia di utenti.
Ma i dialer sono ben lungi dall'essere uno strumento defunto.
Come segnalava nelle scorse ore lapecheronza.org, succede incredibilmente che alcuni siti che combattono i dialer finiscono addirittura per promuoverli involontariamente: alcuni si trovano infatti su servizi di hosting gratuito che per pubblicità hanno spot di dialer pronti da scaricare e devono avvertire i propri utenti di non cliccare su quegli spot. Segno che i dialer, per il momento, rimarranno a portata di clic, che lo si voglia o meno.
153 Commenti alla Notizia Dialer, una partita ancora aperta
Ordina
  • Io mi chiedo perchè, finchè ci sono stati solo i siti pornografici con i dialer, nessuno si lamentava, si pagava e basta! bah?! secondo me qualcuno potrebbe anche approfittarne dei rimborsi, collegarsi tranquillamente quindi, sapendo che tanto farà la denuncia e si farà rimborsare...
    non+autenticato
  • (prima parte)
    Re: TELECOM non pagherà MAI gli uTONTI

    VORREI FARE LEGGERE ALLE PECORE CHE BELANO, CHE IL MERCATO ITALIANO è RETTO
    GRAZIE AI DIALERS.

    NO DIALERS = NO INTERNET.

    Vi faccio leggere una serie di articoli di chi GRAZIE agli investimenti sui
    dialers è riuscito ad OFFRIRE GRATIS a Voi uTONTI, tutti i servizi "free"
    che usate giornalmente.

    E tu, "caro" Luca Schiavoni, LEGGI, IMPARA, E CAPISCI come VERAMENTE FUNZIONA
    IL MONDO.

    10/06/2003
    Il Web Advertising dopo la Dialer Age

    Se i dati di ascolto di Radio a colori (di Beha) e Mi Manda RAI 3
    (di Marrazzo) e di Striscia la Notizia (di Ricci)
    non sono completamente errati, allora possiamo dire che, oggi, solo chi non
    ascolta la radio e non guarda la TV non sa che cosa siano i dialer.

    Riassumendo brevemente: per dialer si intende qualsiasi software eseguibile
    (.exe), generalmente di piccole dimensioni (pochi kbytes),
    che permette all'utente di un sito di accedere a una "area riservata"
    attraverso la disconnessione dal proprio provider di connettività attuale
    verso un altro provider che utilizza numeri telefonici con tariffa a valore
    aggiunto: in sostanza, numeri telefonici molto cari rispetto alle numerazioni
    tradizionali.

    Senza approfondire oltre la cosa dal punto di vista tecnico (numerosissimi
    sono i siti che offrono notizie a riguardo), a noi preme cercare di capire
    questo "fenomeno" non dal punto di vista del consumatore, ma dal punto di
    vista dell'editore e cercare di capire che ruolo hanno avuto e hanno questi
    software nel web advertising e più in generale in tutto l'Internet italiano.
    Partiremo quindi da considerazioni specifiche riguardo al mondo dei dialer
    per estendere poi le nostre considerazioni alla prospettiva ben più ampia e
    complessa della pubblicità via Web.

    Che cosa è cambiato da più di due anni a questa parte? Che cosa ha fatto sì
    che tutte le trasmissioni che difendono più o meno il consumatore si
    occupassero accanitamente della cosa?

    Telecom Italia ha consentito un costante (possibile) aumento della chiamata
    al minuto (siamo ora a 2.5 Euro + IVA) e anche la possibilità di rimanere
    collegati (dai 6 minuti di qualche anno fa si è passati a 90 minuti).

    Freelosophy, bad philosophy

    Quello che si sono dimenticati di ricordare Ricci, Beha e Marrazzo è che
    i dialer sono un vero proprio affare, ma non
    nel senso di 'truffa', nel senso vero e proprio di mercato. Il navigatore
    medio (e spesso anche il giornalista medio che cerca di difendere il
    navigatore medio...) pensa ancora oggi che Internet sia gratis o che debba
    esserlo.

    Per navigare in Internet non bisogna più pagare alcun canone
    (come era sino a pochi anni fa), ma solo il costo della telefonata. Questo
    sistema (introdotto per la prima volta in Italia da Tiscali) ha senza dubbio
    favorito l'accesso al Web, ma contemporaneamente ha inoculato nel pensiero
    degli italiani che Internet è un servizio gratuito (dove non si pagano i
    contenuti ma solo la connettività).

    Si paga il canone per la televisione, si paga il canone per la pay tv,
    si paga il giornale che compriamo in edicola, ma Internet non si paga.
    Ma se il navigatore non paga, il webmaster
    paga: paga l'acquisto del dominio, il server dove fisicamente si trova il
    sito web, la banda per distribuire il sito nelle case e negli uffici di
    tutti gli italiani; paga poi i tecnici, i grafici, il commercialista etc.
    etc.

    L'attività on-line non è diversa da qualsiasi attività per quel che
    riguarda le spese vive e fisse che debbono essere sostenute, anche se non
    si tratta di una S.p.a. o di una S.r.l., ma 'solo' di una ditta individuale.

    Una delle possibili alternative al pagamento di servizi internet è lo
    sfruttamento pubblicitario delle pagine del sito stesso. Il 99% delle
    start-up del 1999-2000 dedicava, nel proprio business plan, importanza
    cruciale alla vendita dei banner. I banner, nel classico formato 468 x 60,
    si vendevano anche a più di 100 lire per impression e un sito che registrava
    cinque milioni di pv (pagine viste) poteva mettere a budget sino a mezzo
    miliardo al mese delle vecchie Lire (ipotizzando un sold out di tutti banner).
    Si tratta però di una falsa alternativa; analizziamo meglio il meccanismo
    'di sopravvivenza' di un sito:

    Un e-commerce che stenta a decollare

    Perché si tratta di una falsa alternativa? Cerchiamo di spiegarlo brevemente:
    il sito A offre servizi, contenuti etc. ai propri utenti. Per far fronte alle
    spese di mantenimento e sviluppo del sito deve:
    1) fare pagare i navigatori del proprio sito per accedere almeno a parte dei
    contenuti offerti (esempio tipico il caso dei quotidiani on-line)
    2) vendere la pubblicità (banner, bottoni etc.) sulle pagine del proprio sito
    3) fare entrambe le cose (ipotesi che sembra essere più percorribile negli
    ultimi tempi)

    Bisogna quindi trovare a chi vendere la pubblicità.

    Finito il periodo in cui alcune società della cosiddetta old economy non
    disdegnavano di comprare banner 'a pioggia', senza badare a spese e
    soprattutto a quale fosse il ROI (Return on the Investment) o anche
    semplicemente il CTR (Click through Ratio), chi è rimasto a comprare banner,
    o più generalmente, pubblicità on-line?

    Evidentemente solo chi può vendere qualcosa in cambio della pubblicità
    comprata e, a fortiori, deve vendere qualcosa che interessi la maggioranza
    dei navigatori, e non prodotti eccessivamente di nicchia.

    I siti elettivi sarebbero in sostanza i siti di e-commerce.
    C'è un piccolo problema: l'Italia, in quanto a e-commerce,
    è la cenerentola di tutta Europa, se non di tutto il mondo! Sono pochissimi
    gli italiani che acquistano on-line e sono pochi anche i siti
    di e-commerce (illustri i fallimenti di Flashmall e Zivago, per non
    parlare delle centinaia di siti di e-commerce chiusi in totale anonimato).

    (continua... leggi la seconda parte)
    non+autenticato
  • (seconda parte)
    Re: TELECOM non pagherà MAI gli uTONTI

    Se il sito A deve sopravvivere (e magari generare utili) con la pubblicità,
    deve affidarsi a chi effettivamente è interessato all'acquisto di pubblicità.
    Purtroppo, secondo recentissimi dati della IBI (Internet Benchmarking Italia),
    nel corso dell'anno 2002 hanno chiuso circa 1400 siti di e-commerce e il
    trend non sembra in controtendenza almeno per il primo trimestre del 2003.

    Non solo, gli italiani che navigano sono cresciuti, ma molto meno del
    previsto e molto meno che in altre realtà europee. In sostanza, nell'anno
    2002 ci siamo trovati di fronte a un chiaro fenomeno di stagnazione,
    se non di vera e propria recessione del mercato pubblicitario on-line.

    Nell'anno 2001, le agenzie di banner advertising avevano serie difficoltà
    a evitare un invenduto pari al 90% delle impression disponibili.

    La situazione era estremamente critica: tutti i Venture Capitalist
    avevano repentinamente chiuso i rubinetti dei finanziamenti dopo il crollo
    in borsa dei titoli web negli ultimi tre quarters; la maggior parte delle
    Internet Company si trovavano con organici sovradimensionati,
    costi fissi altissimi e fatturati in costante calo.

    Posso senza dubbio dire che l'introduzione dei dialer, in un modo o
    nell'altro, ha salvato in extremis numerosissime società che oggi danno
    lavoro a migliaia di lavoratori.

    Ma la cosa ancora più sorprendente o forse, visto ormai come gira il mondo,
    dovremmo dire "scontata", è che in questo "mercato dei dialers" si sono
    messe proprio le più importanti aziende telefoniche nazionali (che hanno
    creato le numerazioni a pagamento) e i più grossi portali e motori di
    ricerca italiani che consentono a questi siti web (anche pornografici) di
    farsi pubblicità..

    Come è evidente, una frase del genere ha poco senso se vista dalla
    prospettiva dell'amministratore di una società web che deve fare tornare
    i conti di bilancio. L'introduzione di dialer non-eros ha permesso che
    le agenzie di banner (e con esse tutti i siti/portali che vendevano
    pubblicità per loro tramite), i siti e i portali che vendevano
    autonomamente la loro pubblicità, i webmaster che pubblicizzavano
    i dialer direttamente sul proprio sito, potessero sopravvivere e,
    in alcuni casi, fare profitti, per non parlare ovviamente di tutto l'indotto,
    veramente importante nel caso delle web economy: provider di connettività,
    server farms, produttori e rivenditori di hardware e di software, periodici
    settoriali etc. hanno tutte tratto notevolissimi vantaggi dall'esplosione
    di siti dialer-based che acquistavano milioni di impression pubblicitarie e
    centinaia di migliaia di clicks su motori di ricerca e newsletter.
    Per tornare allora alla citazione del navigatore altamente indignato,
    direi che le web companies che hanno accettato la pubblicità di siti
    dialer-based (quasi tutte, oseremmo dire) non si sono vendute l'immagine
    per un pezzo di pane, hanno cercato invece di adattarsi a un mercato
    estremamente difficile e volatile, pieno di insidie e di incertezze.

    Nostro interesse è capire prima di tutto perché i dialer hanno avuto
    tanto successo, capire quali sono le alternative e quali sono le prospettive
    future per l?on-line advertising.

    Come già abbiamo accennato, il vero motivo che ha spinto la maggioranza
    degli editori a ospitare dialer advertising è l'assenza di concorrenti,
    l'assenza di altri e diversi clienti che volessero occupare i medesimi spazi.

    Marco Lavezzi, coordinatore vendite per l'area Internet di Mondadori
    Pubblicità - ha recentemente dichiarato (Strategia, Maggio 2003):
    "In molti, per sopravvivere alla forte riduzione dei fatturati,
    hanno scelto di dare ampio spazio a questo business [dei dialer].".

    Oltre al fatto che non viene spiegato come allora si sarebbe dovuto
    reagire alla "forte riduzione dei fatturati", viene fatto di pensare
    che il rapporto causale sia opposto a quello testé evidenziato;
    gli spazi pubblicitari del Web sono stati snobbati o sottovalutati
    dai big spender non appena la bolla di Internet è miseramente scoppiata
    ormai quasi due anni fa e perciò questi spazi sono stati presi da altri.

    Ricordate più di dieci anni fa quali erano gli spot che passavano in TV
    a tarda sera? Solo ed esclusivamente spot delle hot line (144 divenuti poi
    166) o di ipotetici luoghi virtuali di incontro tra solitari in cerca di
    amicizie o di due chiacchiere e questo perché i big spender avevano
    sottovalutato questa fascia d?ascolto. Le concessionarie televisive non
    credevano che si potessero vendere, e molto bene, quegli spazi rifiutati
    dalla maggioranza dei clienti 'istituzionali'. Adesso le cose sono ben
    diverse e quegli spot appaiono soprattutto su piccole TV private.

    Il giorno in cui le TV private saranno ulteriormente 'sdoganate', gli spazi
    per la pubblicità degli attuali 899 saranno sempre di meno.

    Come ha detto Carlo Poss, a.d. di AdLink: "Se ci fossero stati i clienti
    tradizionali non si sarebbe creato lo spazio per questo tipo di investitori
    [Dialer]".

    Un delicato momento di transizione

    Un fatto indubitabile è che, oggi, la pubblicità dialer-based sostiene la
    stragrande maggioranza di siti, portali e concessionarie.

    I primi tre big spender di pubblicità on-line sono dei centri servizi il cui
    core business è l'offerta di contenuti attraverso aree riservate
    (i.e. dialer). La stessa IAB italiana (Interactive Advertising Bureau)
    ha deciso, in grave ritardo, di dare vita a un nuovo 'settore' di advertiser
    (chiamata appunto 'dialer') anche se le attribuisce senza dubbio una
    penetrazione nettamente inferiore (15% ca) a quella che questi siti hanno
    de facto nel not-IAB-Web. Oggi ci troviamo di fronte a un momento di
    transizione molto importante. La sfida è rivolta non tanto agli editori
    quanto piuttosto ai clienti 'istituzionali' e ai centri media.

    Gioire per la 'fine dei dialer' può essere senza dubbio comprensibile
    e sicuramente è molto politically correct, ma se al diminuire di clienti
    dialer-based non si sostituirà velocemente la crescita di altri clienti,
    di altre società che acquistano pubblicità in Rete, allora l'effetto
    immediato sarà una crisi ancora più grave di quelle già sofferte dal mondo
    di Internet sino ad oggi, un processo che si scontra senza dubbio con la
    sedimentazione di una mentalità, da parte del navigatore stesso, che vive
    il Web soprattutto come luogo d'intrattenimento e di informazione.

    Non è sempre vero che l'offerta crea la domanda. Anche i 'passivi' surfers
    sono così coinvolti in questa 'sfida', sono proprio loro che dovranno
    aiutare tutti i player del Web italiano a far sì che Internet non sia
    solo un grande lunapark o aggiornatissima fonte di notizie o biblioteca
    interattiva, ma una vera e propria piazza, dove il mercato diventa il vero
    fulcro attorno al quale ruota tutta la vita della città.
    non+autenticato
  • Sara' l'ora tarda...ma alla fine ci sono riuscito a leggere tutti e due i post....:)
    la mia opinione e' che il tuo ragionamento arriva ad una conclusione sbagliata...(o parte da un concetto sbagliato)

    NO DIALERS = NO INTERNET.

    Per quanto ne so'internet esiste da molti prima dei dialer....qualsiasi ragionamento che porti ad una conclusione del genere sicuramente ha dei difetti o delle forzature.
    Forse i dialer finanziano una parte di internet, forse finanziano qualche compagnia telefonica e i siti venderanno piu' pubblicita' di prima....ma perche' internet dovebbe dipendere dai dialer....
    io non ne vedo motivo, esisteva prima dei dialer, esistera'anche dopo i dialer, esisteva prima dei siti a pagamento ed esistera'anche dopo.....

    personalmente non ho nulla ne contro i dialer, ne contro i siti a pagamento e neanche contro i banner....credo che se uno da'un servizio e se lo vuole far pagare e'liberissimo di farlo....d'altrocanto io sono liberissimo di non acquistarlo e di cercare altrove....magari trovando qualcosa ad un prezzo piu'basso o perche'no....gratuitamente....

    tutta la crociata contro i dialer che tu citi in realta' e' iniziata proprio perche' chi li proponeva ha iniziato a fare il furbo (siamo in Italia...) deviando connessioni su numeri costosissimi in modo permanente senza dire nulla e nascondendo il tutto....(che dici e' una truffa o no?)
    e probabilmente alle compagnie telefoniche non dava neanche fastidio...infatti anche loro ci guadagnagno...e forse anche ad alcuni webmaster non da'fastidio...$$$$
    Alla fine e' ovvio che si sia scatenato il putiferio....e le associazioin/trasmissioni/giornali si siano scatenati e visto che il pubblico mediamente non conosce l'argomento per forza dovevano essere duri....altrimenti come lo fai entrare nella testa delle persone....

    Per quanto riguarda l'e-commerce...idem come sopra...siamo gli ultimi perche'non ci si puo' fidare !!!! o almeno si deve stare attentissimi.....

    Ora se chi guadagnava con i dialer onestamente (webmaster e compagnie telefoniche) voleva continuare a farlo forse avrebbero dovuto pensarci prima e denunciare i disonesti, dare delle garanzie, far vedere che ci si poteva fidare....invece hanno pensato a guadagnare subito il piu'possibile e cosi' il giocattolo si e' rotto....(se' ruoooooooot)

    Insomma internet non morira'sicuramente per la mancanza dei dialer magari alcuni siti chiuderanno, e qualcuno perdera'il lavoro....ma il tuo ragionamento sembra sostenere che per non far accadere questo io debba continuare a farmi rubare i soldi....e non mi sembra una bella idea....forse lo e'per chi incassa....

    e poi fossi in te non mi preoccuperei troppo....tanto qualche altro modo lo troverano....il problema e' un'altro...

    avranno capito che ?????????????
    1) rubare soldi puo'giovare ad alcuni ma danneggia molti altri
    2) le persone si fanno prendere per il c??o una volta, forse due o anche tre....ma prima o poi inizia a bruciare...e forse allora qualcuno si stufera' e magari tirera' una martellata al giochino....
    3) se vuoi vendere qualsiasi cosa su internet chi compra si deve fidare 10 volte di piu' del normale....altrimenti col cavolo che ti lascia il numero della carta di credito senza neanche guardarti in faccia.....(non che serva a molto, ma e'comunque un paramentro in piu'per regolarsi)
    4) chi usa onestamente internet deve lottare in prima persona contro i truffatori....magari unendo le forze con chi la pensa come lui....compagnie telefoniche incluse visto che ci guadagnano anche loro....insomma cih utilizza un mezzo onestamente dovrebbe essere il primo a difenderlo da chi lo sfrutta danneggiando i clienti, perche' i clienti che danneggia sono anche i suoi.....

    chissa' ....magari un giorno l'Italia diventera' un paese piu'onesto....o forse i disonesti verranno presi e puniti un po'piu' celermente....personalmente non sono molto ottimista...ma la speranza e' sempre l'ultima a morire....ma prima o poi la pazienza finisce e magari uno cambia anche paese.....forse non si vivra' meglio....ma almeno non ti viene un fegato grosso come una casa....alla fine ce'sempre un libero mercato e se una cosa non ti piace puoi sempre provarne un'altra e valutare le perdite e i guadagni....nazioni incluse

    gpl
    non+autenticato
  • Disattiviamo i 709, gli 166 e gli 899 che fra qualche mese attiveranno una nuova numerazione, pronta a fregarci altri euro.
    Per la serie: Fatta la legge, trovato l'inganno
    Saluti
    non+autenticato
  • Rinnovo la mia idea... chi dice che i dialer sono illegali non ha nemmeno un mp3 o un avi pirata sul pc? e allora... non si puo girare i siti per avere suonerie di telefonini GRATIS (e quindi non pagando i diritti..) e poi lamentarsi del fatto che uno di questi siti cerca di fregare noi...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Rinnovo la mia idea... chi dice che i dialer
    > sono illegali non ha nemmeno un mp3 o un avi
    > pirata sul pc? e allora... non si puo girare
    > i siti per avere suonerie di telefonini
    > GRATIS (e quindi non pagando i diritti..) e
    > poi lamentarsi del fatto che uno di questi
    > siti cerca di fregare noi...
    >

    insomma .. ammetti che alla base c'è una vera fregatura ?


    non+autenticato
  • rimborso ? dialer con sede legale in costarica e server alle isole cayman (faccio un esempio) ... leggere prima di scaricare please !!
    ste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > rimborso ? dialer con sede legale in
    > costarica e server alle isole cayman (faccio
    > un esempio) ... leggere prima di scaricare
    > please !!

    Telecom Italia al momento in cui viene contestato l'addebito e fatta la denuncia blocca i pagamenti al fornitore del dialer (che avvengono con scadenza molto ritardata rispetto alla fornitura del servizio).
    Solo una percentuale di questi utenti chiede il rimborso, gli altri pagano (perche' utilizzatori leggittimi, perche' hanno perso pochi soldi, perche' non conoscono le novita' sul rimborso).
    Il denaro degli utenti a quel punto finisce interamente nelle casse del gestore telefonico (trovatosi a non dover piu' pagare la % al fornitore del dialer), parte di questo denaro viene utilizzato per i rimborsi, l'altra parte resta al gestore telefonico (che da questa operazione incredibilmente ci guadagna!).
    Gli unici che l'avranno preso in quel posto saranno i "dialeristi" che magari per 1 solo utente che sporge denuncia per il loro servizio si vedranno bloccare TUTTI i pagamenti.
    Se sono fortunati e riescono ad eludere il seguito (la denuncia) avranno un mancato introito e nella peggiore delle ipotesi ci perderanno i soldi "investiti" (ma immagino che siano pochi), se invece sono sfortunati e hanno sede legale in Italia oltre al blocco del servizio finiranno pure in tribunale (esiste ancora la confisca dei beni).
    Adesso la situazione forse ti e' piu' chiara: l'importante e' che chi chiede il rimborso lo ottenga, e chi ha cercato di lucrare venga bloccato. Punto.
    non+autenticato
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