Roberto Pulito

SeaMicro e il super-server a 64bit

Consumi ridotti e prestazioni moltiplicate nei nuovi server x86 proposti dal pioniere californiano. Realizzati con processori dual-core Atom

Roma - SeaMicro colpisce ancora. Dopo aver introdotto sul mercato un server a basso consumo basato su 512 processori Intel Atom, la startup californiana presenta una nuova mostruosa soluzione mainframe che utilizza microprocessori a 64 bit, per gestire in scioltezza i carichi di lavoro in grandi volumi senza far lievitare la bolletta del datacenter.

Con la nuova proposta SM10000-64 i server potranno utilizzare la virtualizzazione degli Atom N570 per ridurre i consumi energetici di un'ulteriore 20 per cento. In questa nuova generazione il sistema occupa sempre una frazione dello spazio di un server tradizionale e mantiene lo stesso rack da 10 slot usato dai "classici" SM10000, ma ora usa 256 chip dual-core, per un totale di 512 core, piuttosto che 512 chip a core singolo. In sostanza, la macchina è più potente pur consumando meno energia.

La tecnologia messa a punto dai tecnici della SeaMicro consente poi di utilizzare schede madri piccole come carte di credito, senza che le aziende debbano cambiare il proprio software o modificare l'infrastruttura informatica esistente. Sulle piccole motherboard del sistema SM10000-64 ci sono soltanto moduli DRAM, ASIC e questi Atom 64-bit Intel: CPU dual-core a 1,66 GHz, con un TDP pari a 8.5 watt. La nuova proposta è già disponibile negli Stati Uniti ad un prezzo base di 148mila dollari.
Anche se SeaMicro ha appena compiuto una nuova impresa da Guinnes World Record, secondo Intel il futuro dei server non è affatto negli Atom. Il colosso di Santa Clara continua a preferire di gran lunga i processori Xeon, insiste sugli Itanium e intende puntare sulle prestazioni della giovane architettura Sandy Bridge.

Roberto Pulito
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