Claudio Tamburrino

Editoria, Random House si piega al modello Apple

L'editore passa al sistema di ripartizione proposto da Cupertino. Forse anche in vista di iPad 2. Nel frattempo, i giovani scrittori scelgono canali di vendita alternativi

Roma - Random House, una divisione del gigante dell'editoria tedesco Bertelsmann, era uno degli editori statunitensi che rifiutava ancora il modello di ripartizione dei compensi detto "d'agenzia" (possibilità di stabilire il prezzo da offrire all'utente finale lasciando al rivenditore il 30 per cento) che dopo l'esordio di iPad è diventato dominante nei nuovi mercati degli Stati Uniti. Ora ha annunciato l'intenzione di convertirsi a questo modello per la sua offerta di ebook.

Alfiere di questo sistema di prezzi è Apple, tanto che proprio l'esordio della sua piattaforma iBookstore e di iPad ha innescato la conversione di cinque dei maggiori editori statunitensi (Penguin, HarperCollins, Simon & Schuster, Macmillan e Hachette Book Group) ad esso.

Per osservatori e consumatori, tuttavia, il modello spinge i prezzi degli ebook a rimanere alti. Kindle, per esempio, utilizzava il modello concorrente (vendita all'ingrosso/wholesale dei titoli ai rivenditori che hanno poi la libertà di stabilire il prezzo al pubblico) per ribassare i prezzi e offrire i titoli a 10 dollari (spesso meno del prezzo a cui lui lo acquistava). American Booksellers Aossociation (ABA), invece, ha espresso "forte supporto" per la decisione che permette ai librai (anche ai più piccoli) di giocare sullo stesso livello dal momento che il prezzo è stabilito dall'alto. Un aspetto, questo, che ha però attirato l'attenzione per esempio dell'antitrust britannica.
Random House è uno dei grandi editori che non si era convertito al modello e che, conseguentemente, non figurava tra i partner di iBookstore. Tra i suoi titoli, peraltro, la trilogia Millennium di Stieg Larsson, il cui primo volume, "Uomini che odiano le donne", è il primo ebook a superare il milione di copie vendute su Kindle.

Ora l'annuncio del cambio di rotta per i suoi contenuti digitali significherà presumibilmente (anche se dichiarazioni in tal senso non vi sono ancora state) l'ingresso nello store di Cupertino in vista dell'atteso esordio di iPad 2.

Gli editori, divisi tra i due modelli di prezzo tradizionali (agency e wholesale), sembrano in ogni caso star perdendo di vista le possibilità offerte da un'innovazione tecnologia comparabile, per i libri, solo all'invenzione di Gutenberg: non solo nelle restrizioni imposte ai prestiti, ma anche rispetto al possibile taglio dei costi e dei prezzi operabile e all'allargamento conseguente del catalogo.
Nel frattempo, peraltro, la società civile degli scrittori, che con gli editori ha poco a che fare, continua a muoversi: strumenti di self publishing sono stati messi a disposizione ormai da tutti i rivenditori digitali. Un mercato alternativo ai canali ufficiali si è già spontaneamente creato: basti pensare agli autori ignorati dalle case editrici che tra blog, autopromozione via social network e strumenti di pubblicazione fai-da-te, riescono a raggiungere un pubblico medio-grande. Un esempio è Amanda Hocking, scrittrice 26enne che si è pubblicata 8 libri e una novella e che, ad un prezzo compreso tra uno e tre dollari, ha venduto centinaia di migliaia di copie che le sono anche valse l'ingresso nella classifica dei best seller di Usa Today.

Claudio Tamburrino
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12 Commenti alla Notizia Editoria, Random House si piega al modello Apple
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  • Col cavolo che gli do un solo centesimo a 'sta gente.
    Se un libro che mi interessa sarà disponibile solo su 'sto schifo di piattaforma, mi sentirò pienamente in diritto di piratarlo e di rivolgere una ideale pernacchia ad autore, editore e Apple...
    Funz
    13032
  • - Scritto da: Funz
    > Col cavolo che gli do un solo centesimo a 'sta
    > gente.
    > Se un libro che mi interessa sarà disponibile
    > solo su 'sto schifo di piattaforma, mi sentirò
    > pienamente in diritto di piratarlo e di rivolgere
    > una ideale pernacchia ad autore, editore e
    > Apple...

    Quindi ti pieghi a "'sto schifo di piattaforma"? Rotola dal ridere
    ruppolo
    33146
  • Dovge l'avrebbe detto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Dovge l'avrebbe detto?

    Ha detto di piratarlo, quindi una volta che c'è l'ha, dove ne fruirebbe se non in un dispositivo iOS?
    ruppolo
    33146
  • Se è un ebook, è poco più di un file di testo formattato, va su qualsiasi piattaforma.

    Se anche fosse nato come app per ios, basta estrarne il testo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Funz
    > > Col cavolo che gli do un solo centesimo a 'sta
    > > gente.
    > > Se un libro che mi interessa sarà disponibile
    > > solo su 'sto schifo di piattaforma, mi sentirò
    > > pienamente in diritto di piratarlo e di
    > rivolgere
    > > una ideale pernacchia ad autore, editore e
    > > Apple...
    >
    > Quindi ti pieghi a "'sto schifo di piattaforma"?
    > Rotola dal ridere

    Purtroppo il comprendonio non lo puoi installare, nemmeno se hai macintoshCon la lingua fuori
    Funz
    13032
  • Tu sono anni che sei piegato, vero Roby?A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz
    > Col cavolo che gli do un solo centesimo a 'sta
    > gente.
    > Se un libro che mi interessa sarà disponibile
    > solo su 'sto schifo di piattaforma, mi sentirò
    > pienamente in diritto di piratarlo e di rivolgere
    > una ideale pernacchia ad autore, editore e
    > Apple...

    dunque per piratarlo di devi collegare ( tu o qualcun altro) a Itunes, con un ipad o un iphone, acquistarlo, scaricarlo dall'ipad a un computer, ..auguri, convertirlo in un altro formato e metterlo in p2p.
    tutto per evitare di pagare qualche euro.

    a proposito come si fa a metterlo su un computer che mi interessa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > dunque per piratarlo di devi collegare ( tu o
    > qualcun altro) a Itunes, con un ipad o un iphone,
    > acquistarlo, scaricarlo dall'ipad a un computer,
    > ..auguri, convertirlo in un altro formato e
    > metterlo in p2p.
    >
    > tutto per evitare di pagare qualche euro.

    Ma quando mai?
    Fatti un giro su qualche torrent tracker, e vedi quante bibliografie, anzi intere biblioteche trovi in file zippati da poche centinaia di mega (la dimensione di un singolo episodio di telefilm)
    Funz
    13032
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: Funz
    > > Col cavolo che gli do un solo centesimo a 'sta
    > > gente.
    > > Se un libro che mi interessa sarà disponibile
    > > solo su 'sto schifo di piattaforma, mi sentirò
    > > pienamente in diritto di piratarlo e di
    > > rivolgere una ideale pernacchia ad autore,
    > > editore e Apple...

    > dunque per piratarlo di devi collegare ( tu o
    > qualcun altro) a Itunes, con un ipad o un iphone,
    > acquistarlo, scaricarlo dall'ipad a un computer,
    > ..auguri, convertirlo in un altro formato e
    > metterlo in p2p.

    Credo intendesse che lo va a cercare sul p2p.

    > tutto per evitare di pagare qualche euro.
    > a proposito come si fa a metterlo su un
    > computer che mi interessa?

    Jobs non ti ha fornito un'apposita apps ?? Spiacente allota TU non lo puoi fare.
    krane
    22544
  • io resto convinto che il primo sia a favore di autori minori/sconosciuti/emergenti, che riescono a proporsi direttamente al pubblico e magari fare dei bei soldi.

    infatti: "[...] basti pensare agli autori ignorati dalle case editrici che tra blog, autopromozione via social network e strumenti di pubblicazione fai-da-te, riescono a raggiungere un pubblico medio-grande. [...]"

    sempre che io abbia inteso in maniera corretta le regole di iBookstore.

    se il negozio non fosse aperto agli autori indipendenti, allora mi rimangerei quanto detto.
    non+autenticato
  • L'autopubblicazione come strumento per gli sconosciuti di pubblicare i propri libri è uno specchietto per le allodole. Fanno tanto parlare le centinaia di miglia di copie che UNA scrittrice ha fatto in America, con 8 titoli. In America i bestellers si vendono a milioni o decine di milioni di copie. In Italia un romanzo, per essere considerato importante sul mercato librario, almeno centomila copie le deve vendere. E parliamo dell'Italia dove si legge molto poco.

    Insomma, rispetto al canale editoriale, anche quella tanto pubblicizzata scrittrice autopubblicata ha venduto pochissimo.
    non+autenticato