Raffaella Gargiulo

Wind non Ŕ ancora russa, ma il matrimonio si farÓ

La Corte di Londra non ha accolto le richieste della norvegese Telenor, che osteggia la fuzione con Vimpelcom. Niente diritto di prelazione. Tra poche settimane l'assemblea dei soci decisiva

Roma - Continua lo scontro legale e la battaglia di deleghe per il matrimonio, voluto a gran forza da egiziani e russi ma fortemente osteggiato dai norvegesi, tra la Wind di Naguib Sawiris e l'operatore russo di telefonia mobile Vimpelcom.

La Corte di Londra, cui Telenor aveva fatto richiesta di arbitrato internazionale per bloccare la fusione tra Vimpelcom e Wind Telecom, ha respinto la richiesta di sospensione dell'assemblea generale dei soci azionisti del gruppo scandinavo. A renderlo noto è un comunicato rilasciato dall'azienda russa di telefonia che ha, inoltre, precisato che l'assemblea convocata per il 17 marzo per discutere dell'operazione da 6 miliardi di dollari.

"Siamo lieti - ha dichiarato il CEO Alexander Izosimov - che la Corte ha convenuto con Vimpelcom sull'importanza di permettere agli azionisti di esprimere il loro voto il 17 marzo. Vimpelcom crede fortemente nel merito di questa transazione e si impegna a continuare ad agire nel migliore interesse di tutti gli azionisti".
A fine gennaio Telenor, che detiene il 40 per cento di Vimpelcom, aveva depositato la richiesta di arbitrato contro la fusione, mettendo in discussione i vantaggi economici dell'acquisizione di Wind da parte di Vimpelcom. L'azienda, secondo Telenor, avrebbe fatto meglio a concentrarsi sul mercato russo invece di acquisire Wind. Nello specifico, Telenor aveva chiesto alla Corte di sospendere l'assemblea generale dei soci, sempre che Vimpelcom non avesse emesso delle azioni da dare alla stessa per diritto di prelazione, e la messa in garanzia delle azioni fino alla conclusione del procedimento arbitrale.

La fusione tra i due operatori di telefonia comporterebbe un aumento di capitale sociale degli azionisti e ciò comporterebbe a cascata la diluizione del pacchetto azionario Telenor fino al 25 per cento (mettendola in minoranza). Vimpelcom, inoltre, a seguito dell'approvazione dei soci, deve emettere nuove azioni necessarie per completare l'affare che sarebbero da destinare a Sawiris: quest'ultimo diventerebbe socio al 30 per cento con una minore percentuale in merito al diritto di voto. Questione, quest'ultima, non condivisibile secondo quanto sostenuto dai norvegesi che hanno dichiarato che tale quota di azioni, stando al diritto di prelazione, sarebbero dovute spettare proprio alla stessa Telenor.

Per ora l'opposizione di Telenor, che minacciava la possibilità di creare il quinto operatore mondiale della telefonia mobile, sembra essere stata bloccata. Ma la dura guerriglia sembra non finire qui. Secondo alcune dichiarazioni, Telenor avrebbe minacciato di ricorrere a un arbitrato, opzione che potrebbe seriamente pregiudicare la fusione. Telenor ha dichiarato di essere "fiduciosa sulla decisione del Tribunale arbitrale di riconoscere alla stessa di ricevere delle quote di capitale se la proposta dell'accordo con Wind Telecom sarà portata a termine".

Intanto tra due settimane, si legge in un comunicato di Vimpelcom, andrà in scena l'attesissima assemblea straordinaria della società che stabilirà una volta per tutte se, dopo ben sei mesi di trattative, si arriverà alla fusione da 21 miliardi di dollari tra i due operatori. Secondo gli analisti sarà dura per Telenor convincere il 70 per cento degli azionisti Vimpelcom a osteggiare il voto per la grande fusione.

Raffaella Gargiulo
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