Raffaella Gargiulo

Biblioteca Ambrosiana, traduzione digitale

Oltre 36mila manoscritti saranno messi 1 su 0 e resi disponibili al grande pubblico. Ci vorranno 5 anni per completare l'opera di digitalizzazione, con un costo finanziato in tutto o in parte dai privati

Roma - La famosa Biblioteca voluta dai Borromeo più di quattro secoli fa, la Biblioteca Ambrosiana, ha deciso di digitalizzare i suoi 36mila preziosi manoscritti e di pubblicarli su Internet nell'ambito del progetto DAI - DIgital Ambrosiana on Internet: un programma che prevede che nei prossimi cinque anni si arrivi alla trasposizione in bit di tutti i manoscritti di una delle più importanti biblioteche italiane.

Il "Codice Atlantico" di Leonardo, il "De Prospectiva Pingendi" di Piero della Francesca, le centinaia di manoscritti autografi che vanno da Petrarca, a Boccaccio e Ariosto, e ancora Machiavelli, Galileo e Manzoni: solo alcuni dei capolavori che verranno resi disponibili a studiosi e ricercatori. L'iniziativa, fortemente voluta dalla Biblioteca stessa, si sta avviando grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, dei Dottori dell'Ambrosiana, e anche dia esperti del Cilea, di Icas94, di Comperio srl e di De Agostini.

Questo innovativo progetto consente alla Biblioteca di entrare nel mondo internazionale delle biblioteche virtuali, ma con un vantaggio competitivo rispetto ad analoghe istituzioni italiane. Infatti, è la prima volta che un intero patrimonio di manoscritti è digitalizzato senza operare alcun tipo di selezione o di taglio, perché ogni singolo documento è ritenuto importante e degno di essere conosciuto dal più vasto numero di persone possibile. Entrare nella Rete significa per prima cosa essere a disposizione di tutti a livello internazionale. La diffusione della conoscenza e del patrimonio letterario, l'autorevolezza di immagini e contenuti sono da sempre obiettivi della biblioteca: per tale motivo lo spazio messo a disposizione sarà di 50 terabyte di memoria.
Una garanzia della qualità del lavoro in corso di digitalizzazione è l'utilizzo di una piattaforma riconosciuta a livello internazionale e che permette di aggiornare in tempo reale le tecnologie, che così non dovrebbero risultare mai obsolete garantendo la fruibilità dei contenuti nel tempo. Inoltre, le immagini digitali saranno consultabili in formato TIFF.

Ogni giorno sono circa 700 le nuove immagini che vengono acquisite da Icas 94, la società che cura la digitalizzazione del patrimonio manoscritto. Dallo scorso autunno, quando l'operazione ha preso il via, sono circa 3mila i manoscritti già acquisiti. Per poter visionare le potenzialità offerte dalle piattaforme Codex, realizzate dal consorzio interuniversitario lombardo Cilea, è già possibile consultare il sito ufficiale del progetto.

La digitalizzazione, per i soli primi cinque anni, costerà 500mila euro. Metà di tale quota è stata già donata dalla Fondazione Cariplo, ma per i 250mila rimanenti l'Ambrosiana fa appello ad altri sponsor privati. Intanto, fino a dicembre la consultazione online dei testi sarà gratuita, ma dal 2012 bisognerà pagare un abbonamento giornaliero, settimanale, mensile o annuale. L'Ambrosiana venderà online anche delle copie digitali in bianco e nero o a colori ridotti, ma ciascuna riproduzione sarà marcata e rintracciabile per proteggere i diritti di immagine sul patrimonio della biblioteca milanese.

"Al di là del codice Atlantico di Leonardo - ha dichiarato il presidente dell'Ambrosiana, don Gianni Zappa, riferendosi alla raccolta di scritti di Da Vinci - in questo ambiente abbiamo delle cose che nessun altro al mondo ha, tesori che nemmeno si possono vedere, come i 20mila disegni". Da qui l'idea della digitalizzazione che, come ha detto il direttore dell'Ambrosiana Gianantonio Borgonovo, permetterà di rispondere in modo innovativo alle due missioni principali della biblioteca da quattro secoli: la più ampia fruizione possibile dei testi da una parte, la loro salvaguardia dal deperimento dall'altra.

Va intanto avanti anche il progetto parallelo di digitalizzare il patrimonio pittorico della biblioteca, iniziato nel 2009 in occasione dei 400 anni della fondazione dell'istituto pubblico da parte del cardinal Borromeo. "La Canestra di frutta" di Caravaggio, il "Musico" di Leonardo o l'"Adorazione" di Tiziano sono solo alcune delle opere, di noto rilievo nella storia dell'arte, che saranno rese disponibili al grande pubblico.

Raffaella Gargiulo
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15 Commenti alla Notizia Biblioteca Ambrosiana, traduzione digitale
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  • Mi sa che non avete guardato molto il sito realizzato, http://dai.ambrosiana.eu./.
    Li si capisce perchè le immagini sono conservate in TIFF:
    c'e' uan forte possibilità di ingrandire i particolari, possibile solo se si fanno immagini TIFF come partenza. Il TIFF poi garantisce al meglio la conservazione delle immagini nel lungo periodo (oltre i 10 anni) perche la completezza dei dati permettera l'uso dei futuri standard (tipo nuovi JPEG o PNG).
    non+autenticato
  • sentite che bella presentazione:
    http://www.icas94.it/beniculturali.html

    Da più di vent'anni, ICAS 94 lavora con molte 'istituzioni culturali',

    (e si vedono tre referenze, due se si esclude la ambrosiana)

    avviando progetti che hanno per obiettivo:
    creazione di collezioni digitali per facilitare l’accesso fornendo nuove opportunità per la fruizione del patrimonio culturale, con la possibilità di una distribuzione organizzata e *controllata* delle immagini

    (nota il *controllata*), piuttosto curioso per progetti che si suppone di liberazione del sapere

    Da sempre presenti nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana con il servizio microfilm

    e allora abbiamo capito tutto... quando si è *presenti da 15 anni* ache serve bandire gare o vedere chi offre il miglior risultato al miglior prezzo?

    N.B. il disegno a questa pagina:

    farebbe supporre l'uso di scanner planetari
    http://www.icas94.it/azienda.html

    dunque ci saremmo dal punto di vista tecnico, peccato che affittare gli stessi scanner e farli usare ai bibliotecari sarebbe stato molto meno dispendioso, ma come dare questo dispiacere a degli amici che da tanti anni stanno con te?
  • come sempre questi progetti finiscono col riversare un fiume di soldi in mano a società private quando tutto potrebbe essere fatto a costi infinitamente minori coinvolgendo i bibliotecari con qualche migliaio di euro di attrezzatura

    vediamo tutti i punti negativi dell'iniziativa:

    > le immagini digitali saranno consultabili in formato TIFF

    e certo, non sia mai che fossero comodamente scaricabili in pdf, noo, non devono essere facilmente consultabili, ma se io ad esempio devo studiare un codice di 100 pagine, me le devo scaricare singolarmente una alla volta

    > La digitalizzazione, per i soli primi cinque anni, costerà 500mila euro

    stendiamo un velo pietoso su queste cifre esagerate e fortemente sospette, cioè questi spendono 500.000 euro per 36.000 documenti (ma nemmeno, visto che non è detto digitalizzino tutto in 5 anni) e allora google dovrebbe andare in fallimento se il suo progetto costasse tanto, mentre google ha digitalizzato milioni di volumi (non 36.00 appena)

    > fino a dicembre la consultazione online dei testi sarà gratuita

    quindi occorre sbrigarsi

    > L'Ambrosiana venderà online anche delle copie digitali in bianco e nero o a colori ridotti, ma > ciascuna riproduzione sarà marcata e rintracciabile per proteggere i diritti di immagine sul
    > patrimonio della biblioteca milanese

    le solite biblioscemenze italiane, dove la biblioteca si crede proprietaria e titolare dei diritti sul materiale che conserva e che ignora le mirabilia della tecnica dell'inpainting
  • beh... su, immagino che le distribuiscano anche in pdf a bassa risoluzione, se poi vuoi qualche pagina ad altissima risoluzione... per esempio uno dei 20000 disegni, allora il Tiff è la miglior soluzione.

    Eppoi non fa uguale anche la nasa?

    riguardo ai soldi necessari,probabilmente hai ragione, anzi sicuramente hai ragione, ma mettere in mano dei volumi unici al mondo e molto apettibili al mercato nero delle opere d'arte a degli onestissimi italiani, mi sembra troppo rischioso.

    Ovvio che in questo caso si cerchi una ditta seria ma soprattutto che possa pagare la forte penale in caso del furto di un manoscritto.

    tieni conto che nel mondo esistono poche opere d'arte che valgano qualche cosa. Qui in italia invece abbiamo di tutto.

    Quanto potrebbe valere un manoscritto originale del Petrarca?

    Che misure di sicurezza bisogna adottarre?
    E quanto costa l'assicurazione? e l'assicurazione dell'assicurazione?

    insomma, tutto sommato mi sembra neppure troppo caro.

    Il fatto che poi la banca si sia tenuta i diritti di vendere online le scansioni, me sembra il minimo. Ha pagato di tasca sua 250.000 euro no?

    Al limite bisogna vedere per quanti anniha il diritto e quali prezzi intende applicare.


    max
    non+autenticato
  • > immagino che le distribuiscano anche in pdf a bassa risoluzione

    illeggibili (e instampabili)

    > il Tiff è la miglior soluzione.
    [...]
    per l'archiviazione, ma non per la consultazione. il png va benissimo essendo senza perdita iu qualità, ma la *pesantezza* del tiff serve a scoraggiarne la fruizione via web (e l'acquisto forzato)

    > ma mettere in mano dei volumi unici al mondo

    ad una società esterna è veramente il massimo dell'assurdo, invece che farle maneggiare ai bibliotecari esperti che le hanno in cura da anni, non parliamo poi di *vendersi* lo sfruttamento del patrimonio a società private

    > Ovvio che in questo caso

    le aziende che vogliono fare soldi con la digitalizzazione sentono odore di quattrini e sgomitano per accaparrarsi il fiume di denaro

    > Che misure di sicurezza bisogna adottarre?

    evitare di darle in mano a personale esterno alla biblioteca (proprio l'opposto di quanto vogliono fare)

    > E quanto costa l'assicurazione?

    così tanto che l'azienda ne include il prezzo nel compenso e lo fa lievitare ancora

    > Il fatto che poi la banca si sia tenuta i diritti di vendere online le scansioni, me sembra il
    > minimo. Ha pagato di tasca sua 250.000 euro no?

    ha, cioè investito soldi prevedendo di incassare di più di quanto ha speso e siccome deve monetizzare, ne perdono i cittadini, privati della possibilità di fruire pubblicamente di un bene statale conservato in una pubblica biblioteca ora terra di conquista per aziende e banche

    ecco perché non bisognerebbe fare simili patti col diavolo che ledono i diritti della gente e mettono sottochiave un patrimonio colla scusa della digitalizzazione

    in questo forum:

    http://www.diybookscanner.org/forum/
    http://www.diybookscanner.org/ (vedere che meraviglia di modello)

    ci sono decine di progetti ed istruzioni per costruirsi degli scanner per libri composti da due fotocamere collegate ad un pc. le fotocamere non toccando il manufatto, non lo danneggiano

    il più costoso di questi scanner fatti da sé assemblando vari componenti non arriva ai 5000 dollari e la qualità è di 12 Megapixel per il modello che usa le fotocamere usate migliori (il costo comprende tutte le parti e le fotocamere, meno il software perché si usano programmi per linux che fanno egregiamente il loro lavoro gestendo le foto catturate da ciascuna fotocamera)
  • mah...
    sul fatto che le cose possano essere fatte spendendo meno soldi, sono pienamente d'accordo. Sul come, un po' meno, ma son tutte considerazioni personali.
    L'unica cosa che mi preme sottolineare è che la biblioteca ambrosiana non è pubblica e già si paga l'accesso al patrimonio. Per come la vedo io, in quest'epoca di magri finanziamenti alla cultura, anche questo è meglio di niente...
    non+autenticato
  • mentre la biblioteca nazionale di Francia, quella Bavarese e tutte le altre partner di googlebooks mettono a disposizione i volumi interi in un pratico pdf da poter scaricare ad altissima risoluzione

    che si fa in Italia?

    si allestisce un sito-civetta solo per fungere da vetrina per materiale da rivendere poi a (caro) prezzo

    questa è una speculazione su materiale di pubblico dominio, assai affine al *copyfraud* (vedi gli articoli del professor Jason Mazzone)

    le modalità di accesso sono l'antitesi della consultabilità e infatti non è per questo scopo che hanno creato questa infrastruttura che purtroppo gestirà i documenti anche di altre biblioteche (come quella di Napoli, il cui sito non è ancora pienamente operativo)

    la Cornell Library, che ha digitalizzato il suo patrimonio (grazie ai suoi bibliotecari e volontari istruiti a usare lo iscribe, prototipo di scanner sempre formato da un piano a V e due fotocamere che non toccano i libro) ha autorizzato ogni uso del materiale, perché in Italiana devono vedere i testi antichi e la cultura segregata?

    chi ha deciso l'assegnazione di questo fiume di denaro? Ci vorrebbe davvero una seria inchiesta, forse può interessare giornalisti seri come Riccardo Iacona di raitre
  • Google ha fatto un grande lavoro, ma il tutto è stato fatto "per quel che ricordo" su libri stampati, in cui veniva privilegiato solo ed esclusivamente il testo dell'opera, qui stiamo parlando se non ho capito male di manoscritti che, perché la cosa sia utilizzabile come backup digitale di antiche copie degradabili, devono essere scansionati (fotografati) ad altissime risoluzioni. Sempre se non ho capito male tu chiedi che il lavoro venga fatto dai bibliotecari, ma non penso ci siano e decine di "scanner fotografici" e decine di bibliotecari qualificati per fare un lavoro del genere all'Ambrosiana.
    A richiesta, per motivi di tesi sperimentale o simili, queste cose vengono fatte, e mi ero chiesto perché non digitalizzassero già almeno tutti i manoscritti famosi (vedi Manzoni e compagnia bella) in modo da non dover fare più scansioni della stessa cosa a persone differenti, finalmente hanno messo in moto qualcosa.
    Sono sicuro che la società privata a cui faranno fare questo lavoro sarà perlomeno la migliore nel settore (e da qui il costo) e saprà trattare forse come i bibliotecari queste opere della conoscenza umana.
    Se i soldi vengono usati per fare cose belle (anche se magari un poco sovrapprezzo) io non mi ci scaglierei contro, vengono veramente buttati in molti altri posti.
    Aggiungo e concludo che, se ogni volta che si propone un investimento serio e -spero- ragionato, questo viene bocciato, ci si ritroverà nel duemila e passa con tutti i libri in briciole e nessuna copia di sicurezza
    non+autenticato
  • - Scritto da: smilzoboboz
    > Sempre se non ho capito male tu
    > chiedi che il lavoro venga fatto dai
    > bibliotecari, ma non penso ci siano e decine di
    > "scanner fotografici" e decine di bibliotecari
    > qualificati per fare un lavoro del genere
    > all'Ambrosiana.

    Ma hai fretta?
    Sono li' da secoli quei manoscritti.
    Se anche ci fosse un solo scanner e un solo bibliotecario a fare il lavoro, che ci mette 30 anni invece che 30 mesi, che cosa ci cambia?
  • > Se anche ci fosse un solo scanner e un solo bibliotecario a fare il lavoro, che ci mette 30 anni
    > invece che 30 mesi, che cosa ci cambia?

    che la società che si è garantita questa semimilionaria commessa non avrebbe mai visto questi soldi

    qui l'unica spesa esterna avrebbe dovuto essere per i progettisti della piattaforma sulla quale caricare le scansioni

    purtroppo l'ignoranza delle tecniche di scansione è paurosa e viene sfruttata per farecredere che ciò che fa questa società destinataria dei soldi, non lo possa fare un bibliotecario con le giuste attrezzature:

    è falso!

    volendo proprio spendere e non costruirsi il proprio scanner per libri (differente dallo scanner piatto, anche perché i manoscritti devono essere espostiil minimo possibile alla luce)

    potevano affittare un apparato della Atiz (così fanno molte biblioteche estere)

    *boosnap*
    - http://www.atiz.com/

    ma c'è una cosa che non viene detta, se è stata l'ambrosiana a cercare partner oppure se un gruppo, avido di mettere le mani su di un patrimonio DI PUBBLICO DOMINIO, si sia fatto avanti

    oltremodo offensivo (e spero che, visto il livello dei giornalisti non sia vero) il fatto che vogliano vendere versioni in bianco e nero e per di più in bassa risoluzione e non solo, pure con l'orrenda e deturpante filigrana

    e tentano anche di farla passare come un favore...
  • - Scritto da: Teone
    > > Se anche ci fosse un solo scanner e un solo
    > bibliotecario a fare il lavoro, che ci mette 30
    > anni
    > > invece che 30 mesi, che cosa ci cambia?
    >
    > che la società che si è garantita questa
    > semimilionaria commessa non avrebbe mai visto
    > questi soldi

    Ah, ecco... e magari qualche spicciolo che rotola fuori dalle tasche...

    > qui l'unica spesa esterna avrebbe dovuto essere
    > per i progettisti della piattaforma sulla quale
    > caricare le scansioni

    Mi sfugge la necessita' di impegnare un progettista.
    Che cosa c'e' che non va con la tecnologia attualmente disponibile?

    > purtroppo l'ignoranza delle tecniche di scansione
    > è paurosa e viene sfruttata per farecredere che
    > ciò che fa questa società destinataria dei soldi,
    > non lo possa fare un bibliotecario con le giuste
    > attrezzature:

    Magari si puo' affiancare al bibliotecario un tecnico che si occupa dell'apparecchiatura.

    Ma secondo te che dimensione massima hanno queste pagine?

    > volendo proprio spendere e non costruirsi il
    > proprio scanner per libri (differente dallo
    > scanner piatto, anche perché i manoscritti devono
    > essere espostiil minimo possibile alla
    > luce)
    >
    > potevano affittare un apparato della Atiz (così
    > fanno molte biblioteche
    > estere)
    >
    > *boosnap*
    > - http://www.atiz.com/

    Interessante!

    > ma c'è una cosa che non viene detta, se è stata
    > l'ambrosiana a cercare partner oppure se un
    > gruppo, avido di mettere le mani su di un
    > patrimonio DI PUBBLICO DOMINIO, si sia fatto
    > avanti

    Se un gruppo si fa avanti, lo fa per offrire servizi a scopo promozionale per se, in modo da poter mettere a curriculum che ha fatto il tal lavoro per la biblioteca ambrosiana.

    Se invece si fa avanti per ottenere una commessa, allora possiamo tranquillamente applicare il principio di Andreotti: a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre!

    > oltremodo offensivo (e spero che, visto il
    > livello dei giornalisti non sia vero) il fatto
    > che vogliano vendere versioni in bianco e nero e
    > per di più in bassa risoluzione e non solo, pure
    > con l'orrenda e deturpante
    > filigrana
    >
    > e tentano anche di farla passare come un favore...

    E' offensivo il fatto che vogliano vendere.
    Il che cosa vendono puo' eventualmente far aumentare il grado dell'offesa.
    Ma vendere delle scansioni di un patrimonio dell'umanita' e' offensivo a prescindere.
  • > Ma secondo te che dimensione massima hanno queste pagine?

    credo che nel 99% dei casi siano sempre inferiore ad un formato A3 (29.,7 x 42 cm) non è ben chiaro che tipo di materiale scansioneranno (si parla di manoscritti)

    per i libri rilegati, uno scanner robotico automatico molto dolce e non distruttivo è di questo tipo:
    http://www.youtube.com/watch?v=hlOQuuLYavY&feature...

    per i fogli sciolti invece sono migliori candidati gli scanner planetari
    http://www.youtube.com/watch?v=tmDJ7Pd0wis

    le società che producono questi apparati, solitamente non li vendono, ma li fittano alle biblioteche

    come la i2s (produttrice del famoso software book restorer)
    http://www.i2s-bookscanner.com/produits.asp?gamme=...

    veramente, per fogli sciolti (ma non credo sia il caso di nostri manoscritti) usano farli passare a molti al minuto attraverso questo scanner a rulli (verso la metà del video)

    http://goo.gl/W7yIx

    alla biblioteca nazionale di Francia
  • - Scritto da: Teone
    > per i libri rilegati, uno scanner robotico
    > automatico molto dolce e non distruttivo è di
    > questo
    > tipo:
    > http://www.youtube.com/watch?v=hlOQuuLYavY&feature
    >
    > per i fogli sciolti invece sono migliori
    > candidati gli scanner
    > planetari
    > http://www.youtube.com/watch?v=tmDJ7Pd0wis
    >
    > le società che producono questi apparati,
    > solitamente non li vendono, ma li fittano alle
    > biblioteche
    >
    > come la i2s (produttrice del famoso software book
    > restorer)
    > http://www.i2s-bookscanner.com/produits.asp?gamme=
    >
    > veramente, per fogli sciolti (ma non credo sia il
    > caso di nostri manoscritti) usano farli passare a
    > molti al minuto attraverso questo scanner a rulli
    > (verso la metà del
    > video)
    >
    > http://goo.gl/W7yIx
    >
    > alla biblioteca nazionale di Francia
    Adesso ho capito: TU sei quello che li affitta!
    Non puoi magnarci sopra tu, e quindi non può farlo nessun'altro...A bocca aperta
    non+autenticato