Claudio Tamburrino

Bologna, WiFi pubblico donato dai privati

100 sistemi di accesso per il centro storico: un'azienda fornisce le infrastrutture hardware, i negozi dovranno garantire la connessione. Mistero sulle implicazioni rispetto ai contratti con gli ISP

Roma - Nexis, società bolognese specializzata in reti informatiche e WiFi, ha dato il via oggi all'iniziativa "Bologna wifi". Prevede di donare, attraverso la controllata Ikalia, a 100 esercizi commerciali del centro di Bologna altrettanti hotspot wireless, creando così i presupposti per una grande rete federata su scala cittadina.

Le realtà locali, d'altronde, non restano in attesa che a livello nazionale si chiarisca il destino del decreto Pisanu. Il progetto si inserisce così idealmente nel filone di iniziative che cercano di favorire la diffusione del WiFi in Italia, da quella di Trenitalia sui Frecciarossa e in alcune stazioni, a quelle delle province e dei comuni.

L'azienda ha fatto tuttavia qualcosa di diverso rispetto a quanto visto in precedenza: intende contribuire a "rendere la propria città un piccolo paradiso del WiFi" fornendo l'hardware necessario agli esercizi commerciali a offrire il servizio. L'idea, spiega il direttore commerciale di Nexis Luca Fronzoni, è quella di mettere a disposizione degli esercizi commerciali del centro storico che ne faranno richiesta "in maniera completamente gratuita cento dei nostri sistemi di accesso WiFi". Si tratta di piccoli apparati wireless da connettere a una qualsiasi linea ADSL preesistente.
"Ogni location - spiega ancora Fronzoni - potrà così offrire la connessione ai clienti, all'interno o all'esterno dei locali dell'attività. Gli utenti del servizio potranno navigare con un unico account presso tutte le attività aderenti all'iniziativa". Cinque saranno le ore di navigazione gratuite da consumare nell'arco di una settimana, con ogni account ottenibile inserendo sulla pagina di benvenuto (gestito tramite il servizio WiSpot prodotto da Nexis e Ikalia) il proprio numero cellulare, sul quale le credenziali di accesso saranno recapitate via SMS. Raggiunto il monte ore, in ogni caso, il singolo utente potrà fare richiesta di nuove credenziali gratuite.

Gli esercenti che aderiranno saranno elencati sul sito creato per l'iniziativa, che spiega anche come fare richiesta di partecipazione. A loro, per altro, spetterà il compito di fornirsi di una connessione ADSL e di impegnarsi a mantenere il servizio attivo.

C'è peraltro da chiedersi se le telco riterranno i contratti stipulati dai commercianti sufficienti per garantire il servizio: già qualche settimana fa, d'altronde, il presidente di Asstel aveva avuto modo di criticare il wireless offerto dalla PA, anche se in quel caso intendeva scagliarsi contro l'iniziativa pubblica che a suo avviso ostacolerebbe quella privata. Aderire in questo momento alla conversione WiFi significa, inoltre anche garantirsi visibilità e attenzione: restano da chiarire alcuni punti fondamentali sui contratti che legano gli ISP ai clienti, e se questi prevedano la "cessione" di banda a terzi.

Bologna, da parte sua, colma un gap dei suoi servizi, dal momento che, passando in città, non era così facile trovare una rete WiFi accessibile. Anche il servizio comunale Iperbole che, ad esempio, garantisce 3 ore di navigazione gratuita nella piazza coperta della Biblioteca Salaborsa, è limitato agli iscritti alla rete civica, ai maggiorenni residenti in città e ai dipendenti del comune e agli studenti, ai docenti e il personale tecnico-amministrativo dell'Università di Bologna.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàDecreto Pisanu, il lungo addioPare il titolo di un romanzo hard boiled, ma Ŕ un giallo che riguarda il wireless del Belpaese. Tra leggi abrogate e decreti che sopravvivono, data retention e obblighi di identificazione, la trama si infittisce
  • AttualitàWiFi, Firenze connette il centro storicoPalazzo vecchio ha bandito una gara da 1 milione e mezzo di euro per dare accesso a Internet wireless gratuito. Entro la metÓ di novembre il progetto dovrebbe essere completato
  • AttualitàItalia, WiFi tra Pisanu e iniziative localiL'anagrafe di Milano apre un hotspot gratuito, primo passo del progetto modulare del comune. Ma le autoritÓ si muovono senza certezze sugli obblighi di registrazione previsti dalla normativa ancora da scrivere
6 Commenti alla Notizia Bologna, WiFi pubblico donato dai privati
Ordina
  • Ho gia' avuto modo di utilizzare servizi simili in altri paesi.
    In Turchia gia' nel 2009 e poi nel 2010, avevano un sistema analogo. Ti colleghi, dai il numero di cellulare, ricevi un sms con password ed inizi a navigare... costo ZERO per il cliente... il bar, la caffetteria, il ristorante o il centro commerciale ci guadagnano semplicemente con il moltiplicarsi della clientela e delle cosnumazioni vendute.
    In Libano: la stessa cosa. A Cipro: uguale. Per non parlare dell'altra parte dell'Atlantico.

    Solo in Italia abbiamo i Pisanu, che ostacolano volutamente il diffondersi del WiFi a livello pubblico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: TheDoc
    > Ho gia' avuto modo di utilizzare servizi simili
    > in altri paesi.
    >
    > In Turchia gia' nel 2009 e poi nel 2010, avevano
    > un sistema analogo. Ti colleghi, dai il numero di
    > cellulare, ricevi un sms con password ed inizi a
    > navigare... costo ZERO per il cliente... il bar,
    > la caffetteria, il ristorante o il centro
    > commerciale ci guadagnano semplicemente con il
    > moltiplicarsi della clientela e delle
    > cosnumazioni
    > vendute.
    > In Libano: la stessa cosa. A Cipro: uguale. Per
    > non parlare dell'altra parte
    > dell'Atlantico.
    >
    > Solo in Italia abbiamo i Pisanu, che ostacolano
    > volutamente il diffondersi del WiFi a livello
    > pubblico.

    veramente esiste già a Roma, Trento, in Friuli (credo Udine e Trieste) e pure a Sanremo in occasione del festival, forse è punto-informatico che si fila solo Bologna (erano 6 mesi che se ne parlava)

    è tutto compatibile con il decreto Pisanu in quanto ti identifichi con il tuo numero di cellulare (o carta di credito se hai un cellulare straniero)

    in realtà l'accesso non è propriamente free, in quanto il navigatore assiste ad uno spot pubblicitario (quando c'è l'inserzionista) e paga con il suo tempo oppure naviga senza pubblicità se l'hotspot da cui si collega è di un esercizio che paga un contratto di interconnessione
  • - Scritto da: ChristianTN
    > - Scritto da: TheDoc
    > > Ho gia' avuto modo di utilizzare servizi simili
    > > in altri paesi.
    > >
    > > In Turchia gia' nel 2009 e poi nel 2010, avevano
    > > un sistema analogo. Ti colleghi, dai il numero
    > di
    > > cellulare, ricevi un sms con password ed inizi a
    > > navigare... costo ZERO per il cliente... il bar,
    > > la caffetteria, il ristorante o il centro
    > > commerciale ci guadagnano semplicemente con il
    > > moltiplicarsi della clientela e delle
    > > cosnumazioni
    > > vendute.
    > > In Libano: la stessa cosa. A Cipro: uguale. Per
    > > non parlare dell'altra parte
    > > dell'Atlantico.
    > >
    > > Solo in Italia abbiamo i Pisanu, che ostacolano
    > > volutamente il diffondersi del WiFi a livello
    > > pubblico.
    >
    > veramente esiste già a Roma, Trento, in Friuli
    > (credo Udine e Trieste) e pure a Sanremo in
    > occasione del festival, forse è punto-informatico
    > che si fila solo Bologna (erano 6 mesi che se ne
    > parlava)
    >
    Ma veramente non e' che P.I. si fila solo bologna... visto che di wifi ne parla quando serve... non sarebbe neanche una notizia perche il concetto di hotspot esiste da 10 anni almeno anche in italia...[la mia memoria va' fino al 2003 con gli hotspot telecom, ma sicuramente c'era anche prima]
    l'UNICA notizia che vedo io e' che a) e' fatto da una PICCOLA e PRIVATA azienda b) da' la roba gratis all'esercente .

    > in realtà l'accesso non è propriamente free, in
    > quanto il navigatore assiste ad uno spot
    > pubblicitario (quando c'è l'inserzionista) e paga
    > con il suo tempo oppure naviga senza pubblicità
    > se l'hotspot da cui si collega è di un esercizio
    > che paga un contratto di
    > interconnessione
    questo sarebbe un classico... anche se non ho idea se nell'inziativa bolognese e' cosi. Tu l'hai provato?
    non+autenticato
  • io preferirei se fossi negoziante Bolognese http://corp.fon.com/it
    Comunità WIFI Per il mondo e sempre la stessa password
    non+autenticato
  • Mi hai anticipato, stavo per scrivere la stessa cosa...
  • - Scritto da: giancarlo piccinini
    > io preferirei se fossi negoziante Bolognese
    > http://corp.fon.com/it
    > Comunità WIFI Per il mondo e sempre la stessa
    > password

    In teoria sarebbe decisamente meglio ma ...

    Ma per via dell'ex decreto Pisanu, di fatto a mio parere si configurava come soluzione (purtroppo) illegale.
    Ora che il decreto é decaduto probabilmente é tornato legale, ma già parlano di richiedere le credenziali per l'autenticazione da riceversi via 'SMS', la legge non c'é ancora ma dovrebbe arrivare da un momento all'altro.
    Infatti tutti i grossi gestori mi sembra si stiano organizzando in questo senso.

    In Italia ci sentiamo i più garantisti e così mentre gli altri progrediscono noi restiamo con l'anello al naso.

    ...
    Modifica, leggo ora in un altro post che ci si autentica con SMS anche lì, sul sito non lo avevo visto, allora da quando é decaduto il famigerato Pisanu il problema dovrebbe essere risolto, si spera anche per il futuro.
    Mi compro quanto prima una Fonera Simpl.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 10 marzo 2011 12.39
    -----------------------------------------------------------