Alfonso Maruccia

Il futuro incerto di Clearwire

Il destino del provider statunitense della connettività di nuova generazione si fa sempre più problematico: saltano e si mescolano i vertici aziendali, mentre gli utenti citano l'azienda in tribunale per truffa

Roma - Clearwire Corporation, il provider USA pioniere della connettività wireless su rete WiMAX, naviga in acque alquanto agitate: l'azienda si vede costretta a fronteggiare un vero e proprio terremoto ai vertici dirigenziali mentre un gruppo di utenti infuriati la trascina in tribunale per supposta truffa e utilizzo improprio di tecniche di traffic shaping.

La riorganizzazione del management di Clearwire include le dimissioni del CEO Bill Morrow per "motivi personali", quelle del chief commercial officer Mike Sievert e del CIO Kevin Hart. Morrow è stato sostituito con un incarico ad interim assegnato al presidente della società John Stanton, mentre l'attuale CFO Erik Prusch rivestirà il ruolo di COO (chief operating officer) e il tesoriere Hope Cochran quello di CFO.

Il rimpasto delle alte sfere avviene in un momento non particolarmente positivo per Clearwire: l'azienda naviga in un mare di debiti e non pare essere in grado di trasformare il vantaggio temporale acquisito sugli altri operatori di reti "4G" in profitto economico. Non aiuta in tal senso il generale passaggio dell'industria alla tecnologia LTE, concorrente del WiMAX che la stessa Clearwire ha sperimentato in passato.
Altri guai arrivano dal rapporto conflittuale con il carrier cellulare Sprint, possessore del 54% di Clearwire che non è affatto d'accordo con le politiche dei prezzi e la direzione generale assunta dall'azienda. I rumors dicono che Sprint potrebbe addirittura decidere di acquisire il controllo completo su Clearwire, prima o poi.

Vertici aziendali a parte, dove Clearwire sta perdendo il polso della situazione appare soprattutto sul mercato della connettività e il rapporto con i suoi clienti: in molti, troppi, si lamentano del fatto che la banda a loro disposizione sia scesa (senza alcun motivo apparente) ad appena 256 Kbps. Alcuni di questi clienti hanno deciso di denunciare il provider per truffa, mettendo sotto accusa l'incapacità di Clearwire di fornire il servizio per cui i clienti hanno pagato l'abbonamento.

Alfonso Maruccia
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