Mauro Vecchio

Wikileaks, appello del padre del soldato Manning

Intervista radiofonica al genitore dell'ex-soldato statunitense, coinvolto nel caso Wikileaks. Esercito USA accusato di vessazioni. I militari smentiscono

Roma - I vertici dell'Esercito statunitense avrebbero ormai varcato la soglia della decenza, scagliatisi nella maniera più efferata nei confronti dell'ex-soldato Bradley Manning, noto alle cronache per essere la presunta talpa di Wikileaks. A lanciare il preoccupato allarme è stato il padre dello stesso Manning, intervenuto per la prima volta in pubblico ai microfoni del broadcaster PBS.

Il giovane militare statunitense starebbe subendo le vessazioni più ingiustificate nella base di Quantico, in Virginia. Brian Manning ha così sottolineato come il figlio sia stato più volte costretto a spogliarsi integralmente prima di apparire in pubblico tra le risate generali.

Un assunto respinto dagli stessi vertici della base di Quantico, che hanno invece parlato di una precisa volontà da parte di Manning. L'ex-soldato - ora detenuto in attesa di una sentenza che potrebbe costargli la pena capitale - avrebbe deciso di spogliarsi solo una volta, almeno secondo un comunicato ufficiale dell'Esercito.
Il padre dello stesso Manning ha dunque chiesto ai militari statunitensi di annullare lo stadio di massima sicurezza nei confronti del figlio, accusato di aver aiutato il nemico rilasciando online una serie di documenti riservati sulla guerra in Iraq e Afghanistan. L'Esercito temerebbe per la sua incolumità, da qui una detenzione particolarmente rigorosa.

Mauro Vecchio
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