Cristina Sciannamblo

Nvidia, una Quadro per le diagnosi radiologiche

Il chipmaker lancia sul mercato Quadro 2000D, scheda grafica pensata per l'ambiente medico. Radiografie ad alta risoluzione e scala di grigi migliorata per consentire diagnosi più accurate

Roma - Si chiama Quadro 2000D ed è il nuovo prodotto di Nvidia creato appositamente per scopi medici. La nuova scheda grafica consentirà ai professionisti di osservare immagini ad alta risoluzione ed effettuare diagnosi più dettagliate analizzando i referti delle indagini radiologiche.

L'ultimo arrivato nella famiglia Quadro, costruito sull'architettura Nvidia Fermi, offre una scala di grigi con una profondità ampliata (10 o 12 bit), migliore accuratezza e definizione delle immagini. Il prodotto è supportato dai monitor DICOM.

Secondo Adam Scraba, dirigente del chipmaker, Quadro 2000D si configura come una soluzione piuttosto che come processore, dal momento che l'azienda ha raccolto risorse specifiche intorno al prodotto in aggiunta alle componenti hardware.
"L'aspetto interessante delle immagini mediche è che i radiologi e i medici diagnosticano anomalie nei pazienti attraverso immagini a colori in alta risoluzione" spiega Scraba. E aggiunge: "Sono costretti a controllare le tonalità di grigio sui vari monitor. Noi lavoriamo in affiancamento agli specialisti e ai costruttori di display circa la calibrazione dei monitor".

La speciale scheda grafica è disponibile per Dell Precision T7500, T5500, T3500 e certificata per HP Z800, Z600 e le stazioni mobili mediche Z400. La distribuzione sul mercato americano ed europeo è affidata a PNY Technologies.

Cristina Sciannamblo
Notizie collegate
  • AttualitàNVIDIA esorcizza le GPU maledetteLa class action per le schede video fallate mette con le spalle al muro il chipmaker californiano. Sostituzione gratuita e rimborso per le spese di riparazione già effettuate
  • AttualitàNVIDIA e la class action che non passaIl produttore californiano ancora sulla graticola per presunto comportamento "ingiusto" nei confronti dei promotori della class action contro le "GPU maledette". C'è chi pretende sostituzioni degne