Claudio Tamburrino

NYT e The Daily, risposte alla crisi

Il 2010 si è chiuso con un record negativo per la pubblicità. Il 2011 dell'editoria attende le prove di The Daily e del nuovo paywall del New York Times

Roma - Secondo i dati raccolti dall'associazione del quotidiani d'America (Newspaper Association of America NAA), il 2010 non è stato un anno eccezionale per i quotidiani, che anzi hanno registrato gli introiti pubblicitari più bassi dal 1986. Due progetti che tentano a modo loro di rappresentare un'alternativa ad un modello che, guardando i numeri, appare in declino, sono quelli della nuova rivista di Rupert Murdoch, The Daily e il parziale approccio social del nuovo paywall del New York Times ed entrambi nei prossimi mesi saranno messi alla prova del pubblico.

La spesa totale del settore in advertising tra cartaceo e online è stata di circa 25 miliardi di dollari nel 2010, un calo di 6,3 punti percentuale rispetto al 2009. Al contrario, l'anno in cui ha esordito iPad ha fatto registrare una crescita degli introiti pubblicitari per i contenuti digitali del 10,9 per cento: una risalita rispetto alla perdita dell'11 per cento del 2009, che tuttavia non basta a compensare la perdita del cartaceo, dal momento che si sta parlando di un volume che complessivamente vale appena per circa il 12 per cento del totale degli introiti dell'editoria.

Se è da lasciarsi alle spalle il 2010, dunque, il nuovo anno attende al varco già in questa prima metà due a loro modo ambiziosi progetti che mirano a rappresentare una strada remunerativa alternativa.
Secondo le stime di alcuni osservatori i primi numeri di The Daily, il giornale di Rupert Murdoch in esclusiva per iPad che ha esordito a febbraio, non sarebbero certo entusiasmanti: il periodo di promozione gratuita si sta chiudendo e il giornale sembra aver raggiunto appena poche migliaia (circa 5mila) di abbonati.

Pur non rilasciando cifre più precise, Greg Clayman di The Daily ha smentito questi numeri affermando che si debba parlare di "molto, molto di più".

Disponibile per il momento solo negli Stati Uniti (e presto, nella prima metà del 2011, anche in Europa occidentale), il giornale in app diventerà a pagamento dalla prossima settimana, quando finirà il periodo di promozione originariamente di due settimane, poi più volte prolungato: costerà 99 centesimi a settimana, 40 all'anno.

Sarà disponibile a breve anche in Europa occidentale, presumibilmente nella prima metà del 2011, e in particolare nel Regno Unito a giugno.

Il suo progressivo diffondersi è legato anche all'implementazione del nuovo modello di abbonamento imposto da Apple agli editori con le nuove regole di App Store che permettono il pagamento interno alle app per i contenuti editoriali, ma rivendicano per Cupertino il 30 per cento di ogni transazione.

Sul lato del paywall, lo strumento per rendere a pagamento il modello gratuito dei contenuti via Web finanziati dagli introiti pubblicitari, esordisce, come atteso, anche il New York Times.

Lo storico giornale ha scelto una strategia simile a quella adottata da quotidiani come il Financial Times e il Wall Street Journal, che garantisce cioè l'accesso gratuito fino ad un certo numero di visualizzazioni (20 per il NYT), oltre il quale è necessario effettuare l'accesso a pagamento: 15 dollari ogni quattro settimane o 195 annualmente per la versione Web, 20 e 260 per la versione iPad oppure 35 e 455 l'anno per il diritto d'accesso illimitato ad entrambe le versioni. Il tutto, poi, compreso nel prezzo dell'abbonamento all'edizione cartacea. Sui dispositivi Apple il 30 per cento di questi prezzi per ogni acquisto effettuato dalla sua app andrà ad Apple, dal momento che il New York Times è uno dei primi grandi editori a sottoscrivere il nuovo modello per il pagamento in-app di Cupertino.

Il paywall, che il Times aveva già sperimentato nel 2005 chiudendolo dopo due anni e 227mila abbonati, ha esordito in Canada, e dal 28 marzo si estenderà agli altri paesi.

Il NYT ha registrato un calo dei profitti del 27 per cento (da 3,3 miliardi nel 2006 ai 2,4 dello scorso anno), quindi che qualcosa dovesse cambiare era nell'aria: le opinioni degli osservatori sono varie, con le critiche concentrate in particolare sul prezzo ritenuto troppo alto e il supporto concentrato sulla necessità di provare comunque a far qualcosa per fermare questa emorragia di profitti.

Tuttavia a far discutere è in particolare quello che sembra un grande buco lasciato aperto nel muro a pagamento alzato dal quotidiano: oltre la soglia dei 20 articoli (già considerata alta di per sé) i lettori avranno accesso agli articoli se li troveranno via Bing o Yahoo!, a un massimo di cinque se trovati con Google (che rappresenta due terzi di tutte le richieste di accesso Web al giornale) o a tutti quelli linkati attraverso Facebook o Twitter.
Non è detto che il modo di leggere le notizie non sia cambiato solo per la gratuità del web ma anche per il ruolo dei social network, sempre più fonte indiretta di news: sembra difficile, insomma, che siano poi molti gli utenti che abbiano interesse a leggere più di venti articoli dei New York Times tolti oltretutto quelli cui sono giunti via social media o motore di ricerca.

A tutto questo bisogna aggiungere i costi e le operazioni derivanti dalla lotta che l'editore dovrà ingaggiare per disinnescare le eventuali contromisure (tool di generazione automatica di tweet dei link agli articoli, sistemi per cancellare i cookie utilizzati per inseguire un utente nelle sue visite, ecc.) e che lo costringeranno presumibilmente a stringere i controlli (ingabbiando anche lettori in buona fede, o i link di condivisione legittimi) o a lasciar aperti inevitabilmente spazi per aggirare il muro eretto.

Claudio Tamburrino
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32 Commenti alla Notizia NYT e The Daily, risposte alla crisi
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  • Come il cinema, la musica e i videogiochi. E' tanto che lo vado dicendo ma voi ... niente! Duri come il cemento! Fidatevi. La fine è vicina. Non ci sarà più lavoro per nessuno. I consumi si bloccheranno. I negozi chiuderanno. Caos e violenza saranno la regola per molti anni.
    L'involuzione è già cominciata. Una stirpe umana corrotta e perversa è pronta per prendere il sopravvento. Siamo solo all'inizio di una lunga spirale discendente.

    E no. Non ci salverà la pubblicità sul Daily.
    non+autenticato
  • Tutto calcolato, tutto previsto. Nel 2012 il mondo imploderà in un punto informatico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mayala
    > Tutto calcolato, tutto previsto. Nel 2012 il
    > mondo imploderà in un punto
    > informatico.
    e certo e poi la marmotta che incarta le radiazioni lol
  • - Scritto da: nome e cognome 2.0
    > - Scritto da: Mayala
    > > Tutto calcolato, tutto previsto. Nel 2012 il
    > > mondo imploderà in un punto
    > > informatico.
    > e certo e poi la marmotta che incarta le
    > radiazioni
    > lol

    beh la mucca viola c'era...diciamolo avevano previsto tutto...'sti markettari della malora...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Certo certo
    > Come il cinema, la musica e i videogiochi. E'
    > tanto che lo vado dicendo ma voi ... niente! Duri
    > come il cemento! Fidatevi. La fine è vicina. Non
    > ci sarà più lavoro per nessuno.

    Scherzi? Ci sarà un sacco di lavoro per tutti. Gratis, naturalmente.

    > I consumi si
    > bloccheranno.
    > I negozi chiuderanno.

    Ovvio, se la gente lavora gratis, con quali soldi consumi?

    > Caos e
    > violenza saranno la regola per molti
    > anni.

    Eh, ma vuoi mettere? Caos e violenza gratis.

    > L'involuzione è già cominciata. Una stirpe umana
    > corrotta e perversa

    Ladra e parassita, vorrai dire.

    > è pronta per prendere il
    > sopravvento.

    Si, ma per un breve periodo.

    > Siamo solo all'inizio di una lunga
    > spirale
    > discendente.

    Si si, ma tanto anche la spirale funziona come un imbuto: la fine è in punto preciso.
    ruppolo
    33147
  • l'ironia non la capisci.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > l'ironia non la capisci.

    Tu, non la capisci.
    ruppolo
    33147
  • > Scherzi? Ci sarà un sacco di lavoro per tutti.
    > Gratis,
    > naturalmente.

    Ovvio


    > > Caos e
    > > violenza saranno la regola per molti
    > > anni.
    >
    > Eh, ma vuoi mettere? Caos e violenza gratis.

    Eh no, mi spiace, ma non sono beni replicabili a costo zero.


    > > L'involuzione è già cominciata. Una stirpe umana
    > > corrotta e perversa
    >
    > Ladra e parassita, vorrai dire.

    No, quella c'era prima.


    >
    > > è pronta per prendere il
    > > sopravvento.
    >
    > Si, ma per un breve periodo.

    Rispetto a un'era geologica, sì.

    >
    > > Siamo solo all'inizio di una lunga
    > > spirale
    > > discendente.
    >
    > Si si, ma tanto anche la spirale funziona come un
    > imbuto: la fine è in punto
    > preciso.

    conosci il paradosso di zenone?
    non+autenticato
  • Quando hai esaurito il numero di articoli cancelli i cookie ed è tutto come prima. Come il sole24ore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > Quando hai esaurito il numero di articoli
    > cancelli i cookie ed è tutto come prima. Come il
    > sole24ore.

    vuoi dire che (articoli sulle imposte a parte) leggi piu' articoli del sole 24 ore...?
    non+autenticato
  • Precisiamo, mi è capitato solo una volta di aver superato il limite. Ma comunque ci sono solo due modi per impedire ad un utente di leggere Anonimo più del dovuto : O salvi un qualche Cookie, oppure controllando l'IP , e dato che con un IP ci possono essere più utenti tale ipotesi è già scartata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > Precisiamo, mi è capitato solo una volta di aver
    > superato il limite. Ma comunque ci sono solo due
    > modi per impedire ad un utente di leggere
    > Anonimo più del dovuto : O salvi un qualche
    > Cookie, oppure controllando l'IP , e dato che con
    > un IP ci possono essere più utenti tale ipotesi è
    > già
    > scartata.

    Oppure costringi ad una registrazione obbligatoria (gratuita). Ipotesi quest'ultima spesso scartata perchè dopo non ti si registra più nessunoA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > Precisiamo, mi è capitato solo una volta di aver
    > superato il limite. Ma comunque ci sono solo due
    > modi per impedire ad un utente di leggere
    > Anonimo più del dovuto : O salvi un qualche
    > Cookie, oppure controllando l'IP , e dato che con
    > un IP ci possono essere più utenti tale ipotesi è
    > già
    > scartata.

    ti diro' tranne alcuni articoli di alcuni giornalisti che hanno il telefono diretto con i sottosegretari ai ministri per farsi spiegare le nuove leggi su imposte e tasse il resto di quel giornale lo trovo molto fuorviante sopratutto quando parlano di economia ed altro....non parliamo di borsa ect...
    non+autenticato
  • Sinceramente non potermi permettere più (non soldi, tempo) il piacere di sfogliare un giornale cartaceo mi dispiace e come molti sono "costretto" a ripiegare sulla versione online degli stessi quotidiani che ero solito leggere, però ho la decenza ed il rispetto di non bloccare la pubblicità (a meno che non sia veramente insopportabile) e qualche volta gli regalo anche un click a gratis.

    Quello che farà la differenza per l'editoria in futuro sarà la qualità, io come penso molti sono disposto a pagare ma voglio qualcosa in cambio, quindi in questo caso articoli scritti e non cut&paste. Il problema principale è che di Montanelli (tanto per rimanere in italian) non è che ce ne siano molti (ho scelto un giornalista deceduto per non scatenare inutili flame politici) forse andremo incontro ad una contrazione dell'editoria ma paradossalmente potremmo anche avere un aumento della qualità della stessa tutto dipende dagli editori e da noi potenziali lettori.

    Quindi bene paywall, bene pubblicità l'importante è che emerga una stampa di qualità fatta da giornalisti veri. Purtroppo anche se con rare e commendevoli eccezioni i blog ancora non possono competere, vuoi per tempo, vuoi per mancanza di fondi e vuoi anche per differente abilità con gli editoriali scritti da "veri" giornalisti, certo se il confronto lo facciamo con i parolai che scrivono oggi (su tutte le testate e con eccezioni in quasi ogni testata) anche il blog di un tredicenne risulta più attendibile.

    my two cents
    non+autenticato
  • Strano che non siano giunti anche loro alla conclusione piu' ovvia e condivisa.

    La colpa e' tutta del p2p.

    Ogni notizia letta a sbafo in rete e' un mancato abbonamento annuale.
    Ci vuole un equo compenso.
    Non e' possibile che nel terzo millennio la gente possa fare a meno dei ferri di cavallo, del ghiaccio, delle carte stradali, dei cd e dei giornali.
  • forse non tanto il p2p, quanto alla rete in generale.
    Infatti perche' abbonarmi ad una testata online quando ci sono mille altre fonti ( tra l'altro cento volte meno di parte e piu' attendibili ) da cui attingere quando mi serve e senza spendere soldi ?
    Invece di rompere le palle per come il web funziona (ormai) da anni, dovrebbero fare un po' piu' di auto coscienza e chidersi se davvero il giornalista ( inteso solamente come oggi lo conosciamo, cioe' al soldo di qualcuno e non super partes come dovrebbe essere) abbia ancora senso di esistere.
    Hanno paura del blogger? bene, si vede che quella e' la via. E non vengano a raccontare la frottola dell'attendibilita', perche' si e' visto e dimostrato N volte quanto il Copy/paste sia una pratica molto consolidata nelle maggiori testate online ( e non ) italiane.
  • Secondo me uno o più blogger difficilmente potrebbero sostituire una redazione giornalistica del New York Times, non c'è paragone...I blog possono essere complementari alle fonti di informazione classica, ma difficilmente le possono sostituire.
    Per quanto riguarda il paywall, se i quotidiani non raggiungono grandi cifre di abbonati ciò non è per nulla sorprendente: le persone per informarsi hanno tante altre fonti, la radio, la televisione, il web! Anche se tutti sul web chiedessero l'obolo, restano la tv e la radio, che vivono grazie alla pubblicità...
    Se i quotidiani online non riescono a sopravvivere, non resta che chiudere. Sono anni che lo ripeto, e forse sarà questo il destino di molti di essi!
  • - Scritto da: Mela avvelenata
    zie alla
    > pubblicità...
    > Se i quotidiani online non riescono a
    > sopravvivere, non resta che chiudere. Sono anni
    > che lo ripeto, e forse sarà questo il destino di
    > molti di
    > essi!

    nel nsotro paese molti di essi sono affiliazioni a quelli cartacei, che di fatto godono direttamente o indirettamente di sontuosi aiuti pubblici quindi non chiuderanno MAI... forse faranno qualche contratto co.co.pro in piu' tutto qua....
    poi come puo' un abbonamento cartaceo costare meno di uno online ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Picchiatell o
    > - Scritto da: Mela avvelenata
    > zie alla
    > > pubblicità...
    > > Se i quotidiani online non riescono a
    > > sopravvivere, non resta che chiudere. Sono anni
    > > che lo ripeto, e forse sarà questo il destino di
    > > molti di
    > > essi!
    >
    > nel nsotro paese molti di essi sono affiliazioni
    > a quelli cartacei, che di fatto godono
    > direttamente o indirettamente di sontuosi aiuti
    > pubblici quindi non chiuderanno MAI... forse
    > faranno qualche contratto co.co.pro in piu' tutto
    > qua....

    Sono d'accordo che qua in Italia molti quotidiani (tutti?) godono dei contributi pubblici (giusti, non giusti...mah!), ma il discorso è che se un settore è in perdita, di solito o fallisce o si ridimensiona/ristruttura...ma questo vale più per l'estero che per il nostro paese!! Dubito che Murdoch si pigli sussidi dallo Stato americano (o australiano!)


    > poi come puo' un abbonamento cartaceo costare
    > meno di uno online
    > ?

    Se l'abbonamento online costa quanto quello cartaceo...e parecchi anni fa vi erano alcuni quotidiani (regionali perlopiù) che proponevano abbonamenti del genere...strano che non abbiano avuto successo!!!Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: embe

    >
    > Sono d'accordo che qua in Italia molti quotidiani
    > (tutti?) godono dei contributi pubblici (giusti,
    > non giusti...mah!), ma il discorso è che se un
    > settore è in perdita, di solito o fallisce o si
    > ridimensiona/ristruttura...ma questo vale più per
    > l'estero che per il nostro paese!! Dubito che
    > Murdoch si pigli sussidi dallo Stato americano (o
    > australiano!)

    io dico tutti perche' anche se non direttamente hanno molta pubblicità "governativa" capita mai le pubblicità "progresso" , le varie campagne di sensibilizzazione e la pubblicità politica ? ecco questo e' tutto denaro "nostro".


    >
    > Se l'abbonamento online costa quanto quello
    > cartaceo...e parecchi anni fa vi erano alcuni
    > quotidiani (regionali perlopiù) che proponevano
    > abbonamenti del genere...strano che non abbiano
    > avuto successo!!!
    >Occhiolino

    non e' strano per niente , i direttori ancora credono che gli abbonati cartacei e gli abbonati online siano le stesse persone...che abbiano gli stessi gusti ect.....forse arrivarà tra uno o due generazioni chi saprà trar vantaggio, ma finche' al timone ci faranno 70enni ( con 20eni aiutanti markettari a co.co.pro ) alla direzione ne dubito...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Picchiatell o
    > - Scritto da: embe
    >
    > >
    > > Sono d'accordo che qua in Italia molti
    > quotidiani
    > > (tutti?) godono dei contributi pubblici (giusti,
    > > non giusti...mah!), ma il discorso è che se un
    > > settore è in perdita, di solito o fallisce o si
    > > ridimensiona/ristruttura...ma questo vale più
    > per
    > > l'estero che per il nostro paese!! Dubito che
    > > Murdoch si pigli sussidi dallo Stato americano
    > (o
    > > australiano!)
    >
    > io dico tutti perche' anche se non direttamente
    > hanno molta pubblicità "governativa" capita mai
    > le pubblicità "progresso" , le varie campagne di
    > sensibilizzazione e la pubblicità politica ? ecco
    > questo e' tutto denaro
    > "nostro".
    >

    In Italia si va avanti così...solita frase fatta, ma è vero!


    > >
    > > Se l'abbonamento online costa quanto quello
    > > cartaceo...e parecchi anni fa vi erano alcuni
    > > quotidiani (regionali perlopiù) che proponevano
    > > abbonamenti del genere...strano che non abbiano
    > > avuto successo!!!
    > >Occhiolino
    >
    > non e' strano per niente , i direttori ancora
    > credono che gli abbonati cartacei e gli abbonati
    > online siano le stesse persone...che abbiano gli
    > stessi gusti ect.....forse arrivarà tra uno o due
    > generazioni chi saprà trar vantaggio, ma finche'
    > al timone ci faranno 70enni ( con 20eni aiutanti
    > markettari a co.co.pro ) alla direzione ne
    > dubito...

    Sì, gli editori e direttori non sono stati finora molto lungimiranti...Tantopiù che gli pareva forse di "svendere" il loro lavoro offrendo abbonamenti online a prezzi stracciati! La cosa peggiore l'ho vista sul sito di un settimanale di annunci economici: il cartaceo costa 3 euro, per visualizzare UN (1) annuncio online è necessario pagare 1 euro! WTF? Si son bevuti il cervello...Immagino che avrebbero potuto farlo anche per gli articoli dei quotidiani: titolo e sommario gratis, se vuoi leggere tutto l'articolo sgancia 1 euro!!!A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mela avvelenata
    > Secondo me uno o più blogger difficilmente
    > potrebbero sostituire una redazione giornalistica
    > del New York Times, non c'è paragone...I blog
    > possono essere complementari alle fonti di
    > informazione classica, ma difficilmente le
    > possono sostituire.

    Il NYT e i giornali tradizionali sono "generalisti", cioè scrivono di tutto in posto centralizzato (quale è la testata giornalistica) con nessuna competenza specifica di merito, tranne al massimo quando intervistano qualche "luminare" (ma anche lì spesso le domande sono stupide o faziose, quindi ne esce fuori poco di buono).

    Così appena appena conosci un argomento, ti accorgi delle castronate che dicono.
    I blog sono specializzati e creati di solito da appassionati o addetti del settore. Ci trovi persone competenti, che sanno di cosa parlano, non solo addette al copia-incolla senza capire dei lanci di agenzia, mettendoci sopra un po' di sesso, sangue e sentimentalismo (concetto splatter) per attirare facili letture.
    Sono buoni solo per i pettegolezzi, insomma. O per lavare il cervello alle persone facilmente condizionabili (vedi giornali italiani, tutti schierati da una parte o l'altra).

    Un esempio recente, tanto per rimanere sul pratico: FUKUSHIMA.
    Qui i giornali generalisti hanno raggiunto davvero il massimo del sensazionalismo (direi proprio terrorismo psicologico) mettendo in mostra tutta l'ignoranza dei giornalisti: incapacità totale di spiegare cosa effettivamente cosa stava succedendo o visioni del tutto distorte dei fatti.

    Per capirci qualcosa blog specializzati sono indispensabili, come
    http://bravenewclimate.com/ o
    http://energyfromthorium.com/2011/03/15/fd-thought.../

    Per l'aggregazione di notizia c'è Google News (o simili).
    I vari NYT per me possono anche morire.
    non+autenticato
  • Si tratta che l'informazione è morta. In un calderone come la rete, dove chiunque può scrivere su qualsiasi cosa, come fai a distinguere il reale dal falso?
    http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e...
    La realtà è interpretabile in mille modi. E' un limite tutto nostro.
    Un esempio corrente:
    Il terremoto in giappone è stato causato dall'inquinamento prodotto dall'uomo e relativo effetto serra.
    Possibile (che cazzo ne so io).
    Il terremoto in giappone è stato causato dall'attività solare e dalla sua interazione con la terra.
    Possibile (che cazzo ne so io).
    Il terremoto in giappone è stato causato da armamenti segreti americani al fine di comprometterne l'economia.
    Possibile (che cazzo ne so io).
    Il terremoto in giappone è stato causato dall'attività delle società dedite all'estrazione del petrolio.
    Possibile (che cazzo ne so io).
    Il terremoto in giappone è stato causato da un raggio gamma sparato da un'astronave guidata dagli omini verdi.
    Possibile. Tutto è possibile e niente lo è.
    La realtà è interpretabile in mille modi.
    Ergo: l'informazione è morta.
    non+autenticato
  • In generale hai perfettamente ragione, ma voglio soltanto farti notare che:
    > Il terremoto in giappone è stato causato da
    > un raggio gamma sparato da un'astronave guidata
    > dagli omini
    > verdi.

    > Possibile.

    Questo è impossibile perché altrimenti sarebbe intervenuto contemporaneamente Goldrake e Mazinga Z e lo avrebbero bloccato!!!
    non+autenticato
  • Su certi argomenti il giornalismo italiano e non ha sempre dimostrato le sue carenze, specie nel settore scientifico/tecnologico. Se vi sono dei blog con persone preparate che riescono ad informare meglio di quanto facciano i quotidiano generalisti, a me va benissimo!Sorride
    non+autenticato