Claudio Tamburrino

Microsoft, brevetti contro Nook (e Android)

Ancora una volta un device, e sotto sotto anche l'OS mobile di Google, nel mirino dei legali di Redmond. Tirati in ballo Barnes&Noble e i suoi appaltatori cinesi. Mountain View si schiera per difendere la sua creatura

Roma - Microsoft ha denunciato Barnes&Noble e altri due produttori per violazione brevettuale: al centro del contendere l'e-reader Nook.

Secondo la denuncia depositata da Microsoft presso la corte distrettuale di Seattle e presso l'International Trade Commission, che ha il potere di bloccare le importazioni di prodotti trovati in infrazione, brevetti di Redmond sarebbero violati nei Nook basati sul sistema operativo mobile Google Android.

Accanto a B&N sul banco degli imputati i due produttori taiwanesi del device, Inventec e Foxconn. Tutte e tre avrebbero rifiutato, secondo Microsoft, di sottoscrivere una licenza per i suoi brevetti illecitamente utilizzati nei Nook, nonostante le trattative tentate da Redmond.
La proprietà intellettuale chiamata in causa da Microsoft è costituita da alcuni brevetti depositati tra il 1998 e il 2005: il numero 5,889,522 sul controllo delle finestre, il 5,778,372, il 6,339,780, il 6,891,551 e il 6,957,233, tutti relativi alla gestione di documenti multimediali.

Coprono tutti elementi di interfaccia utente (UI) associati alla navigazione e al download di contenuti multimediali, che nelle rivendicazioni abbracciano soluzioni tecnologiche abbastanza ampie che Microsoft ritiene rappresentare tecnologie utilizzate negli e-reader per rendere più accessibili i contenuti stessi, ma che per alcuni osservatori non sono altro che generiche (e semplici) interazioni con documenti di testo: Microsoft parla per esempio della possibilità di selezionare "facilmente testo in un documento e aggiustare la selezione", "di prendere note senza modificare il documento che si sta sottolineando", o di "navigare in un dispositivo attraverso una finestra di controllo separata attraverso tab".

Da questo punto di vista non era affatto scontato il coinvolgimento dei produttori taiwanesi che hanno poco a che fare con l'implementazione dell'UI nei device. Manca invece ancora nella lista degli imputati Google stessa. La strategia di Microsoft, notano alcuni osservatori, è quella di far pressione sui produttori per cercare di competere con Android rendendo le loro licenze meno gratuite (ovvero meno convenienti).

Offensive precedenti (ancorché indirette) di Redmond ad Android (e Mountain View) sono quelle mosse contro Motorola e HTC, entrambi produttori di smartphone che impiegano Android. HTC (così come Amazon) ha deciso di sottoscrivere un accordo di licenza con Microsoft.

BigM chiede ora per la violazione brevettuale "volontaria e deliberata" danni triplicati più le spese legali e un'ingiunzione permanente.

B&N non ha commentato la denuncia, mentre Google ha detto che, pur non essendo parte del contendere, "si schiera a difesa della piattaforma Android e dei partner che ci hanno aiutato a svilupparla". Anche perché, spiega, le continue accuse di Microsoft "minacciano l'innovazione".

Claudio Tamburrino
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20 Commenti alla Notizia Microsoft, brevetti contro Nook (e Android)
Ordina
  • Tanto servono solo a fare arricchire chi di soldi ne ha già ed inoltre ingrassano le pance degli avvocati. Aziende come M$ devono capire che se si vuole guadagnare bisogna assumere ingegneri e programmatori in camicia hawaiana e infradito, non avvocati in giacca e cravatta. Ma finché ci si fa più soldi vincendo una causa legale piuttosto che producendo un sistema operativo degno di questo nome, la vedo dura...
    non+autenticato
  • C'era già un sistema operativo degno di questo nome.
    http://www.haiku-os.it/node/50
    E il fottuto mercato corrotto lo ha fatto fuori.
    non+autenticato
  • Spammo qua questa notizia che è attinente.

    Mentre Microsoft ci prova con gli altri vendor,

    in Italia gli utenti iniziano ad incazzarsi. ADUC associazione di consumatori a cui ho versato anche io il mio contributo, ha iniziato una class action e la prossima udienza sarà il 19 maggio.

    Alla class action si è unita anche Free Software Foundation Europe.

    http://avvertenze.aduc.it/comunicato/class+action+...
    non+autenticato
  • Avete letto i brevetti?
    "il browser deve fare prima questo, poi quello..." senza un minimo di spiegazione tecnica su COME lo fa
    (del resto, alla Microsoft certe cose non le sanno fare... probabilmente per implementare il drag&drop avranno dovuto comprare un'azienda che l'avesse già fatto)
    come se un tizio, nel 1870, avesse brevettato un "veicolo a 4 ruote che viene spinto da una forza automatica" e poi avesse fatto causa all'inventore dell'automobile.

    Però vedi come non osano pestare i piedi a Google, 'sti codardi.
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > Avete letto i brevetti?
    > "il browser deve fare prima questo, poi
    > quello..." senza un minimo di spiegazione tecnica
    > su COME lo fa
    Così è se vi pare: questi sono i brevetti SW; e penso che la maggior parte della gente (negli USA, dove sono in vigore, come in UE, dove li vogliono introdurre) non sappia a che il livello di ridicolo sono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > Però vedi come non osano pestare i piedi a
    > Google, 'sti
    > codardi.

    Mi ricorda un pò l'atteggiamento di qualcuno che in questi giorni ha fatto tuonare la sua grossa voce, poi al disappunto mostrato da una certa CINA, ha pensato bene di tirare il (_I_) indietro. Si vede che è nel loro DNA. Comunque fa bene avere più forze in gioco. E finché ve ne state nel vostro 5 % di quota di mercato del Mac OS, mi andate bene anche voi mangiatori di mele.
    Ma non allargatevi troppo perchè anche voi siete il male.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • avete rotto il razzo!
    Basta con sta storia dei brevetti software.
    non+autenticato
  • Se l'ufficio brevetti statunitense ha accettato una richiesta è naturale che chi la ha presentata (e pagato il dovuto) richieda la tutela; altrimenti è inutile pagare e l'ufficio brevetti diventa inutile. La domanda è "l'ufficio effettua le necessarie verifiche prima di accettare una richiesta di brevetto?"
    D'altronde se non brevetto i risultati dei miei investimenti che vantaggio ho ad investire in nuovi studi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Se l'ufficio brevetti statunitense ha accettato
    > una richiesta è naturale che chi la ha presentata
    > (e pagato il dovuto) richieda la tutela;

    Infatti i brevetti sul software sono una porcata che non dovrebbe neanche esistere...

    > altrimenti è inutile pagare e l'ufficio brevetti
    > diventa inutile. La domanda è "l'ufficio effettua
    > le necessarie verifiche prima di accettare una
    > richiesta di brevetto?"

    La risposta é ovvia: basta foraggiare un paio di persone dell'ufficio e ti passano tutto

    > D'altronde se non brevetto i risultati dei miei
    > investimenti che vantaggio ho ad investire in
    > nuovi studi?

    Tutti i vantaggi che ha chi propone un nuovo prodotto. Non c'é alcun bisogno di fantomatici brevetti che bloccano solo l'innovazione e la concorrenza a solo vantaggio di avvocati e lobby
    non+autenticato
  • Per quel che ne so io il brevetto viene bloccato solo se "palesemente" viziato.
    Normalmente viene invece accettato e sta in chi subisce un'ingiunzione l'onere della prova che il brevetto e' viziato.
    E' questo il punto piu' controverso del sistema attuale dei brevetti software, piu' che il concetto in se'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > D'altronde se non brevetto i risultati dei miei
    > investimenti che vantaggio ho ad investire in
    > nuovi
    > studi?

    Sono brevetti software, in cui gli unici "studi" necessari sono quelli di come convenga formulare la richiesta brevettuale per farla passare attraverso le maglie (appositamente "allargate" ad arte) degli uffici brevetti, dando una parvenza innovativa a quelle che sono idee di uso comune. E` la differenza fra brevettare invenzioni ed inventare brevetti, e mostra tutti i limiti dell'attuale sistema brevettuale, che tutto fa meno che promuovere l'innovazione, anzi, la ostacola (in modo deliberato, perché è proprio questo lo scopo). Il software è la nuova forma di scrittura ed il brevettarlo equivale a brevettare la scrittura, la sintassi, la grammatica, e quant'altro. Detto altrimenti, se la letteratura fosse brevettabile si potrebbe brevettare il mettere l'articolo prima del nome, il concetto di "verbo di tempo passato", e così via. Mi fermo qui, ma potremmo continuare a lungo su questo tema.
    non+autenticato
  • Se alla parola "studi" sostituisco "lavoro" forse tutto è più chiaro.
    Se nessuno può trarre giovamento (economico) da un prorio lavoro, perché chiunque può sfruttarlo, crolla tutto non ci sarebbe più incentivo ad investire per andare avanti, ed allora ecco che si ostacola l'innovazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Se alla parola "studi" sostituisco "lavoro" forse
    > tutto è più
    > chiaro.
    > Se nessuno può trarre giovamento (economico) da
    > un prorio lavoro, perché chiunque può sfruttarlo,
    > crolla tutto non ci sarebbe più incentivo ad
    > investire per andare avanti, ed allora ecco che
    > si ostacola
    > l'innovazione

    Certo, ma in tutto ci vuole un punto di equilibrio.
    Un programma lo si può vendere con i sorgenti, o compilato.
    Come un qualsiasi prodotto lo si vende con un compenso, solitamente in denaro.
    Si vende anche un brevetto, purchè non sia un brevetto farlocco come ad esempio il doppio clik di Microsoft (tipico esempio). Non si possono brevettare formule matematiche, altrimenti si potrebbero brevettare anche le operazione della matematica semplice o i numeri (Penso non siano stati ancora brevettati)...
    Generalmente i brevetti di oggi sono all'appannaggio delle grandi aziende poichè possono permettersi il costo di brevetti internazionali, possono produrre e pubblicizzare i prodotti.
    Un inventoire geniale ma povero difficilmente trae vantaggio da un brevetto a meno che non abbia uno sponsor in grado di lanciare il prodotto sul mercato. Generalmente le grandi aziende preferiscono rubare un'idea o un'invenzione, piuttosto di pagare il giusto per un brevetto. Preferiscono semplicemente lasciarlo scadere. Dopo 5 anni se non viene rinnovato, se viene rinnovato continuano ad aspettare. Quando scade se ne appropriano.
    Così non riconoscono neanche la prorietà intellettuale. Cosa già successa ad un mio amico.
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    Modificato dall' autore il 23 marzo 2011 12.40
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  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Se alla parola "studi" sostituisco "lavoro" forse
    > tutto è più
    > chiaro.
    > Se nessuno può trarre giovamento (economico) da
    > un prorio lavoro, perché chiunque può sfruttarlo,
    > crolla tutto non ci sarebbe più incentivo ad
    > investire per andare avanti, ed allora ecco che
    > si ostacola
    > l'innovazione.

    Cerchiamo di evitare i luoghi comuni, che sono poi quelli su cui si fa leva per giustificare ciò che è privo di fondamento. I brevetti non sono nati per proteggere un lavoro, ma un'idea, una soluzione innovativa ad un problema tecnico (e, aggiungo io, in epoche in cui le idee circolavano molto più lentamente e faticosamente). Tu puoi benissimo essere detentore di un brevetto senza produrre alunché (ed infatti è ciò che fanno la totalità dei patent-trolls). Il lavoro nel campo materiale si protegge in parte da solo (se vuoi duplicare un'automobile devi metterci tu i materiali e tutta la la lavorazione che serve per produrla). In campo immateriale invece, dove (oggi) duplicare è semplice e non costa quasi nulla, per proteggere il lavoro si fa appello al copyright. Più in generale, l'uomo esiste sulla terra nella sua forma attuale da almeno una milionata di anni, i brevetti solo da un paio di secoli. La storia secondo cui senza brevetti nessuno inventa nulla è priva di qualsiasi riscontro concreto: il cervello umano è fatto per pensare e per inventare, e lo fa a prescindere. Le più grandi aziende dell'IT, comprese quelle che adesso agitano lo spauracchio dei brevetti software sulla concorrenza, sono diventate quello che sono proprio quando questi brevetti non esistevano, e la cosa non mi meraviglia affatto. Vale per Apple, per Microsoft, per IBM, per Oracle, e per tutti gli altri. Inoltre, se vogliamo vederla da un punto di vista di "realpolitik", ora che la Cina sta diventando quello che sta diventando, l'eccessiva "enforceability" del brevetto ci si rivolterebbe ben presto contro.
    non+autenticato
  • Se sono detentore di un brevetto e non produco nulla, ma qualcun altro produce sulla base del mio brevetto, io, come detentore, guadagno: il mio obiettivo è quindi raggiunto; ho pensato, ho risolto, ho registrato, ho messo a disposizione i tutti il mio lavoro, tutti lo possono usare basta che mi paghino.
    In alternativa posso pensare, risolvere, NON registrare, NON mettere la soluzione a disposizione e tenerla segreta, utilizzarla mascherata e fruttarla solo io: mi sembra più ottusa come situazione; inoltre mi mette a rischio di situazioni poco piacevoli (vedi Texas Instruments alcuni anni addietro), se qualcuno scopre, anche fraudolentemente, quanto da me realizzato può utilizzarlo a costo zero, con un guadagno spaventosamente più alto del mio che ho dovuto investire tempo e denaro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Se sono detentore di un brevetto e non produco
    > nulla, ma qualcun altro produce sulla base del
    > mio brevetto, io, come detentore, guadagno: il

    Il mio "evitiamo i luoghi comuni" non era detto a caso. La teoria è una cosa ma la pratica è un'altra. L'immagine poetica del piccolo inventore geniale che inventa e poi brevetta la si vede ormai solo nei film. Il sistema brevettuale non è più alla portata dei singoli, piccoli e squattrinati, e forse non lo è mai stato (basta pensare a Meucci, ma la lista è lunga). I patent-trolls non producono nulla ma detengono brevetti più o meno legalmente sfruttabili: se gli va bene fanno un sacco di soldi, con i quali promuovere nuove cause; se gli va male pazienza, falliscono ma non hanno nulla da perdere, perché non producono nulla. Con buona pace dell'"invento", "produco o produce qualcun altro", "pubblico o tengo segreto", e via di teoria in teoria, di luogo comune in luogo comune, di film di fantascienza in film di fantascienza. Comunque io quello che dovevo dire l'ho detto, non penso sia utile ripeterlo all'infinito. Non so quanto tu sia documentato in materia ma mi permetto di suggerirti di approfondire, forse cambierai idea.
    non+autenticato
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