Claudio Tamburrino

Italia, consultazione sull'albo degli installatori

Le misure che arricchirebbero di burocrazia la procedura per collegare un device alla rete pubblica sono quelle più contestate

Roma - Il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato una procedura di consultazione pubblica sulla bozza del Decreto ministeriale con il regolamento di attuazione dell'articolo 2, comma 2, del Decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198, recante l'attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni.
Obiettivo della consultazione è quello di "acquisire gli orientamenti, le osservazioni e i commenti dei soggetti interessati in relazione all'approccio metodologico in base al quale è stato modellato lo schema di regolamento" e i pareri dovranno pervenire non oltre il 15 aprile.

In generale i primi commenti alla bozza, in particolare dell'Associazione piccole aziende e consulenti per l'informatica (APICI), la definiscono "totalmente inadeguata" e non in grado di rappresentare la realtà del settore, o almeno non in modo tale da permettere una reale liberalizzazione del mercato.

Essa contiene, tra l'altro, le misure che rischiano di richiedere un ulteriore balzello e onere burocratico sulla libertà di collegamento a Internet di un dispositivo, dal momento che impongono la costituzione di un albo apposito con la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per essere inserite nell'elenco delle imprese abilitate all'esercizio delle attività di installazione di device da collegare alla rete di comunicazione pubblica.
Provvedere all'installazione senza avere le necessarie autorizzazione rischia di costare una multa fino a 150mila euro. E rappresenta uno dei punti più criticati del provvedimento, definita da Assoprovider, associazione che raccoglie i piccoli ISP, "un decreto contro la libertà" e contro lo spirito della direttiva europea di cui dovrebbe essere attuazione. In essa, dice il Presidente Dino Bortolotto "si parla di interfacce di rete pubblica, che non devono essere confuse con le apparecchiature dei singoli utenti. Arriviamo invece all'assurdo che un ISP può progettare reti pubbliche, ma non può installare apparati".

Favorevole al decreto, invece, l'Associazione Operatori Telefonia e Telematica Assotel, che lo definisce "un provvedimento che tutela gli utilizzatori" e minimizza la portata delle sanzioni che non sarebbero tanto differenti da quelle da anni in vigore.

Claudio Tamburrino
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108 Commenti alla Notizia Italia, consultazione sull'albo degli installatori
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  • In questo paese la fantasia dei burocrati non ha limiti.

    E' un furto una ladrata una cosa vergognosa !
    non+autenticato
  • Di certo non serve un albo per l'installazione di qualcosa che è gia praticamente installato, basta un elettricista allora.

    Semmai ci sono troppi finti informatici, o si ha una laurea o si è tecnici e basta.

    Non vedo finti architetti/avvocati/medici (vabè anche qui ci sono casi ma eclatanti).

    Invece pare che tutti i bimbominkia del mondo lo siano, ma non sanno nemmeno che è un ciclo for.
    non+autenticato
  • - Scritto da: upr
    > Di certo non serve un albo per l'installazione di
    > qualcosa che è gia praticamente installato, basta
    > un elettricista
    > allora.
    >
    > Semmai ci sono troppi finti informatici, o si ha
    > una laurea o si è tecnici e
    > basta.
    >
    > Non vedo finti architetti/avvocati/medici (vabè
    > anche qui ci sono casi ma
    > eclatanti).
    >
    > Invece pare che tutti i bimbominkia del mondo lo
    > siano, ma non sanno nemmeno che è un ciclo
    > for.

    In parte hai ragione, ma informatici per fare che cosa?
    Come dici tu ci sono persone incompetenti che fanno in senso lato "l'informatico", perché nella nostra società malata se lavori con un computer - chi non lo sa / vuole fare ti considera "informatico".

    Alzi la mano chi non ha mai visto il "corso di informatica" che insegna ad usare word, excel e powerpoint!

    Quindi c'è tanta confusione attorno alla definizione di informatico.

    Ma non c'è solo questo. E' vero, ci sono parecchie persone che sulla carta non hanno titoli, nella pratica non hanno le competenze (o le avevano ma non si sono aggiornate), e che coprono "il ruolo" di informatico. Ma ci sono anche tanti laureati che, a fianco di quelle persone, fanno un lavoro che con le proprie aspirazioni e competenze non ha nulla a che fare.

    Giusto un mese fa osservavo un orgoglioso "ingegnere elettronico", che è venuto negli uffici dove lavoro per attivare delle prese di rete. Mentre lo guardavo che infilava cavetti qua e la, ho pensato: "no caro, tu le scatolette in cui infili i cavetti, se sei un ingegnere elettronico, le dovresti progettare.".

    Un informatico laureato, se col termine intendiamo "un programmatore", dovrebbe progettare software: perché ha gli strumenti migliori per farlo, dovrebbe studiare ed elaborare soluzioni a problemi complessi: perché ha appreso e conosce metodologie che il non-laureato non sa.

    Ma l'informatico laureato, nell'esercitare le sue qualità, è la mente che organizza l'opera: non l'operaio che la realizza.
    L'operaio laureato è un operaio, con la laurea, ma un operaio: nulla di più.

    Non mi pare che questo albo serva a far progettare le scatolette agli ingegneri o i software più complessi agli informatici laureati. Quelli che per fortuna e/o bravura e/o appannaggio lo fanno già, non hanno certo il problema dell'operario dalle ambizioni frustrate.
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: upr
    > Di certo non serve un albo per l'installazione di
    > qualcosa che è gia praticamente installato, basta
    > un elettricista
    > allora.
    >
    > Semmai ci sono troppi finti informatici, o si ha
    > una laurea o si è tecnici e
    > basta.
    >
    > Non vedo finti architetti/avvocati/medici (vabè
    > anche qui ci sono casi ma
    > eclatanti).
    >
    > Invece pare che tutti i bimbominkia del mondo lo
    > siano, ma non sanno nemmeno che è un ciclo
    > for.


    Non e' colpa dei "tecnici e basta" se all'universita' (quale intendi?quella breve o senza passare dal via?) vi fermate al ciclo for senza nemmeno aver mai visto un mainframe in vita vostra se non un compilatore installato in laboratorio?E poi pretendete che il mondo del lavoro si faccia carico della vostra obsolescenza col piezz'e'carta?
    non+autenticato
  • un bell'albo coi requisiti per fare il parlamentare e il ministro?
    La incompetenza è proprio pre requisito indispensabile per legiferare su specifiche materie tecniche?
    No .... perchè un pochino... solo un pochino eh.... comincerei a essere stufo....
    non+autenticato
  • E' la volta buona che tolgo il telefono fisso e metto la chiavetta.
    non+autenticato
  • Perché non la 56k?
    non+autenticato
  • forse non hai capito, tolgo il fisso, ho deciso, la chiavetta che fa 4 mega reali mi basta e avanza. E a quel paese sta legge con tutto l`albo.
    non+autenticato
  • alle prossime elezioni votre solo chi è sotto i 30 anni e (si spera) non leggeremo più, certe stupidaggini legislative.
    non+autenticato
  • Ah, perché speri di poter scegliere addirittura il nome di chi vuoi votare alle prossime politiche? Hanno lavorato così duramente per far quella bellissima legge elettorale che tutto il mondo ci invidiaTriste

    ps: a quando l'albo dei cacciavitini, dei videotechini, degli spazzini, degli estorsori ecc ecc?
    non+autenticato
  • Sono anni che non si sceglie più la persona da votare in parlamento.
  • In linea di massima sono d'accordo con te ma il problema è che:

    a) non li puoi scegliere

    b) ci sono certi 30enni rintronati e ignoranti da far paura e 80enni vispi, arzilli e preparati

    c) se il 30enne paraculato e idiota entra e fa carriera te lo devi mantenere fin che campi! Il 75 schiatta prima Occhiolino
    non+autenticato
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