Claudio Tamburrino

Apple, processo ai produttori terzi

Continua la battaglia legale contro chi vuole produrre accessori per i dispositivi con la Mela. O almeno contro coloro che vogliono produrli senza licenza

Roma - Una corte federale ha dato torto a quattro aziende californiane che volevano veder archiviata per motivi procedurali la causa depositata nei loro confronti da Apple, che le ha denunciate per la vendita di accessori non autorizzati per iPod, iPhone e iPad: il caso può quindi proseguire.

Le quattro erano state trascinate in tribunale da Apple a luglio per violazione brevettuale, infrazione di marchio commerciale e competizione sleale: "Questi prodotti - spiegava Cupertino - sono spesso commercializzati in modo da diffondere implicitamente la falsa idea che siano legati direttamente a Apple". Inoltre, infrangerebbero una serie di suoi brevetti soprattutto legati alla presa 30-pin. Infine non assicurerebbero sufficienti standard di qualità arrivando anche a causare problemi di compatibilità e in alcuni casi danni ai prodotti Apple.

Esse, dice Cupertino, producono e vendono accessori dedicati ai prodotti con la Mela, ma senza aver sottoscritto l'accordo Made for iPhone/iPod/iPad (MFi Program), lo specifico programma di certificazione e licenza che Apple ha predisposto per questo tipo di prodotti correlati ai suoi.
Delle quattro, in realtà, due hanno già raggiunto un accordo con Apple, la posizione di una è stata stralciata in quanto non rintracciabile, mentre era la quarta, eForCity, ad aver tentato l'archiviazione del caso e per farlo aveva accusato Apple di non aver citato i singoli brevetti in questione.

Il giudice Jeremy Fogel, tuttavia, ha ritenuto che il procedimento possa continuare in quanto la sottoscrizione dei singoli brevetti può avvenire in una fase successiva del procedimento. A parziale soddisfazione di eForCity, l'eliminazione della citazione di una lamentela di un cliente eForCity, portata da Cupertino a testimonianza dell'inferiorità dei prodotti dell'imputata ma ritenuta dal giudice non essenziale alla dimostrazione del suo impianto accusatorio.

Come le altre due coimputate, tuttavia, data la sproporzione di risorse da poter spendere in cause legali è lecito attendersi anche da parte di eForCity il tentativo di raggiungere ora un accordo extragiudiziale con Cupertino.

La strategia offensiva adottata da Apple nei confronti di produttori terzi di accessori per Mac aveva già trascinato sul banco degli imputati Hypermac, che produce soprattutto cavi e batterie esterne e che ha rinunciato alla vendita dei primi, e la giapponese PhotoFast che produce kit d'aggiornamento per SSD per MacBook Air.

Claudio Tamburrino
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