L'industria trova il suo Napster!

Si chiama MusicNet ed è spinto da tre delle majors della musica industriale, con il contributo di RealNetworks e America Online. Ancora incerte Sony e Seagram, ma MusicNet darà licenza d'uso anche a Napster

L'industria trova il suo Napster!New York (USA) - Napster è stato bypassato dalla grande industria discografica dopo mesi e mesi di tenzone legale. Così la pensano i commentatori che in queste ore stanno lavorando sul clamoroso accordo che lega EMI, AOL Time Warner, Bertelsmann e RealNetworks al più ambizioso progetto fino ad oggi ipotizzato per la distribuzione di musica online secondo i criteri dettati dalle majors.

Si tratta di un accordo che prevede la costituzione di una società "terza" che si occupi di creare e gestire tutta l'infrastruttura tecnica e commerciale legata allo sfruttamento di Internet come veicolo commerciale per la musica industriale. L'intelligenza dietro il progetto sta anche nel fatto che gli accordi non sono esclusivi e che dunque i "pacchetti musicali" delle singole case discografiche, e di quelle che si aggiungeranno via via a MusicNet, potranno essere dati in licenza anche ad altri servizi online.

Scopo dell'intesa è quello, naturalmente, di dare vita a quel "Napster legale" che Bertelsmann sta inseguendo inutilmente da diverso tempo, dopo aver acquisito il controllo del vero Napster, il sistema di scambio-file finito da tempo nel mirino dell'associazione dei discografici americani (RIAA).
MusicNet può così partire, anche se ci vorrà del tempo per definire modalità e tipologia dei servizi, avendo alle spalle il patrimonio musicale di BMG (Bertelsmann), EMI e Warner Music. All'appello delle cinque grandi sorelle del settore mancano solo Seagram e Sony, due aziende che fin dall'inizio della grande crociata contro la pirateria musicale online si sono schierate per la "linea dura", contro servizi e siti che offrivano musica senza precisi accordi con le majors.

La speranza dei fondatori di MusicNet è quella di "tirare dentro" non solo le due altre grandi industrie ma anche l'universo mondo delle etichette indipendenti. Solo così, infatti, MusicNet potrà porsi come "strumento di distribuzione universale" capace di dare filo da torcere ai sistemi "clandestini", Gnutella e derivati, che dalla loro hanno l'assoluta "gratuità" dello scambio dei file musicali.
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