Claudio Tamburrino

Apple, in tribunale per i bambini in-app

Un padre non soddisfatto delle nuove assicurazioni offerte da Apple per impedire gli acquisti irresponsabili da parte dei bambini tenta la class action

Roma - Garen Meguerian, la cui figlia di nove anni ha speso 200 dollari in acquisti in-app, con un team di avvocati ha fatto causa ad Apple per "l'istigazione" all'acquisto dei più piccoli, spinti a spendere anche migliaia di dollari, naturalmente dei loro genitori, in acquisti in-app di giochi. L'uomo, insomma, non ritiene che quanto fatto e promesso da Apple su questo fronte sia sufficiente.

La causa, che cerca di ottenere lo status di class action, si concentra sulle tecniche di marketing adottate da Cupertino per i cosiddetti freemium, le app disponibili gratuitamente in una versione limitata che richiedono o semplicemente offrono l'acquisto di livelli, oggetti virtuali o altre opzioni aggiuntive. E che impiegherebbero metodi, nomi e offerte fin troppo appetibili per i più piccoli, arrivando a creare un circolo vizioso.

In particolare sul banco degli imputati app popolari come Villaggio dei Puffi, Tap Zoo e Zombie Farm, già al centro dell'iniziativa di un congressman democratico che ha chiesto e ottenuto l'intervento della Federal Trade Commission sull'argomento.
I casi più pericolosi sarebbero quelli in cui i genitori hanno incautamente concesso ai figli la conoscenza della password.
Il modello, tuttavia, risulterebbe particolarmente rischioso con l'opzione offerta dalle versioni meno recenti di iOS, e superata con l'ultimo aggiornamento proprio per rispondere a questo tipo di critiche: permette di effettuare operazioni via iTunes in una finestra di tempo di 15 minuti senza bisogno di reinserire la password dopo la prima volta. Questo genera situazioni spiacevoli quando il genitore la inserisce per permettere ai figli il download di contenuti gratuiti, per poi vedersi minacciare la carta di credito dalla voglia di acquisto virtuale dei pargoli.

Meno faticoso di chiedere un rimborso a Apple per i guadagni ritenuti illeciti, o di sottoscrivere una class action, sarebbe peraltro creare un account ad hoc per i propri figli, con budget limitato.

Claudio Tamburrino
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19 Commenti alla Notizia Apple, in tribunale per i bambini in-app
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  • Tutto chiuso blindato da muri altissimi coi cocci di vetro guardato a vista da ronde armate e poi succedono queste coseeee?
    Credevo che fosse un quartiere rispettabile e sicuro questo, certo che se fanno entrare certe facce... signora mia dove andremo a finireCon la lingua fuori
    Funz
    12979
  • tu si che hai capito tutto (as usual...)
  • - Scritto da: sadness with you
    > tu si che hai capito tutto (as usual...)

    Hai proprio ragione. E' evidente che i macfan non sono in grado di vedere la realtà con equilibrio e obiettività.
    Funz
    12979
  • a far la classaction, se questo puo' produrre un qualche limite alla IDIOZIA dilagante ' in which users can purchase 50 "Smurfberries" for $4.99 ' ....
    Meglio telefonare a un 199 coi numeri vincenti del lotto alloraCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • bastava andare in impostazioni e proteggere con codice gli acquisti in-app
    non+autenticato
  • è sempre colpa degli altri


    comunque io a 9 anni non sapevo neppure cosa avevo tra le gambe... adesso è uguale solo che si hanno molti più modi per fare cose inconsciamente.
    non era difficile chiamare in burundi col telefono a ghiera tanto per provare, ma alla prima bolletta sarebbero arrivate sberle e un bel lucchetto...
  • no, bastava fare i genitori.
  • vi sorprendete che non vendano porno!A bocca aperta
    MeX
    16897
  • e quando i problemi si capiscono al volo!
    non+autenticato
  • Quelli, i bambini li scaricano. Non li comprano.
    Comunque non vedo perché una società dovrebbe sostituirsi al genitore che non solo lascia un device nelle mani di un "molto" minore, ma gli fornisce anche pwd e carta di credito.

    E poi il bimbo spende.
    Wow, chi l'avrebbe mai detto?
  • già... ma come vedi il genitore del 2011 pensa che siano le corporation a dover educare i loro figliTriste
    MeX
    16897
  • - Scritto da: Valeren
    > Quelli, i bambini li scaricano. Non li comprano.
    > Comunque non vedo perché una società dovrebbe
    > sostituirsi al genitore che non solo lascia un
    > device nelle mani di un "molto" minore, ma gli
    > fornisce anche pwd e carta di
    > credito.
    >
    > E poi il bimbo spende.
    > Wow, chi l'avrebbe mai detto?
    Mai avuto un bambino che ti salta sui marroni finchè non lo fai giocare vero?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Lasciamo perdere l'aspetto educativo del dargli un iCoso o simili pur di farlo tacere, ma nel caso basterebbe un account iTunes dedicato senza legare la carta di credito e facendogli comprare le iTunes Card nel momento del bisogno (vuoi l'app? 5 euro e ti compri la card e te le paghi tu)
  • Il bambino io ce l'ho, ha 10 anni.

    Vuole sempre tutto, è compito del genitore abituarlo al no, farne una persona che sappia affrontare la vita e non un babbeo frignante.

    Certo che se uno preferisce pagare per toglierselo dai maroni... meglio che lo dia in adozione subito che farne uno spostato.

    Per autorizzare mio figlio ad acquistare (con i suoi soldi) l'ultimo giochino per il Nintendo c'è stata una trattativa di tre settimane ed una contropartita in lavori in giardino.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco

    > Per autorizzare mio figlio ad acquistare (con i
    > suoi soldi) l'ultimo giochino per il Nintendo c'è
    > stata una trattativa di tre settimane ed una
    > contropartita in lavori in
    > giardino.

    Rotola dal ridere
    c'era pure Clinton a fare da mediatore?
  • No davvero, adesso vado a denunciare la pasticceria giù casa mia perchè mio fratello spende troppo in caramelleA bocca aperta
  • ridicoli, alcuni genitori non sanno o non hanno voglia di controllare i propri bambini e poi fanno queste cause stupide per dare responsabilità ad altri, sono discorsi che vengono fatti anche per TV, internet...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gustavo
    > ridicoli, alcuni genitori non sanno o non hanno
    > voglia di controllare i propri bambini e poi
    > fanno queste cause stupide per dare
    > responsabilità ad altri, sono discorsi che
    > vengono fatti anche per TV,
    > internet...

    non si parla di responsabilità ma di soldi.
    E' gente che praticamente vive cercando "falle" nelle pubblicità e nei manuali d'istruzione dei vari prodotti per poter intentare cause.
    C'é il mito di quello che ha messo il gatto o il cagnolino nel microonde o nella lavatrice ("nel manuale non c'era scritto che ci si potevano lavare/asciugare gli animali") o la pubblicità di una famosa marca d'aceto in cui, durante un pic nic, una goccia di aceto cade sull'erba e la gente comincia a mangiarsela: dopo qualche giorno è comparsa la scritta "*nome azienda* sconsiglia vivamente di mangiare l'erba!"