Mauro Vecchio

USA, se iPad è la causa della disoccupazione

Invettiva lanciata dal democratico Jesse Jackson Jr.: la tavoletta di Apple sarebbe responsabile della perdita di migliaia di posti di lavoro. Ma non era lo stesso che aveva proposto di dotare tutti i bambini di un tablet?

Roma - Un'allarmata invettiva, lanciata dal congressman democratico Jesse Jackson Jr. in un suo recente intervento alla U.S. House of Representatives. L'ormai vendutissimo tablet di Apple iPad sarebbe responsabile della perdita di migliaia di posti di lavoro sull'intero territorio statunitense.

Tutta colpa delle svariate possibilità offerte dai due modelli made in Cupertino, a partire dalla lettura in mobilità di un quotidiano per finire con il download di un libro in formato elettronico. Nuove modalità di consumo offerte dalla tecnologia e in particolare da tablet come iPad, che metterebbero a rischio l'occupazione in settori ben precisi.

"Ora Borders sta chiudendo i suoi negozi perché, alla fine, chi ha più bisogno di andarci? - ha spiegato Jackson - Chi di voi ha più bisogno di andare da Barnes&Noble? Vi basta scaricare un libro, un quotidiano, una rivista". A rischio sarebbero migliaia di posti di lavoro in settori come l'editoria o nelle semplici librerie.
Jackson ha però sottolineato come il lavoro fin qui svolto dal CEO di Apple Steve Jobs sia stato magnifico, soprattutto grazie al successo commerciale di iPad. Un successo garantito dalla produzione in Cina, paese che riuscirebbe a trarre un eccessivo vantaggio dalla distribuzione massiva del tablet. A discapito dei posti di lavoro negli Stati Uniti.

Il discorso di Jackson ha attirato non poche critiche, soprattutto per la sua natura luddista. Qualcuno avrà pur bisogno di andare da Barnes&Noble, soprattutto se non può permettersi la magica tavoletta di Apple. Lo stesso congressman statunitense ha poi candidamente ammesso di possedere un esemplare di iPad.

E non è tutto. Jesse Jackson Jr. aveva già chiesto al governo statunitense di adottare iPad in ambito educativo, fornendo un tablet ad ogni alunno delle scuole primarie. La tavoletta di Steve Jobs avrebbe infatti cambiato per sempre il modo di apprendere, pronto a sostituire i pesanti libri di testo.

Mauro Vecchio
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36 Commenti alla Notizia USA, se iPad è la causa della disoccupazione
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  • ...quelli che fabbricavano spade?... o corazze?.. cosa dovrebbero dire, loro?
    Altro che iPad: interi settori di produzione sono scomparsi.

    Ah no, già... i fabbri di cui sopra ora hanno studiato e fabbricano altre cose (armi, in genere, ma anche dell'altro)... gente come gli alchimisti ora fabbrica medicinali... insomma: spariscono settori di produzione ma ne compaiono altri, c'è evoluzione.

    Smetteremo di fabbricare trattori, forse... ma fabbricheremo navette spaziali!
    E poi, e poi, e poi... chi programmerà i dispositivi, iPad, robot, replicatori e aggeggi vari?.. mica si programmano da soli, ancora, quelli.Occhiolino
    888
  • Alla fin fine il luddismo non ha mica torto.
    Le macchine hanno sempre tolto il lavoro agli uomini e non è affatto vero, nella realtà, quel che dice sardonico chi risponde al luddista, ovvero "dove lavoreranno quelli che hanno perso il lavoro a causa di queste macchine? A costruire queste macchine!"

    sono cazzate.
    Le macchine sono fatte per lavorare al posto DI PIU' lavoratori e PER PIU' TEMPO.

    Inoltre ogni ex lavoratore legato al territorio non beneficierà mai di questo genere di ragionamento (fallace). Il lavoro si sposta dove costa meno, questo significa semplicemente che si va da un equo contratto ad un rapporto sempre più vicino alla schiavitù: dove non ci sono diritti costa meno.

    Nelle mie zone ogni caduta di lavoro ha spopolato i paesi, facendone anche scomparire, le persone se ne sono andate, nessun mestiere si è più tramandato, nessuna persona ha tenuto duro per gestire il turismo, nessuno ha imparato la cultura complessiva del paese e quella locale anche storica non solo settoriale, per dare qualcosa che in Italia ci rendeva famosi: la cultura.

    Miopie locali, forse. Quel che è certo è che se facessimo l'ipotesi che Punto Informatico venisse stampato OGNI GIORNO, il mercato legato a questa operazione impiegherebbe tantissimo personale.

    Basta calcolare questo, al contrario.
    Invece non lo fa. L'arcano è tutto qui: quando un lavoro non esiste si può parlare della sua esistenza senza problemi... ma quando uno si procura la pagnotta con un lavoro, pensare di eliminarglielo non è SOLO una questione di business: lo è solo per chi se ne sbatte dell'umanità.

    La mia ragazza vuole l'iPad proprio per non comprare più le riviste che le incasinano la casa. Ma i libri li vuole sempre di carta eccome. Soprattutto quelli preziosi, illustrati, curati, ben stampati. Vuole poterli toccare, portare in giro, vedere anche che si consumano un po'...

    E se vuoi puoi regalarli all'umanità consegnandoli alla Biblioteca. Cosa che non potrai mai fare con un'app.

    E per voi scrocconi & taccagni come me: non troverete mai un "libro usato" della Microsoft Press a UN EURO su amazon o play.com ... perché non esisterà più il libro usato.

    Sarebbe una bella conquista per gli autori, se avessero il completo controllo dei diritti, delle royalties eccetera. Ma ce l'hanno?
    non+autenticato
  • > E per voi scrocconi & taccagni come me: non
    > troverete mai un "libro usato" della Microsoft
    > Press a UN EURO su amazon o play.com ... perché
    > non esisterà più il libro
    > usato.

    Prova sul mulo...
    non+autenticato
  • E d'ora in poi saràa sempre così dappertutto, meno posti di lavoro grazie o per colpa della tecnologia, dipende dai punti di vista... i governi si dovranno inventare nuovi modi per farci campare tutti se no invece di progredire, regrediremo e saremo tutti morti di fame, a parte quelli che producono queste cose... ma però, a chi le venderebbero se nessuno lavorerà??
  • - Scritto da: marco8323
    > E d'ora in poi saràa sempre così dappertutto,
    > meno posti di lavoro grazie o per colpa della
    > tecnologia, dipende dai punti di vista... i
    > governi si dovranno inventare nuovi modi per
    > farci campare tutti se no invece di progredire,
    > regrediremo e saremo tutti morti di fame, a parte
    > quelli che producono queste cose... ma però, a
    > chi le venderebbero se nessuno
    > lavorerà??

    ...disse l'omino fuori dalla fabbrica durante la rivoluzione industriale.
  • - Scritto da: marco8323
    > E d'ora in poi saràa sempre così dappertutto,
    > meno posti di lavoro grazie o per colpa della
    > tecnologia, dipende dai punti di vista...

    Bene! Lo scopo della tecnologia è proprio di liberarci dal lavoro.
    Uno inventa una macchina proprio perchè lavori al posto suo.

    I trattori sono stati inventati per non dover arare a mano.

    La gru è stata inventata per non dover portare i carichi a mano.

    E così via.

    i
    > governi si dovranno inventare nuovi modi per
    > farci campare tutti se no invece di progredire,
    > regrediremo e saremo tutti morti di fame, a parte
    > quelli che producono queste cose... ma però, a
    > chi le venderebbero se nessuno
    > lavorerà??

    Non le si vendono, semplicemente. Lo scopo della vita non è lavorare. Il lavoro è un mezzo, non un fine.

    A che serve zappare la terra, se hai già a disposizione una quantità enorme di cibo?
    Il lavoro serve a produrre i beni che noi desideriamo; se riusciamo a produrli senza lavorare, non ci sarà più bisogno di lavorare (oppure, lavoreremo meno ore per avere le stesse cose).

    Immagina un mondo dove tutto viene prodotto dai replicatori: saremmo tutti disoccupati... ma nessuno farebbe la fame, anzi, avremmo tutti ogni oggetto che possiamo desiderare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi

    > Immagina un mondo dove tutto viene prodotto dai
    > replicatori: saremmo tutti disoccupati... ma
    > nessuno farebbe la fame, anzi, avremmo tutti ogni
    > oggetto che possiamo
    > desiderare.

    E tu sprechi filosofia con questi bottegai?
    Perle ai porci.
  • >
    > A che serve zappare la terra, se hai già a
    > disposizione una quantità enorme di
    > cibo?
    > Il lavoro serve a produrre i beni che noi
    > desideriamo; se riusciamo a produrli senza
    > lavorare, non ci sarà più bisogno di lavorare
    > (oppure, lavoreremo meno ore per avere le stesse
    > cose).
    >

    Tutto fico, però mi sfugge il passaggio dove spieghi come io posso accedere al cibo. Voglio dire, se il terreno ed i replicatori non sono miei, mi vengono a dare il cibo gratis? metti che vogliono un qualcosa in cambio, ad esempio soldi, come faccio a darglieli se non li ho guadagnati tramite il lavoro?
    Un'altra cosa: premesso che mi piacerebbe non so quanto vivere senza lavorare, ma non sono convinto che se tutto il mondo avesse questa possibilità sarebbe meglio per tutti. Cioè, 5-6 miliardi di persone che non hanno niente da fare? non so, non sono convinto.
    non+autenticato
  • Per definizione, una volta costruito un replicatore, non c'è più bisogno di altro (il replicatore crea un'altro replicatore, e così via).

    A parte quello, una volta raggiunto questo traguardo, i 5-6 miliardi di persone potranno dedicarsi a fare quello che più li aggrada.. ci sarà quello che dorme 23ore al giorno, bruciandosi quindi il poco tempo che ha, ci saranno quelli che scriveranno software (ovviamente free, se non del tutto open source - tanto i soldi non ci stanno più), quelli che andranno comunque a zappare la terra per vedere crescere qualcosa, quelli che si metteranno a costruire, a studiare, a fare film, a cantare

    Però tutto sarà fatto quando vuoi, come vuoi e perchè lo vuoi.

    Forse pura utopia.. però ci spero
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > >
    [...]
    > Tutto fico, però mi sfugge il passaggio dove
    > spieghi come io posso accedere al cibo. Voglio
    > dire, se il terreno ed i replicatori non sono
    > miei, mi vengono a dare il cibo gratis? metti che
    > vogliono un qualcosa in cambio, ad esempio soldi,
    > come faccio a darglieli se non li ho guadagnati
    > tramite il
    > lavoro?
    > Un'altra cosa: premesso che mi piacerebbe non so
    > quanto vivere senza lavorare, ma non sono
    > convinto che se tutto il mondo avesse questa
    > possibilità sarebbe meglio per tutti. Cioè, 5-6
    > miliardi di persone che non hanno niente da fare?
    > non so, non sono
    > convinto.

    Be'... trascurando cose come "come lo alimenti un replicatore?" e dando per scontato di disporre di energia e materie prime infinite, se non ci fosse più bisogno di lavoro fisico, rimane quello intellettuale.
    Ogni uomo, donna e bambino avrebbe a disposizione tutta la vita per... fare altro.
    Questo significa MOLTO lavoro per le industrie di:

    intrattenimento
    turismo
    salute

    Morale della favola: ci sarebbe comunque molto lavoro per chiunque ne avesse voglia.

    GTFS
    non+autenticato
  • E perché mai uno dovrebbe o vorrebbe lavorare gratis nel turismo?
    ruppolo
    33146
  • - Scritto da: ruppolo
    > E perché mai uno dovrebbe o vorrebbe lavorare
    > gratis nel
    > turismo?

    Perchè ne ha voglia. Se non ne hai voglia, non farlo. Nessuno ti obbliga.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > - Scritto da: ruppolo
    > > E perché mai uno dovrebbe o vorrebbe lavorare
    > > gratis nel
    > > turismo?
    >
    > Perchè ne ha voglia. Se non ne hai voglia, non
    > farlo. Nessuno ti
    > obbliga.

    Ottimo, magari mi va di fare il cuoco per mezz'ora al ristorante, poi me ne vado e lascio i "clienti" sul tavolo ad aspettare, affamati.
    ruppolo
    33146
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > E perché mai uno dovrebbe o vorrebbe lavorare
    > > > gratis nel turismo?

    > > Perchè ne ha voglia. Se non ne hai voglia, non
    > > farlo. Nessuno ti obbliga.

    > Ottimo, magari mi va di fare il cuoco per
    > mezz'ora al ristorante, poi me ne vado e
    > lascio i "clienti" sul tavolo ad aspettare,
    > affamati.

    L'utilita' del cuoco e' quella di mettere ricette nel replicatore, mezz'ora potrebbe bastare per un piatto.
    krane
    22544
  • finalmente uno che ha capito a cosa serve un iPad
    non+autenticato
  • un lettore di ebook, insomma... solo che costa molto di più.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > un lettore di ebook, insomma... solo che costa
    > molto di
    > più.
    un eBook non rende bene le riviste a colori..
    e poi con l'iPad si può anche fare altro..

    non+autenticato
  • preferisco un piano veroA bocca aperta <- 19enne

    http://www.youtube.com/watch?v=I5oXtFAThuw ben più divertente
    non+autenticato
  • > un eBook non rende bene le riviste a colori..

    Certo, se invece di leggere guardi solo le figure...

    > e poi con l'iPad si può anche fare altro..

    Tipo questo?
    non+autenticato
  • Io ancora non l'ho capito il vantaggio dei tablet... per ora l'unico campo su cui noto un vantaggio comparato (o quantomeno non noto uno svantaggio), rispetto a possibili competitori molto più economici (eBook reader, netbook) è come sostituto del computer per persone afflitte da analfabetismo informatico, bambini o persone anziane/adulte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    > Io ancora non l'ho capito il vantaggio dei
    > tablet... per ora l'unico campo su cui noto un
    > vantaggio comparato (o quantomeno non noto uno
    > svantaggio), rispetto a possibili competitori
    > molto più economici (eBook reader, netbook) è
    > come sostituto del computer per persone afflitte
    > da analfabetismo informatico, bambini o persone
    > anziane/adulte.
    Sbagli in questo.
    Non penso di essere un analfabeta informatico.
    So montare periferiche audio/video o altro su un computer, programmo (parolone) in vba per lavoro e altro, ma quando sono a casa mi basterebbe stare sul divano con l'iPad, per comodità, perché sarebbe tutto più immediato che con mouse (o touchpad) e computer.

    Spesso mi capita di leggere notizie o fare altro direttamente dall'iPhone perché non ho voglia o non ho bisogno del mio Mac.

    Puoi prendermi per un "fanboy" o meno, non è rilevante per me.
    Uso Windows a lavoro senza problemi (se non di stabilità...) e OSX a casa e conosco pregi e difetti di entrambi.
    non+autenticato
  • Credo che la soluzione "definitiva" debba ancora arrivare.
    Credo che un qualcosa con tastiera fisica slider nel lato lungo, con la possibilità di usare stampanti in modo autonomo e con la possibilità di host usb sarebbe un prodotto migliore del tablet come lo conosciamo oggi.
    Con la configurazione attuale, secondo me, non meritano più di 200 euro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    > Io ancora non l'ho capito il vantaggio dei
    > tablet... per ora l'unico campo su cui noto un
    > vantaggio comparato (o quantomeno non noto uno
    > svantaggio), rispetto a possibili competitori
    > molto più economici (eBook reader, netbook) è
    > come sostituto del computer per persone afflitte
    > da analfabetismo informatico, bambini o persone
    > anziane/adulte.
    Hai ragione, per il momento. In effetti le attuali possibilita', comparate al costo, lo rendono fondamentalmente un "giocattolo" costoso.

    "Opinione Personale", ovviamente, mi sembra condivisa.

    Ma la maggior parte degli "umani", piccoli o grandi, "amano" giocare: l'aspetto ludico e' una delle componenti fondamentali nell'evoluzione del personal computing.

    E, credo, il punto di vista della Apple sia proprio, "facciamoli giocare" ... a loro spese ovviamente.

    Occore pero' considerare che l'enorme quantita' di denaro prodotta da questo "gioco di massa" ritorna, come investimento, nell'evoluzione dei dispositivi di calcolo "personali".

    Il giorno che Apple, o qualcuno per lei, se ne uscira' con una "tavoletta" contenente terabytes di memoria centrale e in grado di eseguire teraflops per secondo, con un display da 300dpi ... beh allora non sara' piu' un gioco.

    E tutto cio', probabilmente, sara' "pagato" proprio da tutti noi che ... stiamo giocando Occhiolino

    Orfheo.
  • - Scritto da: Orfheo
    > - Scritto da: Talking Head
    > > Io ancora non l'ho capito il vantaggio dei
    > > tablet... per ora l'unico campo su cui noto un
    > > vantaggio comparato (o quantomeno non noto uno
    > > svantaggio), rispetto a possibili competitori
    > > molto più economici (eBook reader, netbook) è
    > > come sostituto del computer per persone afflitte
    > > da analfabetismo informatico, bambini o persone
    > > anziane/adulte.
    > Hai ragione, per il momento. In effetti le
    > attuali possibilita', comparate al costo, lo
    > rendono fondamentalmente un "giocattolo"
    > costoso.
    >
    > "Opinione Personale", ovviamente, mi sembra
    > condivisa.
    >
    > Ma la maggior parte degli "umani", piccoli o
    > grandi, "amano" giocare: l'aspetto ludico e' una
    > delle componenti fondamentali nell'evoluzione del
    > personal
    > computing.
    >
    > E, credo, il punto di vista della Apple sia
    > proprio, "facciamoli giocare" ... a loro spese
    > ovviamente.
    >
    > Occore pero' considerare che l'enorme quantita'
    > di denaro prodotta da questo "gioco di massa"
    > ritorna, come investimento, nell'evoluzione dei
    > dispositivi di calcolo
    > "personali".
    >
    > Il giorno che Apple, o qualcuno per lei, se ne
    > uscira' con una "tavoletta" contenente terabytes
    > di memoria centrale e in grado di eseguire
    > teraflops per secondo, con un display da 300dpi
    > ... beh allora non sara' piu' un
    > gioco.
    >
    > E tutto cio', probabilmente, sara' "pagato"
    > proprio da tutti noi che ... stiamo giocando
    > Occhiolino
    >
    > Orfheo.

    può anche darsi ma il 99% continuerà a comperare il gioco e solo l'1%, probabilmente meno, comprerà il mostro.
    non+autenticato
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