Intel e AMD: eccovi i chip del futuro

Le due rivali si sfidano anche nella ricerca tecnologica, settore chiave nella competizione per la conquista del mercato. Nano-ricerca tesa alle massime velocità e alla riduzione dei consumi

Roma - La rivalità tra i due grandi del mondo dei processori, Intel e AMD, è sfociata in un testa a testa in occasione del Symposia of VLSI Technology and Circuits 2003 di Kyoto, in Giappone. Al centro di una vera e propria sfida nella ricerca tecnologica la dimensione dei transistor, sempre più piccoli ed efficienti, che permetteranno di proseguire la corsa all'ultravelocità di processo.

Intel ha rivelato nuovi dettagli sui propri transistor "tri-gate", ossia a tre gate, annunciando di aver anche iniziato il passaggio dalla fase di ricerca alla fase di sviluppo. Con questo nuovo transistor tridimensionale (3D), l'azienda afferma che potrà continuare a confermare la validità della legge di Moore e offrire processori dalla prestazioni più elevate e con minor consumo di energia.

Il gate, che nei transistor tradizionali è unico, funziona essenzialmente come un conduttore e regolatore di elettricità: raddoppiando o triplicando il suo numero è possibile far passare attraverso un transistor più elettricità e, in questo modo, incrementare le prestazioni di un chip.

Non è un caso che i transistor multigate siano considerati materiale di lavoro di primo piano per i più impegnati tra i chipmaker, da IBM a AMD.
I ricercatori Intel sono riusciti a ridurre le dimensioni del transistor tri-gate (misurate in base alla lunghezza del gate) da 60 a 30 nanometri (nm). I transistor con un gate più piccolo si accendono e spengono più velocemente, aumentando in questo modo le prestazioni dei microprocessori.

"Le nostre ricerche più recenti, le caratteristiche eccellenti di scalabilità, prestazioni e facilità di produzione del transistor tri-gate, indicano che entreremo in produzione addirittura nel 2007, ancora prima della tecnologia di processo a 45 nm", ha affermato Sunlin Chou, senior vice president e general manager del Technology and Manufacturing Group di Intel. "Questi risultati pongono le strutture dei transistor 3D non planari tra le innovazioni più promettenti della nanotecnologia, che useremo per aumentare la scalabilità del silicio e confermare la Legge di Moore nel futuro".

Per il transistor tri-gate Intel utilizza una nuova struttura 3D del gate, una specie di piastra sollevata con lati verticali, che consente l'invio dei segnali elettrici lungo la superficie superiore del gate del transistor e lungo entrambe le pareti laterali. Oltre che garantire maggiori performance, il chipmaker di Santa Clara afferma che la struttura dei transistor tri-gate risolve il problema della dispersione di corrente elettrica, più che mai avvertito nel settore a causa delle dimensioni sempre più ridotte dei dispositivi CMOS.

Intel è già passata dalla fase di ricerca a quella di sviluppo, e sono stati prodotti con successo dei dispositivi sperimentali nell'impianto di produzione di wafer da 300 mm situato a Hillsboro, Oregon (Fab D1C).

AMD, però, non è rimasta a guardare.
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6 Commenti alla Notizia Intel e AMD: eccovi i chip del futuro
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  • Non risco tanto bene a capire come aumentando i gate si faccia passare tra drain e source più corrente... e anche ammesso che sia così, non vedo come questo porti a un incremento delle prestazioni, che sei dovrebbero misurare in velocità (frequenza) non in intensità di corrente...
    Qualche dettaglio su schema elettrico non l'hanno mica dato?... Manco pe'ride'... :#
    Max M
    non+autenticato
  • > ammesso che sia così, non vedo come questo
    > porti a un incremento delle prestazioni, che
    > sei dovrebbero misurare in velocità
    > (frequenza) non in intensità di corrente...

    Esiste una dipendenza tra prestazione, flusso e campo (watt, ampere e volt in elettricità). La variazione del flusso (se armonica, esprimibile tramite la frequenza) è invece una energia, ergo il differenziale del flusso nel tempo e il flusso stesso sono legati.

    > Qualche dettaglio su schema elettrico non
    > l'hanno mica dato?... Manco pe'ride'... :#

    ...ma si trova su internet. Basta cercare con google (in inglese chiaramente)...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Non risco tanto bene a capire come
    > aumentando i gate si faccia passare tra
    > drain e source più corrente... e anche
    > ammesso che sia così, non vedo come questo
    > porti a un incremento delle prestazioni, che
    > sei dovrebbero misurare in velocità
    > (frequenza) non in intensità di corrente...

    non e' che passi piu' corrente per il gate, perche' il terminale di gate e' sempre approssimabile ad un aperto. Il fatto che il gate sia di fatto piu' avvolgente sul canale permette di far passa piu' corrente tra source e drain. La corrente che passa tra questi terminali e' quella che server per svuotare o caricare le varie capacita' parassite nei circuiti integrati, che quindi commuteranno piu' velocemente. E si avra' un aumento della frequenza di lavoro.
  • La frequenza e` un concetto relativo, quello che veramente conta sono i BIT: fino ad oggi abbiamo usato quasi sempre processori a 32Bit, ma per ottenere le stesse prestazioni con un processore a 64Bit basterebbe la meta` della frequenza.
    Piu` dati alla volta si fanno passare, piu` e` lo spazio necessario a far correre gli impulsi elettrici, e pensando che gia` esistono rpocessori a 128Bit della Intel... si fa presto a capire la necessita` di far correre tutta quell'elettricita`.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La frequenza e` un concetto relativo, quello
    > che veramente conta sono i BIT: fino ad oggi
    > abbiamo usato quasi sempre processori a
    > 32Bit, ma per ottenere le stesse prestazioni
    > con un processore a 64Bit basterebbe la
    > meta` della frequenza.

    Mai sentita st**nzata più grande!

    Più bit significano solo calcoli più precisi e accesso diretto a più memoria.

    Tristezza
    non+autenticato
  • > Più bit significano solo calcoli più precisi
    > e accesso diretto a più memoria.

    dai, forse voleva allocare l'intero disco rigido, anzi, l'intero contenuto dei computer collegati in rete... questo si che farebbe schizzare verso l'alto le prestazioni!
    non+autenticato