Cristina Sciannamblo

Pepsi, la bibita diventa social

Una macchina per la vendita di bibite via social media: sarà possibile inviare la propria bevanda regalo ad amici e sconosciuti. Ma le ricerche di mercato remano contro

Roma - L'anno scorso Coca-Cola aveva lanciato un video virale nel quale compariva un distributore automatico che, oltre a rilasciare la bevanda in quantità industriale, sfornava pizze e panini giganteschi. Ora Pepsi ha pensato bene di introdurre una macchina dalle proprietà peculiari perché abilitata alla vendita via social media.

La Social Vending Machine di Pepsi, presentata nel corso di una fiera commerciale di Chicago, permetterà agli utenti di inviare bevande gratuite ai propri amici. Per farlo bisognerà, prima di tutto, decidere se acquistare il prodotto per se stessi oppure regalarlo, poi selezionare la bevanda desiderata attraverso uno schermo touch e, infine, digitare le proprie informazioni e un messaggio di testo con un codice scaricabile da un altro apparecchio. I consumatori potranno, inoltre, personalizzare il proprio regalo con un video registrato dalla macchina oppure inviare una bibita regalo a uno sconosciuto.

"Il nostro progetto è usare le tecnologie innovative per fornire i mezzi e creare nuovi modi per attrarre i consumatori verso i nostri brand, i social network e tutti gli altri protagonisti del processo di vendita" dichiara Mikel Durham, a capo del settore innovazione di Pepsi.
Secondo gli ideatori del progetto, la vendita social permetterà agli utenti di superare i confini dei propri apparecchi elettronici e trasformare un'esperienza statica e votata al consumo in qualcosa di tanto divertente ed eccitante da voler replicare.
"Il nostro approccio alla tecnologia è orientato da ciò che i consumatori desiderano. Stiamo lavorando con alcune delle menti migliori nel mondo del business per sviluppare dispositivi che producano fedeltà, personalizzazione e possibilità di scelta", afferma Christine Sisler, vicepresidente di Pepsi.

L'entusiasmo mostrato dai promotori della bevanda con le bollicine si scontra, però, con un recente studio condotto da Forrester Research e GSI Commerce, il quale conclude che i social media incidono raramente in maniera diretta sugli acquisti.

Il report analizza i dati delle vendite al dettaglio in Rete comprese tra il 12 novembre e il 20 dicembre 2010 e constata che meno del 2 per cento degli acquisti sono stati indotti dai social network. Al contrario, le mail e le inserzioni pubblicitarie hanno dimostrato di essere più convincenti nel trasformare gli utenti in acquirenti.

Secondo Fiona Dias, vicepresidente dell'area marketing di GSI Commerce, l'utilità dei social media è in qualche modo provata per quanto riguarda la diffusione di informazioni circa le offerte a scadenza ravvicinata. In questo caso, una percentuale di vendita che oscilla tra il 5 e il 7 per cento risulta influenzata dall'attività dei network sociali.

Cristina Sciannamblo
Notizie collegate
  • BusinessYahoo! e Google, acquisti sul nascereAcquisite due startup: l'obiettivo è da una parte quello di tenere sott'occhio i social network localizzati e dall'altra supportare la condivisione di commenti ai programmi televisivi che scorrono davanti alle platee
  • AttualitàFacebook, ultima frontiera dell'advertisingNuova strategia pubblicitaria per il social network: le attività da bacheca degli utenti verranno seguite in tempo reale. Si esce per una pizza? Ecco Pizza Hut. Ed è stata rilasciata una nuova versione di Facebook Questions
  • BusinessAdvertising che sale, online e in mobilitàLa pubblicità cresce a ritmi superiori alle attese. Le stime sono tutte in salita fino al 2014. E altrettanto prorompente dovrebbe risultare l'allargamento del mercato al mobile
1 Commenti alla Notizia Pepsi, la bibita diventa social
Ordina