RIAA, contraddizioni che la dicono lunga

di L. Assenti. Perché la RIAA si nasconde dietro un principio quando persegue Napster e sconfessa lo stesso principio quando afferma di non voler perseguire Gnutella? Il segno del fallimento delle strategie industriali

Roma - Quando Hillary Rosen, boss dell'associazione dei discografici americani RIAAA, aveva dichiarato che Napster andava chiuso non perché usato da milioni di utenti ma perché c'è un principio dietro la difesa del diritto d'autore, in molti hanno avuto la tentazione di crederle.

Sì, perché tra le molte argomentazioni con cui la RIAA ha premuto affinché Napster venisse dichiarato illegale, quella del "principio" è sempre sembrata la più forte. Il "sacro principio" secondo cui i brani musicali appartengono a chi li ha scritti e all'industria che li ha prodotti e secondo cui dunque sono questi due soggetti, e non altri, a doverne decidere "il destino". Per principio, appunto.

Poi nei giorni scorsi, come riportato anche da questo giornale, è emerso che la RIAA non è interessata a Gnutella, il sistema di scambio-file che ha caratteristiche ben diverse da quelle di Napster e che lo rendono molto più sfuggente, difficile da fermare o bloccare.
In questo caso il "principio" sembra aver ceduto il posto ad altro. Una mancanza di interesse, faceva infatti sapere al mondo Frank Creighton, capo della divisione antipirateria della RIAA, dovuta al fatto che Gnutella è un sistema relativamente poco diffuso e che dunque il numero di "violazioni" al diritto d'autore è trascurabile.

Affermazioni che potrebbero stupire ma che invece confermano quello che si è sempre saputo, che la signora Rosen ce lo dica o meno, e cioè che la crociata contro Napster altro non è che un tentativo per i discografici di mantenere lo status quo, uno status che da anni gonfia spropositatamente le tasche dell'industria.
1 Commenti alla Notizia RIAA, contraddizioni che la dicono lunga
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  • E si questi signori del monopolio travestito da mercato, sono molto affezzionati a tutto il ben di dio che gli è piovuto addosso in questi anni.

    Ma vedo che non hanno imparato la lezione. Sono contenti perchè riescono a limitare lo scambio di file su Napster e a tirare una boccata d'ossigeno e subito snobbano Gnutella o sistemi simili per le loro dimensioni di scambio più che per il sistema in se'.

    Signora Rosen non si preoccupi, di qui a qualche mese nella Rete ci sarà un nuovo standard di file-sharing e qualunque sia una certezza ce la abbiamo :

    non sarà il vostro caro Music.net.

    Saluti signora Rosen dal mondo reale, il paese dei balocchi sta per crollare.
    Segua il Bianconiglio.
    non+autenticato