Mauro Vecchio

USA, Obama bocciato sulla trasparenza?

L'amministrazione del Presidente statunitense non procederebbe all'archiviazione automatica di tutte le comunicazioni avvenute tramite i network di AT&T e Verizon. Invocata una revisione del Presidential Records Act del 1978

Roma - Al centro del dibattito sono finite le attuali predisposizioni del Presidential Records Act, alla luce delle nuove possibilità di comunicazione offerte al governo statunitense da canali social come Twitter e Facebook. Questioni di trasparenza ai tempi del digitale, sollevate al Congresso da Darrell Issa, chairman della House Oversight and Government Reform Committee.

Issa ha dunque sottolineato come la suddetta legge statunitense - ormai risalente alla metà degli anni 70 - debba essere sottoposta ad urgenti e significative modifiche, relative ai meccanismi di gestione di tutte le comunicazioni ufficiali. Allo stato attuale, i sistemi centralizzati della Casa Bianca procedono all'archiviazione automatica di SMS e posta elettronica inviata da dispositivi come ad esempio gli smartphone BlackBerry.

Diversa la situazione per i vari device appartenenti ai network di AT&T e Verizon - Issa ha citato come esempio il tablet di Apple, iPad - le cui comunicazioni non verrebbero archiviate dagli alti vertici dell'Amministrazione guidata dal Presidente Barack Obama. Che si tratti di messaggi di testo o messaggi di posta elettronica inviati dagli account personali dei vari ufficiali di governo.
Quest'ultimi sarebbero dunque liberi di affrontare questioni governative in comunicazioni poi non archiviate ufficialmente. Uno smacco - sempre secondo il chairman repubblicano - all'intera campagna di Obama per la trasparenza e l'accessibilità attraverso i vari strumenti della Rete. Issa vorrebbe trovare una soluzione anche per cinguettii e post su Facebook, anche se si potrebbe trattare di una soluzione complessa per sua stessa ammissione.

Mauro Vecchio
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