Cristina Sciannamblo

Italia, un consorzio per le PMI online

Nasce la prima piattaforma dedicata a traghettare in Rete le imprese non ancora connesse. Un'iniziativa di sicuro successo in termini economici, dicono i promotori. Quelli di Assoprovider arricciano il naso

Roma - Le indiscrezioni circolavano già da qualche giorno e ora arriva la notizia: è nata la prima piattaforma creata per portare online le piccole e medie imprese italiane che non si sono ancora avvicinate al Web. Il progetto vede coinvolto un sodalizio di primo ordine: Google, Seat PG con PagineGialle.it, Register.it e Poste Italiane.

LaMiaImpresaOnline.it avrà il compito di guidare passo dopo passo nello sbarco online le aziende di piccole e medie dimensioni, organizzare la promozione e pianificare le vendite. Secondo i promotori dell'iniziativa, infatti, il potenziale in termini di opportunità di business che resta inespresso rimanendo disconnessi è alto, una miniera di guadagni che Internet potrebbe portare all'economia italiana se un numero maggiore di imprese decidesse di abbracciare, in qualche misura, il digitale.

A sostenere tale visione vi sarebbe lo studio Fattore Internet, commissionato da Google a The Boston Consulting Group, secondo il quale le piccole e medie imprese attive su Internet fatturano di più, assumono di più, esportano di più e sono più produttive di quelle che su Internet non sono presenti o dispongono solamente di un sito vetrina. "In Italia - si legge nel comunicato - ci sono 4 milioni e mezzo di aziende, di cui circa 4 milioni sono piccole imprese sotto i dieci dipendenti. Secondo i dati di Eurisko, solo una percentuale vicina al 25 per cento del totale delle imprese italiane ha un sito, e, se ci focalizziamo sulle imprese sotto i dieci dipendenti, la percentuale scende ulteriormente, al 20 per cento".
I vertici dei brand coinvolti nell'operazione confidano nell'utilità del nuovo sito. Per Carlo D'Asaro Biondo di Google, "LaMiaImpresaOnline.it rappresenta un investimento nel Paese e un contributo per far crescere l'ecosistema digitale italiano". Gli fa eco Alberto Cappellini, AD di Seat PG, per il quale una piattaforma del genere rappresenta da un lato una grande opportunità di crescita per il tessuto economico italiano, dall'altro un'importante opportunità di business. Sulla stessa lunghezza d'onda sono Barbara Poggiali, AD di Dada (a cui appartiene Register.it) e Andrea Rigoni di Poste Italiane.

La notizia, però, non è piaciuta ad Assoprovider, che punta il dito contro Google. Secondo l'associazione dei provider italiani, il progetto genererebbe conseguenze distruttive per la neonata industria italiana delle web agency, che oggi dà lavoro a decine di migliaia di giovani programmatori italiani, i quali "si vedrebbero ovviamente messi fuori gioco da una offerta concorrente gratuita e promossa con i potenti mezzi di Google".

Secondo i rappresentanti degli operatori indipendenti del Web, l'esperienza appena nata in Italia proviene da "un pieno fallimento" registrato in Gran Bretagna con gbbo.co.uk. Il nucleo della critica di Assoprovider poggia sull'idea che le aziende non hanno bisogno di un servizio standard e uguale per tutti, ma di uno spazio online che deve essere progettato, seguito e curato da professionisti del settore.

Cristina Sciannamblo
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12 Commenti alla Notizia Italia, un consorzio per le PMI online
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  • Facciamo due calcoli fermo restando che il tutto è gratis solo per il primo periodo. Alla fine della promozione il costo per l'azienda è il seguente:
    Dominio + Hosting + posta: 25 € al mese Per un anno sono 300 € (Gratis è il primo anno)
    Piattaforma di e-commerce: 67,5 euro al mese. Per un anno sono 810 € (gratis primi 3 mesi)
    Spedizioni: il costo di una spedizione di un pacco fino a 20 KG in posta ordinaria è di 7 euro. (l'offerta prevede invece 5,20 € in promozione per pacchi fino a 3 KG con SDA)
    Pubblicità di AD Words 100,00 € di coupon gratuito.

    Il costo totale per avere un sito online di E-Commerce risulta quindi nel primo anno di 607 € e nel secondo anno di circa 1.100 €

    Ma si può fare quasi a costo zero e comunque ad un costo minore.
    Vi spiego come:
    HOSTING E POSTA
    A 70 Euro l'anno prendete il pacchetto EasyLinux di Aruba che vi da un Hosting LAMP, tutti servizi si posta, spazio illimitato e backup.
    SITO
    Con il Linux Applications Installer si installa Wordpress con la possibilità di scegliere tra centinaia di templates grafici.
    E-COMMERCE
    Aprite un negozio su E-Bay. Non vi costa nulla se non le commissioni sugli acquisti.
    AD WORDS
    Registrate la vostra azienda su Google Places ed attendete.
    Dopo poco vi vederete arrivare un coupon gratuito di 50 o 75 € pe fare una campagna su AD Words.
    COSTO TOTALE = 70 € contro I 600 del primo anno ed i 1.000 del secondo.
    non+autenticato
  • > COSTO TOTALE = 70 € contro I 600 del primo anno
    > secondo.

    Ottimo!........... e poi venderai? Sei sicuro di poterti permettere le commissioni di eBay, carta di credito, ecc...? In ogni caso, dovessi partire con un e-commerce per la prima volta, se voglio avere speranze, avrò bisogno di un professionista, la bravura sarà informarmi e scegliere quello giusto. Diversamente butterei i soldi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabrizio Azzali
    > Facciamo due calcoli fermo restando che il tutto
    > è gratis solo per il primo periodo. Alla fine
    > della promozione il costo per l'azienda è il
    > seguente:
    > Dominio + Hosting + posta: 25 € al mese Per un
    > anno sono 300 € (Gratis è il primo
    > anno)
    > Piattaforma di e-commerce: 67,5 euro al mese. Per
    > un anno sono 810 € (gratis primi 3
    > mesi)
    > Spedizioni: il costo di una spedizione di un
    > pacco fino a 20 KG in posta ordinaria è di 7
    > euro. (l'offerta prevede invece 5,20 € in
    > promozione per pacchi fino a 3 KG con
    > SDA)
    > Pubblicità di AD Words 100,00 € di coupon
    > gratuito.
    >
    >
    > Il costo totale per avere un sito online di
    > E-Commerce risulta quindi nel primo anno di 607 €
    > e nel secondo anno di circa 1.100
    > €
    >
    > Ma si può fare quasi a costo zero e comunque ad
    > un costo
    > minore.
    > Vi spiego come:
    > HOSTING E POSTA
    > A 70 Euro l'anno prendete il pacchetto EasyLinux
    > di Aruba che vi da un Hosting LAMP, tutti servizi
    > si posta, spazio illimitato e
    > backup.

    Troppo caro. Ci sono servizi che con 12 euro all'anno danno hosting + dominio .it

    > SITO
    > Con il Linux Applications Installer si installa
    > Wordpress con la possibilità di scegliere tra
    > centinaia di templates
    > grafici.

    Joomla.

    > E-COMMERCE
    > Aprite un negozio su E-Bay. Non vi costa nulla se
    > non le commissioni sugli
    > acquisti.
    Il negozio ebay base costa 20 euro al mese, più i costi delle inserzioni.
    Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra ebay e paypal per i venditori professionali si rinuncia almeno al 10%

    > AD WORDS
    > Registrate la vostra azienda su Google Places ed
    > attendete.
    > Dopo poco vi vederete arrivare un coupon gratuito
    > di 50 o 75 € pe fare una campagna su AD
    > Words.
    > COSTO TOTALE = 70 € contro I 600 del primo anno
    > ed i 1.000 del
    > secondo.
    Io con 12 euro l'anno ho dominio, hosting, posta, database.
    Per l'ecommerce uso Opencart che è gratuito.
  • > Io con 12 euro l'anno ho dominio, hosting, posta, database.

    Quale provider?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tester
    > > Io con 12 euro l'anno ho dominio, hosting,
    > posta,
    > database.
    >
    > Quale provider?
    Tophost.
  • - Scritto da: aponivi

    > Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra
    > ebay e paypal per i venditori professionali si
    > rinuncia almeno al 10%

    Ma allarghi la clientela.
    Sai quanta gente non compra se non c'e' paypal?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: aponivi
    >
    > > Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra
    > > ebay e paypal per i venditori professionali si
    > > rinuncia almeno al 10%
    >
    > Ma allarghi la clientela.
    > Sai quanta gente non compra se non c'e' paypal?
    Le commissioni sulle carte di credito sono maggiori di quelle di paypal, inoltre hanno un fisso mensile, più costi di implementazione sul sito. Beh io offro pure bonifico bancario o ricarica postepay come metodo di pagamento.
  • - Scritto da: aponivi
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: aponivi
    > >
    > > > Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra
    > > > ebay e paypal per i venditori professionali si
    > > > rinuncia almeno al 10%
    > >
    > > Ma allarghi la clientela.
    > > Sai quanta gente non compra se non c'e' paypal?
    > Le commissioni sulle carte di credito sono
    > maggiori di quelle di paypal, inoltre hanno un
    > fisso mensile, più costi di implementazione sul
    > sito. Beh io offro pure bonifico bancario o
    > ricarica postepay come metodo di
    > pagamento.

    Il bonifico e' una forma di pagamento tracciabile, quindi affidabile, ma macchinosa, e talvolta costosa per l'acquirente.

    La ricarica postepay e' l'equivalente di scrivere "potrei truffarti se voglio" e non ci fai una bella figura.
  • > > SITO
    > > Con il Linux Applications Installer si installa
    > > Wordpress con la possibilità di scegliere tra
    > > centinaia di templates
    > > grafici.
    >
    > Joomla.

    drupal
    non+autenticato
  • Ma per vendere cosa poi? Prodotti cinesi?!
    non+autenticato
  • Pur essendo formalmente corretto non tieni conto di un po' di fattori:
    1) l'imprenditore dovrebbe essere sostanzialmente un minimo skillato o avere qualcuno nell'organico che sappia gestire i vari joomla ecc..
    2) va fatta la pianificazione del se marketing ad hoc se vuoi vendere sul serio e la diventa una questione di budget. Per questione di budget intendo che il cliente deve essere lui a dire quante migliaia di euro vuole investire in promozione.
    A meno di un budget per una promozione strutturata é meglio che l'azienda faccia un sito vetrina: le problematiche di gestione comincerebbero a diventare troppe e l'azienda farebbe come il bambino che butta via il giocattolo nuovo.
    Per quanto questa offerta si accaparerrà una certa fetta di aziende, togliendola alle web agency, nel breve medio termine servirà come termine di paragone:
    In sostanza quando si va da un'azienda si cerca di far capire che se ti avvali del servizio di un'agenzia seria, vai al risotorante (magari puoi anche buttarla che la tua agenzia é una trattoria così empatizzi meglio col cliente),
    se preferiscono questa alternativa, specifichi loro che ovviamente possono farlo, basta essere coscienti che si sta andando da mc donald.
    Nel medio termine questi clienti rientreranno in circolo, o meglio, torneranno solo quelli che hanno cominciato ad intuire cosa si potrebbe fare, gli altri lasceranno perdere tutto e basta (e da questi non si tirerebbero fuori budget decenti in ogni caso quindi dal pugno di vista dell'agenzia non esistono comunque)