Telefonia italiana, poca concorrenza

Lo dice Monaci

Roma - Per chi avesse dei dubbi sul fatto che il mercato della telefonia fissa italiano non è sufficientemente liberalizzato e aperto alla concorrenza, arrivano ora le parole di Vincenzo Monaci, commissario dell'Autorità TLC, per certificare che, invece, è proprio questo lo stato delle cose.

Secondo Monaci nella telefonia fissa c'è "poca concorrenza", occorre ricorrere a "sanzioni più pesanti" e l'Ultimo miglio è in una situazione ancora peggiore, visto che "i clienti sono al massimo 250mila, praticamente zero vista la quantità di abbonati".

In una intervista a La Stampa, Monaci spiega che a luglio l'Autorità dovrebbe decidere i prezzi di interconnessione e spera che questo cambierà le carte in tavola.
Sulla Carrier preselection, invece, Monaci ha annunciato che "l'Autorità ha avviato una preistruttoria a carico di Telecom Italia con la possibilità di imporre sanzioni per una supposta mancata applicazione delle regole in questa materia".
2 Commenti alla Notizia Telefonia italiana, poca concorrenza
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  • Comprare telecom è un vero affare!
    Come si è dimostrato prima con Colaninno e poi con Tronchetti P.

    Si compra una azienda (Telecom) monopolista poi col monopolio si fanno i soldi, poi i soldi si pompano nelle aziende (altrimenti decotte) del proprio gruppo (altro che piani industriali e innovazione!) e quando è tutto a posto arriva qualcuno dei soliti noti cui si rivende telecom (con un piccolo ricarico si intende) ... e si ricomincia il giro!

    E tutto questo coi soldi di chi? ...loro? ... noooo coi nostri (anche quelli dei dipendenti telecom presi per i fondelli!).

    E voi dite che non c'è concorrenza? nooo c'è la concorrenza, la concorrenza delle volontà di alcuni a formare il proprio interesse a scapito nostro!

    Tutti allegri tutti felici tanto paga pantalone!
    non+autenticato

  • > Si compra una azienda (Telecom) monopolista
    > poi col monopolio si fanno i soldi, poi i
    > soldi si pompano nelle aziende (altrimenti
    > decotte) del proprio gruppo (altro che piani
    > industriali e innovazione!) e quando è tutto
    > a posto arriva qualcuno dei soliti noti cui
    > si rivende telecom (con un piccolo ricarico
    > si intende) ... e si ricomincia il giro!
    >
    Veramente sia Colaninno che Tronchetti hanno comprato Telecom con i debiti.
    Dato che l'azienda produce utili robusti, le banche d'affari accettano a garanzia le stesse azioni Telecom con la promessa di sostanziosi dividendi finchè sono dentro e di rivendere alla prima occasione. Ovvio che con azionisti così voraci gli investimenti non si possono fare e si cerca di speculare il più possibile. Prima o poi qualcuno rimarrà con il cerino in mano e gli passerà la voglia.
    non+autenticato