Mauro Vecchio

USA, l'assalto dei mercenari del copyright

Un giudice federale ha autorizzato l'invio di una serie di minacciose ordinanze, che obblighino i singoli provider a consegnare i dati identificativi legati a 23mila indirizzi IP. Tutti accusati di aver scaricato l'action-movie I Mercenari

Roma - C'è chi ha subito sottolineato come si tratti della più vasta azione legale mai intrapresa contro gli scariconi della Rete, finiti in massa nel mirino dello U.S. Copyright Group. Più di 23mila utenti sono così caduti nelle grinfie della società Dunlap, Grubb & Weaver (DGB), vero e proprio braccio armato dei signori statunitensi del diritto d'autore.

23.322 indirizzi IP, rastrellati dai legali di DGB per dare avvio ad una mastodontica citazione di gruppo, in seguito allo scaricamento ripetuto a mezzo BitTorrent dell'action-movie The Expendables (in italiano, I Mercenari), diretto da Sylvester Stallone con la partecipazione straordinaria di molte vecchie glorie del cinema adrenalinico.

Un giudice federale ha ora emesso una serie di ordinanze, che costringano di fatto i singoli provider a consegnare i dati identificativi corrispondenti ai 23mila indirizzi IP. Proprio recentemente una corte dell'Illinois aveva sottolineato come ad un insieme di numeri, quelli dell'indirizzo IP, non corrisponda per forza un colpevole.
E invece la guerra dello U.S. Copyright Group pare destinata a continuare, con migliaia di netizen pronti ad essere individuati e trascinati in massa in un'aula di tribunale. O magari in più di una, visto che un giudice di Washington aveva già proibito l'avvio di citazioni di gruppo che di fatto ignorino l'effettiva residenza di un utente.

Le strategie dei legali di DGB potrebbero ora ricalcare quelle vecchie tattiche già intraprese per conto dei produttori indipendenti di Gray Man e Far Cry, oltre che per Voltage Pictures e il suo acclamato The Hurt Locker. Imporre cioè ai netizen una scelta: pagare subito circa 2mila dollari di multa o affrontare un difficile percorso legale.

Mauro Vecchio
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16 Commenti alla Notizia USA, l'assalto dei mercenari del copyright
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  • Ma neppure se mi prestano il dvd lo voglio vedere!

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    Andrà a finire che a questi tocca scucire un sacco di soldi per sta cacata snobbata da tutti. Ottima mossa, Sly!

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    Tu sei lo sharer e io sono la cura.
    non+autenticato
  • Sembrerà un colossale cag... (e un po lo è) ma il monologo di Rourke è quasi commoventeA bocca aperta e per "staccare" è il film ideale!
  • pronta la class action di chi invece ha pagato per vedere 'sta boiata Sorride
    non+autenticato
  • Il masochismo ha anche un suo mercato eh... c'è chi paga per farsi frustare... ci può anche stare che qualcuno paghi x farsi del male al cinema... ogni tanto comunque qualche "schifezza" ci vuole... è come col cibo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciccio quanta ciccia
    > Il masochismo ha anche un suo mercato eh... c'è
    > chi paga per farsi frustare... ci può anche stare
    > che qualcuno paghi x farsi del male al cinema...
    > ogni tanto comunque qualche "schifezza" ci
    > vuole... è come col
    > cibo...

    Yap!
  • *minacciare* non è consentito; e non è nemmeno uan buona idea, dato che c'è ammissione di colpevolezza (quale colpevolezza?)

    anche la peppermint credeva di poter estorcere denaro alle persone mandando lettere di minaccia (o paghi o ti denunciamo). ma in USA c'è ancora un diritto o si sono comprati anche quello?
  • Mi pare il caso che i citati in giudizio si presentino e si mettano a ridere in faccia al giudice (chiedendo pure il rimborso delle spese sostenute), dato che per quanto ne so la violazione di copyright avviene solo in caso di lucro fraudolento; se scarico un file e non pago niente a nessuno, perché un "amico" rende disponibile il file in rete, non violo nessun diritto d'autore e neanche il sito che eventualmente rende disponibile il link commette alcuna violazione; tanto è vero che la chiusura di certi siti rimane del tutto controversa e se ottiene un qualche successo è anche perché di denaro da buttare via non ne hanno un gran che e possono risolvere diversamente; se poi il singolo down-up loadatore (passami il termine) si fa prendere dal panico e patteggia, è un altro concetto. Nei fatti non dovrebbe, ma le spese legali sono care, anche se alla fine vieni "assolto"; ecco che i 23.000 e rotti dovrebbero mettersi insieme e fare fronte comune.
  • Le leggi di quale stato stai parlando?
    Non avendo approfondito il DMCA non mi pronuncio, ma in Italia le cose non stanno proprio così.

    (Post che dimostra che non si conosco le leggi nazionali! Cribbio!)

    Per la legge italiana sul diritto d'autore se scarichi (e ti beccano, ovvio), sei sanzionabile con una multa.
    Per il tuo amico condivisore invece la situazione è peggio: oltre alla sanzione amministrativa che arriva fino ai 2.000 euro deve affrontare il procedimento penale. Si salva se prima del dibattimento paga la metà della sanzione.

    Completo: in caso di lucro, oltre alle varie sanzioni (calcolate x opera condivisa) rischia il carcere... ma in Italia non succederà mai. Ad ogni modo questo è quanto.
  • In effetti mi piacerebbe sapere la *reale* situazione legislativa in america (e non per sentito dire).
    Questi 23.000 utenti americani (perchè qui si sta parlando di soli utenti americani vero?) cosa rischiano da questa sentenza secondo la legge USA? (a parte la minaccia con acclusa ingiunzione di pagamento)
    non+autenticato
  • resta che è un'estorsione...
    non+autenticato
  • Non si chiama estorsione, si chiama causa-effetto.

    Quanto a Peppermint che "credeva", Peppermint ha agito e ottenuto quello che voleva dalla prima tornata di denunce. La seconda fu bloccata, ma la prima andò in porto e i pirati italiani silurati.
    ruppolo
    33146
  • Eccoti! Buongiorno, ben svegliato!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Non si chiama estorsione, si chiama
    > causa-effetto.

    > Quanto a Peppermint che "credeva", Peppermint ha
    > agito e ottenuto quello che voleva dalla prima
    > tornata di denunce. La seconda fu bloccata, ma la
    > prima andò in porto e i pirati italiani
    > silurati.

    Eh ???
    In che senso silurati ?

    Io leggo: http://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Peppermint#Sente...

    Prima sentenza
        "L'indirizzo IP non è un dato protetto da legge sulla privacy, non illegalità azioni della Peppermint e della Logistep "[6]

    Seconda sentenza
        "respinti i ricorsi della Peppermint, che richiedeva ancora una volta gli indirizzi dei clienti da parte degli ISP"[7]

    Sentenza definitiva
        "i dati raccolti e il modo con cui sono stati ottenuti costituisce un illecito"[8]
    krane
    22544
  • Come tutti gli schiavi del copyright vede solo quello che vuole vedere
    non+autenticato
  • La seconda fu bloccata, ma la
    > prima andò in porto e i pirati italiani
    > silurati.

    Da quanto ricordo, qualcuno pagò, la maggior parte no, iscrivendosi alle varie associazioni dei consumatori al fine di farsi difendere da queste ultime.

    Eh, quello studio legale di Bolzano ... voleva tentare il colpaccio ... ! Ma andassero a trattare i ricorsi al giudice di pace contro le sanzioni per divieto di sosta !
  • causa effetto abbraccia un insieme di eventi un po' più ampio...

    come al solito premi i tasti senza pensare Sorride
    non+autenticato