Mauro Vecchio

BSA e i nuovi numeri del sommerso

Il valore del software commerciale installato illecitamente sarebbe pari a 44 miliardi di euro in tutto il mondo. La metà proveniente dalle economie emergenti. Il tasso italiano è rimasto costante al 49 per cento

Roma - A rivelarlo è stato un recente studio commissionato dalla Business Software Alliance (BSA), l'associazione internazionale che dal 1988 lotta per la tutela del copyright relativo ai più svariati prodotti software. Il valore commerciale del software illegale installato a livello globale sarebbe pari a 44 miliardi di euro, cresciuto del 14 per cento rispetto allo stesso periodo nello scorso anno.

Una mole imponente di denaro: le grandi software house che pure hanno venduto applicazioni per un valore complessivo di quasi 67 miliardi di euro, ritengono che avrebbero potuto ottenere dal mercato molto di più. I vertici di BSA hanno dunque sottolineato come, per ogni dollaro speso in maniera lecita nel 2010, ci siano ulteriori 63 centesimi derivanti dalla distribuzione non autorizzata di applicazioni.

Principali responsabili di questo mercato sommerso sarebbero le cosiddette economie emergenti, le cui attività pirata avrebbero fruttato quasi 22,5 miliardi di euro. In paesi dell'America Latina e dell'Europa dell'Est, quasi 7 prodotti software su 10 risulterebbero privi di licenza. Seguono a ruota l'area asiatico-pacifica (60 per cento di applicazioni illecite) e il Medio Oriente (58 per cento).
In Italia sembra invece esserci una situazione di stallo, con il 49 per cento del software installato illecitamente. Un dato immutato rispetto al precedente report di BSA, a cui farebbe però riscontro un controvalore pari a 1400 milioni di euro. Il tasso d'illegalità nel Belpaese sarebbe secondo solo a quello greco (59 per cento), rimasto costante in barba al generale trend decrescente registrato in Europa Occidentale.

"Un rapporto fra software pirata e legale che si mantiene al 49 per cento rimane un problema per il sistema Italia, oltre che un'occasione mancata di sviluppo economico - ha spiegato il presidente di BSA Italia Matteo Mille - Lo dimostra il fatto che il nostro paese rimane in watch list nel rapporto Special 301 della U.S. Trade Representatives".

Secondo una ricerca condotta da Ipsos per BSA, il 67 per cento degli italiani è effettivamente convinto che la tutela della proprietà intellettuale remuneri la creatività, contro una media del 73 per cento registrata in altri paesi. Il 49 per cento ha poi sottolineato come i benefici del software lecito affluiscano effettivamente all'economia nazionale, contro una media globale del 59 per cento.

Mauro Vecchio
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14 Commenti alla Notizia BSA e i nuovi numeri del sommerso
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  • il 67 per cento degli italiani è effettivamente convinto che la tutela della proprietà intellettuale remuneri la creatività

    Ma dai? Io appartengo al terzo degli italiani che crede che il copyright AFFOSSI la vera creatività e promuova una montagna di robaccia commerciale che ci ammorba l'esistenza....
    Funz
    12995
  • Di legale su internet c'è solo Linux.
    non+autenticato
  • Bisogna serseguire penalmente ed economicamente, in maniera molto dura, tutti coloro che usano software pirata. Solo così finalmente la gente inizera' ad aprire gli occhi e vedere i soprusi a cui sono sottoposti e opassera' in massa al software libero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jfk
    > Bisogna serseguire penalmente ed economicamente,
    > in maniera molto dura, tutti coloro che usano
    > software pirata. Solo così finalmente la gente
    > inizera' ad aprire gli occhi e vedere i soprusi a
    > cui sono sottoposti e opassera' in massa al
    > software
    > libero.


    Limpido
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jfk
    > Bisogna serseguire penalmente ed economicamente,
    > in maniera molto dura, tutti coloro che usano
    > software pirata. Solo così finalmente la gente
    > inizera' ad aprire gli occhi e vedere i soprusi a
    > cui sono sottoposti e opassera' in massa al
    > software libero.

    Nuclearizzare russia e cina !!!
    krane
    22544
  • Ma ancora credete a queste favole? Ragioniamo su dai...

    Se da decenni un'attività economica (che in alcuni casi presuppone grossi investimenti sia x ricerca e sviluppo che per il marketing) si ritrova con quasi la metà se non oltre di gente che usufruisce dei suoi prodotti senza pagare (dato che loro parlano sempre di mancati acquisti) voi davvero credete che possa ancora reggersi in piedi? Ma vi rendete conto o cosa? Esistono bar dove un avventore su 2 non paga l'ordinazione per anni e sono ancora aperti? Mentre comunque loro pagano tasse, acquistano la merce, pagano i dipendenti... Ma per favore!!!
    non+autenticato
  • Certo!
    Hai presente il 2x1 delle offerte di alcuni supermercati?
    Con il sw è l'opposto: chi acquista è soggetto al 1x2, cioè compri uno e paghi due.
    E si regge benissimo....
    non+autenticato
  • Questa gente sembra molto sicura del fatto suo nello snocciolare percentuali precise sul software piratato diviso per nazione.

    Il punto e' che non sono mica dei browser di cui si puo' fare la stima leggendo lo user agent lato server web.

    Come fanno a stimare le percentuali?
    Telefonano forse agli AD delle aziende?
    "Pronto, buongiorno, siamo della BSA per un sondaggio. Quanto software piratato usate in azienda?"
  • Per ottenere delle percentuali devi avere PRIMA dei valori assoluti... cosa che OVVIAMENTE nessuno ha, quindi questi numeri hanno lo stesso valore di quelli del lotto che ti vendono i maghi, anzi pure di meno.

    Sono come quelli che ti dicono che usiamo solo l'n% del nostro cervello.. o che conosciamo solo n'n% dell'universo... e si spacciano pure per scienziati quando gli manca l'artimetica di base. Come fai a dire che e' n (e non nx2 o x3) su 100 se non conosci quanto e' 100??? Idem x BSA.
    non+autenticato
  • 1)Gli Autori di un software sono i singoli sviluppatori che però non percepiscono nessun centesimo da questi diritti, hanno semplicemente uno stipendio.
    2)Questa analisi credo sia sbagliata: il primo software piratato è il sistema operativo, la diminuzione di desktop a vantaggio di portatili (net o nete). L'aumento di strumenti con hw e o.s. fissi (Smartphone e Tavolette e cellulari) e infine la più difficoltosa e meno conveniente piratata delle console. Mi fa credere ad una diminuzione del software pirata in rapporto a quello venduto. Secondo me, non hanno considerato i sistemi operativo oppure hanno considerato solo i PC.
    non+autenticato
  • oppure hanno sparato cifre a caso come fanno i loro colleghi di RIAA e MPAA

    questi piagnucolano di continuo e intanto comprano nuove ville
    non+autenticato
  • Windows si dice che sia unicamente piratato, che in pochi comprano la licenza ecc ecc...

    Eppure se consideriamo quanti COMPRANO un computer di marca nei negozi appositi o nei super mercati, dove c'è la licenza OEM di Windows, mi viene da pensare strano che la pirateria del sistema operativo di Redmond danneggi le entrate di tale prodotto visto che la maggioranza degli utenti windows acquistano inconsapevolmente la licenza OEM con il portatile o l'assemblato di marca.

    Le Retail sono una minoranza, per non parlare del loro abnorme costo e limiti discutibili (una licenza = lo si può usare SOLO SU UN PC).

    Potrei anche citare i software professionali come autocad e photoshop con un esempio simile.
    Sgabbio
    26178
  • IO ho comprato Windows retail ^_^ ma comprandolo su Amazon.co.uk (in inglese, ma io lo volevo appunto in inglese), in prevendita (6 mesi prima) ho speso. mi sembra, 60 euro che direi che é un prezzo giusto e ne sono soddisfatto. Office non lo uso quindi vabbé, ho installato Open Office (che non é assolutamente la stessa cosa ma per chi lo usa una volta al mese come me va benissimo). Certo MS dovrebbe secondo me fare una versione ridotta di Office e farla pagare ache lei 60 euro. Giusto un Word e un Excel ridotti. Non parlatemi di works grazie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio
    > 1)Gli Autori di un software sono i singoli
    > sviluppatori che però non percepiscono nessun
    > centesimo da questi diritti, hanno semplicemente
    > uno stipendio.


    qui una volta era tutta campagna, si stava meglio quando si stava peggio.

    dopotutto a luogo comune si risponde pari.

    >
    > 2)Questa analisi credo sia sbagliata: il primo
    > software piratato è il sistema operativo

    Windows non era preinstallato?

    Distro Linux non sono liberamente copiabili?

    OsX Lo usano solo i macachi i quali sono contenti di pagare?

    > quello venduto. Secondo me, non hanno considerato
    > i sistemi operativo oppure hanno considerato solo
    > i PC.

    Tutti i calcoli statistici fatti da privati rischiano di essere fatti solo su dati di proprio interesse ( è una delle leggi del mercato ).