Cristina Sciannamblo

Alcol e droghe? Colpa di Internet

Secondo una ricerca USA i minori che abusano di alcol sono quelli che passano più tempo in Rete. Colpa del condizionamento indotto. E un altro studio mette sotto accusa la vendita online di farmaci pericolosi agli universitari

Roma - Era già stato sottolineato qualche tempo fa e ora ci sarebbe anche uno studio scientifico a ribadirlo: la correlazione tra consumo di Internet e assunzione di alcool e droga è evidente. Lo sostiene una ricerca statunitense del Weill Cornell Medical College, secondo la quale gli adolescenti che fanno uso di alcolici spendono più tempo davanti al computer rispetto ai loro coetanei astemi.

I risultati arrivano da un sondaggio anonimo condotto su 264 teenager di età compresa tra i 13 e i 17 anni e pubblicato sulla rivista scientifica Addictive Behaviors.

Secondo l'autrice, la dottoressa Jennifer Epstein, sebbene non siano stati stabiliti fattori specifici collegati al consumo di alcolici e all'uso del computer da parte dei minorenni, sembra che questi ultimi abbiano esperienza con contenuti relativi al bere nel corso delle attività svolte online. "L'esposizione al materiale pubblicitario relativo ad alcolici oppure la visione di video che mostrano giovani consumare bevande ad alta gradazione potrebbero rafforzare lo stimolo a concedersi al bicchiere", sostiene Epstein, professore di salute pubblica presso l'istituto.
Un vecchio discorso, insomma, simile al binomio, ormai comune, tra videogiochi e violenza. E dunque: se i videogame violenti stimolano nei ragazzi pulsioni omicide, allora la visione di un video che mostra giovani intenti all'uso di alcool e droghe spinge i coetanei a compiere le medesime azioni. Una specie di evoluzione della teoria del comportamentismo ai tempi dei social media.

Secondo Epstein, è importante che i genitori controllino l'uso del computer da parte dei propri figli dal momento che questi ultimi cominciano a utilizzarlo in età precoce. Uno strumento consigliato è l'uso di un filtro che blocchi determinati contenuti non graditi.

Il discorso in parte è diverso per il consumo di droghe. Secondo alcuni ricercatori del Massachusetts General Hospital e della University of Southern California, gli stati federali che hanno conosciuto, dal 2000 al 2007, un'enorme espansione dell'Internet veloce hanno aumentato sensibilmente i ricoveri ospedalieri per uso di droghe.

La ricerca, in questo caso, non assume l'uso del computer come stimolo e il consumo di droga come risposta. Il problema riguarda, invece, il proliferare in Rete di farmacie illegali che vendono con leggerezza farmaci il cui abuso può risultare letale.

Secondo Dana Goldman, autrice della ricerca, un esempio di tale dinamica è la circolazione massiccia di sostanze illegali "smerciate" online nei campus statunitensi. I farmaci più richiesti sono gli antidolorifici narcotizzanti come Percocet e Oxycontin, venduti da farmacie online che spesso ignorano i requisiti di rilascio rispettati da quelle fisiche.

Ad avvalorare i risultati ci sarebbe la rilevazione sulla mancata crescita del consumo di droghe che non sono disponibili in Rete. Gli studi successivi dovrebbero dimostrare, secondo i ricercatori, le procedure di vendita dei farmaci online e indagare il problema delle farmacie all'estero che ubbidiscono a una giurisdizione diversa da quella statunitense.

Cristina Sciannamblo
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18 Commenti alla Notizia Alcol e droghe? Colpa di Internet
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  • Tornando seri,io passo tanto tempo in rete e non mi piace neanche bere alcolici, e conosco tanta gente che beve molto e non sa cosa neanche sia internet.
    E poi ci sono i giovani che ovviamente usano internet,e ci sarà qualcuno che fa abuso di alcool,ma le cose non vanno a braccetto.
  • Preferisco gli studi che raccontano come l'eroina negli anni '80 e' stata utilizzata come strumento di controllo; anche alcuni ex eroinomani che conoscevo lo sostenevano.
    non+autenticato
  • 1. (trollata) AH! che notizia! quindi se togliamo l'interweb ai nostri figli, non si drogheranno più?

    2. (commento semi-serio) il ragazzo che passa troppo tempo davanti all'internett si sente spinto a bere di più? Bisogna porre un freno a questa cosa: uno studio della nota Cazzago-Pianiga University (VE) è arrivato alla conclusione che "chi non beve in compagnia è un ladro o una spia"

    3. (commento serio) Ovviamente si colpevolizza internet ma non si considera l'effettiva relazione tra il lavoro al computer e il consumo di droghe. Parlo per esperienza personale: passo otto ore al giorno seduto al computer e noto (in me come nei miei colleghi) una tendenza al consumo incontrollato di "schifezze". Non abbiamo a disposizione due buste di erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di acido superpotente, una saliera mezza piena di cocaina, un'intera galassia multicolore di eccitanti, calmanti, scoppianti, esilaranti. E anche un litro di tequila, un litro di rum, una cassa di birra, mezzo litro di etere puro e due dozzine di fialette di popper (per policy aziendale) quindi dobbiamo ripiegare sulla soddisfazione orale fornita dalle "macchinette" che distribuiscono zucchero in varie forme ed altre droghe legalizzate. Il fatto che io e i miei colleghi (abbiamo aperto un dibattito sull'argomento) sentiamo questo forte bisogno in ufficio ma non a casa, dimostra come il lavoro davanti al computer provochi un forte senso di depressione ed insoddisfazione che viene lenito dalle sostanze eccitanti citate sopra, sostanze il cui consumo eccessivo può essere particolarmente dannoso e provocare dipendenza. Aboliamo il lavoro a computer?

    Poi nello studio dell'articolo si rivela, una volta come tante altre, la tendenza della nostra società a spingere per le soluzioni più complesse e costose. Su internet si possono acquistare droghe illegali? censuriamo internet. Ovviamente non si considera che sarebbe molto meno costoso e complicato liberalizzare la distribuzione di certe sostanze, in modo da fornire un prodotto controllato (molto spesso ad uccidere non è la sostanza in sè ma quella con cui viene tagliata) e promuovere l'informazione ed un consumo consapevole.
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > 1. (trollata) AH! che notizia! quindi se togliamo
    > l'interweb ai nostri figli, non si drogheranno
    > più?

    no si drogheranno di più, probabilmente per quei poveri ragazzi l'unica valvola di sfogo da una società che gli offre così tante opportunità è internet tagliandogli anche quella sicuramente si aumenta la pressione
    PS: ho giocato a tutti i gta e non ho ancora rubato 1 macchina... sono diventato vecchio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Videoteca Genesi
    > Io
    > avessi un figlio che si droga lo bastonerei in
    > piazza. Ma i miei figli non si drogano

    Certo, infatti notoriamente i figli che usano saltuariamente o abitualmente droghe, la prima cosa che fanno è andarlo a dire a papà.
    Tu sì che sei un tipo sveglioA bocca aperta

    > perche'
    > hanno avuto una buona educazione, non cercano di
    > alterare le loro sensazioni. Queste persone sono
    > malate, e non vi è cura se non le bastonate,

    Certo, l'educazione "a bastonate" del papà sì che è buonaA bocca aperta Chissà come sono bravi.. davanti, meglio che tu non veda quello che fanno di nascostoA bocca aperta

    > Muccioli l'aveva capito
    > questo.

    Un genio, non aveva neanche capito che la dipendenza è prima di tutto psicologica, e se uno non è interessato, convinto e motivato a smettere, non lo fai neanche smettere di fumare.
    Sì sì proprio un genioA bocca aperta
    non+autenticato
  • "i risultati arrivano da un sondaggio anonimo..."

    quindi hanno la stessa valenza di un post su un blog che sostenga il contrario.
    anzi, ha la stessa valenza del mio commento che sostiene che il sondaggio anonimo è una cacata pazzesca!Sorride
    non+autenticato
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