Claudio Tamburrino

Facebook, la strana coppia Zuckerberg-Sandberg

Il social network ha due personalitÓ distinte: mentre una va in Cina a preparare il terreno per un possibile esordio, l'altra incontra le banche e pensa all'IPO. Il volto pubblico e il libro contabile

Roma - Cosa fare in Cina è una delle questioni su cui Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg sembrano "fondamentalmente dissentire", ma su cui giocoforza troveranno un accordo su cui basare la futura strategia aziendale. Mentre le trattative per entrare in borsa, soprattutto dopo l'esordio di LinkedIn, entrano nel vivo.

La 41enne Sheryl Sandberg è da tre anni COO di Facebook. Funge, in pratica, da braccio destro del 26enne CEO e a lei sono riconosciuti i meriti per la crescita di Facebook, dell'essere cioè riuscita a creare intorno all'idea del giovane fondatore una piattaforma advertising di successo.

Adesso è sempre lei ad accennare, cogliendo l'occasione dell'IPO di successo di Linkedin, ad un prossimo esordio in borsa: "Si tratta di un progetto cui si sottopongono tutte le aziende. ╚ inevitabile anche per noi". Secondo indiscrezioni, d'altronde, avendo i vertici Facebook già avuto incontri con le banche per discutere della misura dell'IPO, offerta pubblica iniziale, l'esordio avverrà entro aprile 2012.
Con il giovane CEO, Sandberg forma decisamente una strana coppia, descritta in un lungo e interessante articolo di Brad Stone per Bloomberg Businessweek. E, come tante coppie, i due hanno anche argomenti su cui vanno meno d'accordo.

Uno di questi sembrava essere la Cina: come nel caso di Google, che vede Sergey Brin contrario ad operare in Cina e Eric Schmidt favorevole, anche a Palo Alto i vertici avevano diverse opinioni circa l'opportunità o meno di operare nel paese che rappresenta un mercato enorme dominato da regole tutte diverse, censure e uno stretto controllo da parte del Governo su cittadini e aziende. Da un lato Zuckerberg ritiene che la sua creatura possa funzionare da agente di cambiamento all'interno della statica situazione cinese, dall'altro Sandberg, memore dell'esperienza da lei maturata presso Google, teme i compromessi a cui si dovrebbe scendere.

Dopo le voci che lì vedevano distanti sull'argomento, tuttavia, a Palo Alto sembra essersi raggiunta una decisione comune. O comunque all'esterno i due offrono un fronte comune e la stessa Sandberg recentemente ha aperto alla possibilità cinese: "La nostra missione è connettere tutto il mondo, ed è chiaro che è impossibile farlo senza anche connettere la Cina".

I discorsi che accostano Facebook alla Cina, d'altronde, non sono campati in aria. E se per l'IPO occorre aspettare poco meno di un anno, il discorso cinese potrebbe essere più vicino: Zuckerberg, che sta anche studiando il cinese, starebbe organizzando una nuova visita in Cina, dopo quella che ha dato adito alle voci su un possibile accordo con Baidu.

Claudio Tamburrino
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  • BusinessFacebook, a Baidu piace questo elemento?Il search engine asiatico avrebbe siglato un accordo con il colosso dei social network, per la realizzazione di una piattaforma dedicata agli utenti della Repubblica Popolare. Zuckerberg all'assalto del mercato cinese?
3 Commenti alla Notizia Facebook, la strana coppia Zuckerberg-Sandberg
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  • Sanderberg (titolo), Sandnerg (prima riga) o Sandberg (quinta riga)?
    O sono tre persone diverse?Sorride
    non+autenticato
  • andare in borsa li costringera' a fare profitti in aumento permanentemente, e questo non e' sostenibile col format del loro advertising.

    dovranno quindi essere molto piu' aggressivi negli ads, lanciare versioni "pro" e trasformare FB in un sito "freemium" come LinkedIn ossia snaturalizzarlo in favore dei competitors.

    la gente si rompera' i coglioni e abbandonera' in massa, non che questo trend poi non sia gia' in atto.

    gli introiti che hanno sull'advertising sono semplicemente ridicoli in confronto a google sia rispetto al numero di utenti che al numero di pageviews e i costi enormi che hanno di hosting e data center.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > andare in borsa li costringera' a fare profitti
    > in aumento permanentemente, e questo non e'
    > sostenibile col format del loro advertising.

    Tu hai idea di quanti soldi si stiano facendo attualmente per affermare questo ?





    > dovranno quindi essere molto piu' aggressivi
    > negli ads, lanciare versioni "pro" e trasformare
    > FB in un sito "freemium" come LinkedIn ossia
    > snaturalizzarlo in favore dei
    > competitors.
    >
    > la gente si rompera' i coglioni e abbandonera' in
    > massa, non che questo trend poi non sia gia' in
    > atto.
    >
    > gli introiti che hanno sull'advertising sono
    > semplicemente ridicoli in confronto a google sia
    > rispetto al numero di utenti che al numero di
    > pageviews e i costi enormi che hanno di hosting e
    > data
    > center.
    krane
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