Alfonso Maruccia

Toccare, ma non troppo

Ricercatori giapponesi lavorano a una tecnologia di input "virtuale", che non richieda il movimento ma solo l'illusione di esso instillata nell'utente. Per trackpad sempre pi¨ piccoli ed ergonomici

Roma - Il movimento con input di interfacce "touch" è solo un'illusione, o per lo meno è quello che credono i ricercatori giapponesi del Kajimoto Laboratory al lavoro su un'innovativa tecnologia di interazione tra uomo e macchina.

I labs della University of Electro-Communications sono gli stessi che si sono inventati il bacio virtuale con tanto di robo-lingua roteate integrata. La stessa virtualità si applica al touchpad senza tocco: quando la punta del dito entra in contatto con la superficie di input, il dispositivo restituisce una stimolazione elettrica che si muove nella direzione opposta alla forza applicata dall'utente.

Per i ricercatori lo stimolo elettrico fornisce la sensazione che il dito stia scorrendo nella stessa direzione della forza applicata dall'utente, generando una vera e propria "illusione di scorrimento" che può essere impiegata per gestire un input touch su un dispositivo digitale.

Le dita non si muovono, ma il "tocco" interagisce con lo schermo o sposta il puntatore nella posizione desiderata dall'utente: i ricercatori dicono che una simile tecnologia potrebbe generare interfacce di input "più veloci", un requisito sempre più importate per gli schermi multi-touch e non solo, oppure compattare in modo drastico le attuali interfacce del tipo trackpad.

Alfonso Maruccia
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