Claudio Tamburrino

Shuttle, Endeavour nello spazio

╚ partito il penultimo volo dell'attuale generazione di navicelle USA. Testimoniato tra le nuvole da un iPhone, e sul Web dai cinguettii del suo comandante

Roma - ╚ finalmente partito il penultimo volo degli shuttle NASA: Endeavour è stato lanciato dal Kennedy Space Center nella giornata di ieri e rimarrà in orbita per 16 giorni.

Il lancio, previsto inizialmente per il 29 aprile scorso, è stato rinviato a causa di una serie di problemi tecnici, in particolare legati al circuito di gestione della temperatura dei sistemi.

Diversi i compiti che avranno gli uomini del suo equipaggio, gli astronauti Mark Kelly (comandante), Gregory H. Johnson (pilota), Michael Fincke, Andrew Feustel, Greg Chamitoff e l'italiano Roberto Vittori in rappresentanza dell'ESA, tra cui quello di installare presso l'International Space Station (ISS) l'Alpha Magnetic Spectrometer (AMS), strumento che servirà a studiare le particelle dei raggi cosmici ad alta-energia alla ricerca di antimateria e materia oscura.
Due, poi, gli account ufficiali Twitter legati a Endeavour: quello del Kennedy Space Center, @NASAKennedy, che ha fatto la cronaca dal vivo dell'evento, e soprattutto quello del capitano Mark Kelly che commenterà via tweet in diretta la missione attraverso l'account @KillerKelly.

Il penultimo volo dello Shuttle, d'altronde, è partito con particolari sfumature Web che non fanno altro che raccogliere l'entusiasmo generato dal voler essere testimoni di uno degli ultimi voli delle storiche navette che presto occuperanno i musei statunitensi: il suo passaggio tra le nuvole immediatamente successivo al lancio è stato curiosamente ripreso dall'iPhone di una passeggera del volo New York - Palm Beach e immediatamente cinguettato.

Claudio Tamburrino
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18 Commenti alla Notizia Shuttle, Endeavour nello spazio
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  • penso che molti altri insieme a me avessero veramente creduto che il sistema Shuttle potesse essere l'inizio di una vera era spaziale e di un progressivo sviluppo di vere astronavi; certo, sperare che questo potesse avvenire sulla falsa riga delle immagini della sigla inziale della più recente serie Star Trek: Enterprise era utopia e sogno, ma vedere che in circa trentanni di servizio, l'unica cosa che la NASA è stata in grado di fare, è stato correre dietro ai problemi delle proprie navette, invece, e in aggiunta, di cercare di portare avanti un programma di sviluppo progressivo di ciò che già aveva tra le mani, che pur non essendo perfetto, era sicuramente un buon inizio, è stato avvilente; hanno seguitato a sprecare denaro in nuovi e, magari, promettenti progetti (l'X33, per fare un esempio), senza realmente creare un sistema sostitutivo dello Shuttle; uno step importante sarebbe stato sviluppare un sistema di rientro attivo, inviando nello spazio tramite un vettore classico, un serbatoio di carburante da installare nella stiva di carico (appunto vuota al rientro) che permettesse una libertà di manovra che si è dimostrata essere un grosso punto debole del sistema; avrebbero potuto ridurre la velocità di rientro (fase estremamente critica e pericolosa) e correggere la rotta in maniera più ampia, in caso di problemi di qualsiasi genere; basti considerare che hanno speso MILIARDI solo per sviluppare un rover per le future missioni marziane, quando con un SUV riadattato alla propulsione elettrica si poteva risolvere con pochi milioni; in definitiva, troppi progetti faraonici contemporaneamente, con esigue risorse (la crisi ha dato il colpo di grazia anche ad Orion, che avrebbe dovuto sostituire Shuttle), che avrebbero dovuto essere indirizzate a correggere i difetti e a migliorare e modernizzare il sistema Shuttle. Un'occasione mancata; il futuro attende...
  • > sogno, ma vedere che in circa trentanni di
    > servizio, l'unica cosa che la NASA è stata in
    > grado di fare, è stato correre dietro ai problemi
    > delle proprie navette, invece, e in aggiunta, di
    > cercare di portare avanti un programma di
    > sviluppo progressivo di ciò che già aveva tra le
    > mani, che pur non essendo perfetto, era
    > sicuramente un buon inizio, è stato avvilente;

    sai, dipende da come consideri il problema; credo che mantenere in piedi per trent'anni un sistema che costa 500 milioni di dollari ad ogni lancio, la cui affidabilita' deve convincere i committenti ad affidare satelliti e sonde costosissimi, e che coinvolge decine di migliaia di persone, solo a livello amministrativo sia un'impresa di cui non abbiamo neanche idea.


    > hanno seguitato a sprecare denaro in nuovi e,
    > magari, promettenti progetti (l'X33, per fare un
    > esempio), senza realmente creare un sistema
    > sostitutivo dello Shuttle;

    si lavora con tecnologie nuove, in ambienti estremi e con materiali innovativi. Non puoi andare sul sicuro e sul liscio, altrimenti lavori a qualcosa di "gia' fatto".


    > uno step importante
    > sarebbe stato sviluppare un sistema di rientro
    > attivo, inviando nello spazio tramite un vettore
    > classico, un serbatoio di carburante da
    > installare nella stiva di carico (appunto vuota
    > al rientro) che permettesse una libertà di
    > manovra che si è dimostrata essere un grosso
    > punto debole del sistema; avrebbero potuto
    > ridurre la velocità di rientro (fase estremamente
    > critica e pericolosa) e correggere la rotta in
    > maniera più ampia, in caso di problemi di
    > qualsiasi genere;

    cosi' hao la responsabilita' e il costo di due lanci per un solo rientro...

    > basti considerare che hanno
    > speso MILIARDI solo per sviluppare un rover per
    > le future missioni marziane, quando con un SUV
    > riadattato alla propulsione elettrica si poteva
    > risolvere con pochi milioni;

    ti salta in mente che potrebbe essere stata l'unica scelta possibile?

    > in definitiva,
    > troppi progetti faraonici contemporaneamente, con
    > esigue risorse

    quindi doppi complimenti?

    > (la crisi ha dato il colpo di
    > grazia anche ad Orion, che avrebbe dovuto
    > sostituire Shuttle), che avrebbero dovuto essere
    > indirizzate a correggere i difetti e a migliorare
    > e modernizzare il sistema Shuttle.

    una "macchina" come il sistema shuttle e' talmente critica che i miglioramenti sono continui.

    > Un'occasione
    > mancata;

    Dai un occhio a questo video: immagina la progettazione, la logistica e l'organizzazione che c'e' dietro. E intanto cerca un filo di ruggine, un componente rabberciato, qualcosa di non "perfetto":
    non+autenticato
  • quello che dici è giusto; la mia critica non è "assoluta", ma tendeva a far notare che davanti ai continui tagli che la NASA ha subito, per vari motivi, era necessario che si rendessero conto di dover indirizzare i propri sforzi in una sola direzione, magari "già fatta", ma meno costosa e di minor problematico sviluppo; sempre nell'ottica della ristrettezza, andava il fatto di sfruttare tecnologie meno avveniristiche, ma che (forse) avrebbero potuto ottenere risultati analoghi (il citato SUV, che era solo un possibile esempio), senza considerare che delle ricerche fatte e dei materiali studiati, nulla o quasi è finito a migliorare gli Shuttle; alla fine spendere (poco più relativamente parlando) per un serbatio di rientro, inviato con un vettore classico (l'Atlas), ma avere la possibilità di salvare un rientro critico (oltre che la vita degli astronauti), non può essere considerato un costo e avrebbe permesso di seguitare a sfruttare tutte le navette (mai capito perché non se ne siano costruite di nuove, anche se le "vecchie" a forza di manuntenzioni e sostituzioni, scocca a parte, saranno state sicuramente ripetutamente "rifatte"). Il sistema Shuttle dimostra che la NASA sa fare, ma che a volte perde di vista il pratico per l'estremo e dato che la NASA non è la Difesa (che ha fondi illimitati) deve imparare a fare bene una cosa e sfruttarla (correggendola e sviluppandola), se serve, per 50 anni; se un giorno si smetterà di gettare denaro nel settore militare o se il settore militare entrasse nello sviluppo di navette suborbitali o addirittura interplanetarie, be le cose potrebbero cambiare...
  • - Scritto da: mikronimo
    > quello che dici è giusto; la mia critica non è
    > "assoluta", ma tendeva a far notare che davanti
    > ai continui tagli che la NASA ha subito, per vari
    > motivi, era necessario che si rendessero conto di
    > dover indirizzare i propri sforzi in una sola
    > direzione, magari "già fatta", ma meno costosa e
    > di minor problematico sviluppo;
    [...]
    > cambiare...
    Quello che tutti cercano di farti notare è che così facendo la NASA sarebbe venuta meno al proprio mandato, allo scopo della sua esistenza.

    GT
  • > alla
    > fine spendere (poco più relativamente parlando)
    > per un serbatio di rientro, inviato con un
    > vettore classico (l'Atlas), ma avere la
    > possibilità di salvare un rientro critico (oltre
    > che la vita degli astronauti), non può essere
    > considerato un costo e avrebbe permesso di
    > seguitare a sfruttare tutte le navette (mai
    > capito perché non se ne siano costruite di nuove,
    > anche se le "vecchie" a forza di manuntenzioni e
    > sostituzioni, scocca a parte, saranno state
    > sicuramente ripetutamente "rifatte").

    Considera le temperature durante il rientro, ad esempio: e' come entrare in un vulcano con un'autocisterna dell'agip..

    Per quanto riguarda i nuovi mezzi, probabilmente la rotazione dei lanci (max uno ogni 5 settimane confronto ad un lancio a settimana del progetto) avra' fatto ritenere sufficiente far ruotare la flotta esistente.
    non+autenticato
  • Carburante a bordo (un serbatoio dentro la stiva di carico è comunque ben protetto dal calore del rientro) = motori di rientro = velocità ridotta = temperature più basse = minori criticità dei materiali e delle strutture.
    Nuove navette (ad esempio a cadenza 5/decennale) = strutture rinnovate e migliorate (con nuovi materiali eventualmente resisi disponibili) = allungamento dei tempi di vita dell'intero progetto senza partire da zero con nuovi progetti per nuove navette. Dopo 30 anni avremmo 4/5 navette completamente nuove E moderne; sono daccordo che così come sono gli Shuttle sono vecchi e andavano messi in pensione, ma avrebbero già dovuto essere disponibili i modelli nuovi; politica, sprechi e qualt'altro, invece hanno fermato tutto quanto.
  • - Scritto da: mikronimo
    > basti considerare che hanno
    > speso MILIARDI solo per sviluppare un rover per
    > le future missioni marziane, quando con un SUV
    > riadattato alla propulsione elettrica si poteva
    > risolvere con pochi milioni

    Deluso

    No scusa, ma ci credi davvero? Che la superficie di Marte sia percorribile con un SUV? Deluso

    Ma certo che si sentono certe cose su PI... Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • ce li hai prensenti i big wheel? sono mezzi costruiti da privati, derivati non solo da SUV, ma anche da pick-up e auto normali, che utilizzano carrozzeria e parti di telaio originale, aumentando la potenza dei motori (ma su Marte la gravità è circa un decimo e non si vanno a fare corse, quindi niente fretta) e montando ruote da molto grandi ad enormi: ci giri ovunque ci sia suolo solido o al limite fangoso, di meglio ci sono solo i cavalli, ma su Marte prima di vedere un cavallo...; costo da alcune centinaia di migliaia di dollari a circa un milione; se anche la NASA creasse qualcosa del genere spendendo qualche decina di milioni (per poter avere un mezzo dotato di sistemi di emergenza ed analisi, visto dove ci si troverebbe), non sarebbero miliardi. Il vero problema su P.I. è che c'è la tendenza ad aggredire, invece di chiedere delucidazioni; poi rimane il fatto che se qualcuno non è daccordo con qualcun'altro, bé, pazienza; ho iniziato esprimendo una certa delusione per un futuro che forse non si realizzerà e dialogare mi sta benissimo, ma di sicuro non battibeccare con chi mi tratta da scemo senza evidentemente cercare di capire ciò che dico.
  • - Scritto da: mikronimo
    > ce li hai prensenti i big wheel? sono mezzi
    > costruiti da privati, derivati non solo da SUV,
    > ma anche da pick-up e auto normali, che
    > utilizzano carrozzeria e parti di telaio
    > originale, aumentando la potenza dei motori (ma
    > su Marte la gravità è circa un decimo e non si
    > vanno a fare corse, quindi niente fretta) e
    > montando ruote da molto grandi ad enormi: ci giri
    > ovunque ci sia suolo solido o al limite fangoso,
    > di meglio ci sono solo i cavalli, ma su Marte
    > prima di vedere un cavallo...; costo da alcune
    > centinaia di migliaia di dollari a circa un
    > milione; se anche la NASA creasse qualcosa del
    > genere spendendo qualche decina di milioni (per
    > poter avere un mezzo dotato di sistemi di
    > emergenza ed analisi, visto dove ci si
    > troverebbe), non sarebbero miliardi. Il vero
    > problema su P.I. è che c'è la tendenza ad
    > aggredire, invece di chiedere delucidazioni; poi
    > rimane il fatto che se qualcuno non è daccordo
    > con qualcun'altro, bé, pazienza; ho iniziato
    > esprimendo una certa delusione per un futuro che
    > forse non si realizzerà e dialogare mi sta
    > benissimo, ma di sicuro non battibeccare con chi
    > mi tratta da scemo senza evidentemente cercare di
    > capire ciò che
    > dico.

    Eh magari un hammer o un bigfoot... che poi non pensano niente e non costa niente spedirlo su marte.
    non+autenticato
  • pesano quello che pesano in base ai materiali usati (quanto costa un telaio in fibra di carbonio di una Lamborghini se tutta la macchina si compra a 2-300.000 euro?); la struttura di un hummer, con telaio in fibra di carbonio e ruote grandi, sarebbe un buon mezzo per Marte; inviarlo costa quello che costa il rover da 1 miliardo della Nasa (costo di sviluppo non definitivo, perché interrotto prima di essere completato...); prima di cavillare, ragionate.
  • - Scritto da: mikronimo
    > pesano quello che pesano in base ai materiali
    > usati (quanto costa un telaio in fibra di
    > carbonio di una Lamborghini se tutta la macchina
    > si compra a 2-300.000 euro?); la struttura di un
    > hummer, con telaio in fibra di carbonio e ruote
    > grandi, sarebbe un buon mezzo per Marte; inviarlo
    > costa quello che costa il rover da 1 miliardo
    > della Nasa (costo di sviluppo non definitivo,
    > perché interrotto prima di essere completato...);
    > prima di cavillare, ragionate.

    Dimentichi le guarnizioni: quelle che si usano qua non vanno con gli excursus di temperature marziane, neanche gli oli che congelerebbero di notte. Avevo visto qualcosa a riguardo sul tubo parlando di trivelle per marte.
    krane
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