Alfonso Maruccia

Open source, licenze a confronto

OpenLogic rivela le preferenze di sviluppatori e aziende in merito alla licenza prescelta per la distribuzione di software open source. Sviluppatori e aziende non vanno d'accordo

Roma - Stando ai dati forniti da OpenLogic, la predilezione per una particolare licenza open source ha connotati alquanto diversi in relazione all'ambiente in cui tale licenza viene usata. La società, specializzata nella commercializzazione di tool per la scansione di eventuali violazioni di licenze FOSS all'interno del software, è giunta alla suddetta conclusione mettendo assieme i dati raccolti attraverso il programma di analisi Deep Discovery.

La ricerca di OpenLogic rivelerebbe dunque che la licenza GNU-GPL è quella prediletta dagli sviluppatori open source, il 68,9% dei quali la impiega per regolamentare la distribuzione del proprio software lasciando poche briciole alle licenze concorrenti (Apache License al 7,6%, LGPL al 6,7%, BSD License al 5,3%, MIT License al 4,1%).

Passando dall'altra parte della "barricata", le preferenze tra le aziende si fanno più frammentate ma la più utilizzata risulta essere la licenza Apache (15,3% contro il 10,8% della MIT License, il 10,5% della BSD License, il 9,5% della GPL e l'8,9% della LGPL).
La ricerca di OpenLogic non riguarda ovviamente la semplice circolazione di software FOSS sui 15 milioni di desktop Linux esistenti al mondo, quanto piuttosto gli interessi primari di chi usa il tool Deep Discovery per individuare codice open che potrebbe compromettere lo "status" legale e il copyright del proprio software commerciale.

In tal senso andrebbe valutata anche la scarsa passione del settore enterprise per la GPL, la licenza "virale" per eccellenza il cui impiego spesso e volentieri ha come risultato l'obbligo legale di re-distribuire il codice sorgente dell'intero progetto. I promotori di GPL avranno dunque un bel po' di lavoro da fare per convincere le aziende che adottare un simile framework legale è un bene per il business oltre che per gli sviluppatori e gli utenti.

Alfonso Maruccia
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44 Commenti alla Notizia Open source, licenze a confronto
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  • Chi detiene dei diritti sul software e con esso fa business ritengo faccia una cosa lecita.

    Il che non vuol dire che l'Open Source non sia meglio, personalmente prima di far scrivere software proprietario controllo sempre che non ce ne sia uno Open funzionante, nel caso lo preferisco.

    Poi si potrà discutere di distorsioni o scorrettezze che troviamo nel mercato.

    Per i fautori del 'Closed' mi permetto di consigliare una 'terza via' ovvero l'Ethic License (molto meno dell'Open Source ma un passo in avanti in trasparenza senza mettere in gioco la proprietà)
    non+autenticato
  • hmmm.. farei piuttosto attenzione a fare un analisi di questi tipi di dati.. i motivi per i quali prevale una o l'altra licenza potrebbero essere diversi dal semplice "alle aziende non piace la gpl". che aziende sono? sono rappresentative della "popolazione" di aziende software?
    MA poi anche che diffusione ha il software tra le varie licenze? E anche, molti software GPL sono per gli utenti finali.. insomma.. occorre secondo me fare un po di attenzione a non incorrere in conclusioni un po' troppo affrettate...
    non+autenticato
  • Ancora una volta viene manifestata, in tutto il suo splendore, l'idiozia del marketing e di tutti coloro che hanno a che fare col software senza alcuna competenza.

    Quando comprenderanno che non e' il software, ma le persone che lo scrivono, ad avere un valore, sara' sempre troppo tardi.

    Il software e' fatto per essere diffuso, per essere riutilizzato, per essere migliorato.

    E questo concetto e' ben chiaro a chi il software lo produce: il programmatore.
  • bisogna capire perchè scelgono apache e mit come licenze preferite

    apache gli garantisce di tenersi stretti i brevetti, di sublicenziare, di cambiare licenza nei lavori derivati, ecc...

    l'astuzia sta nel fatto che apache consente di mantenere il controllo sul progetto incorporando però altre componenti open anche gpl

    basta guardare android ad esempio e si capisce perchè questa licenza piaccia tanto

    lo sviluppatore invece vuole veder riconosciuto il suo lavoro sempre e comunque e per questo usa la gpl, quindi, tagliando la testa al toro, la licenza gpl è la migliore in quanto a protezione dei diritti d'autore
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione

    > bisogna capire perchè scelgono apache e mit come
    > licenze
    > preferite

    Facile:

    > apache gli garantisce di tenersi stretti i
    > brevetti, di sublicenziare, di cambiare licenza
    > nei lavori derivati,
    > ecc...

    Più o meno corretto. Gli consente di rendere closed source il codice, fondamentalmente.

    > l'astuzia sta nel fatto che apache consente di
    > mantenere il controllo sul progetto incorporando
    > però altre componenti open anche
    > gpl

    Questo no.
    Non puoi linkare una libreria GPL (ma quelle LGPL sì) a un progetto Apache e cambiare la licenza in Apache. Devi cambiare la licenza in GPL.

    > basta guardare android ad esempio e si capisce
    > perchè questa licenza piaccia
    > tanto

    Android non linka parti GPL e parti ApacheLicense. Le tiene separate.

    > lo sviluppatore invece vuole veder riconosciuto
    > il suo lavoro sempre e comunque e per questo usa
    > la gpl, quindi, tagliando la testa al toro, la
    > licenza gpl è la migliore in quanto a protezione
    > dei diritti
    > d'autore

    Lo sviluppatore ha interesse a distribuire sotto GPL perché spera che i contributi al codice tornino indietro a suo vantaggio. Cosa che con la Apache non avviene nella maggior parte dei casi.

    E` quello che le aziende ancora non hanno capito, come dice giustamente panda rossa. Il vero vantaggio competitivo lo dovresti avere sulla conoscenza del codice e sulla sua personalizzazione, non sul fatto di essere l'unico a distribuirlo.
    A meno che tu non sia in grado di distribuirlo in tutto il mondo, ma a quel punto hai un comparto marketing che ammazza i concorrenti, probabilmente.

    Bye.
    Shu
    1232
  • > E` quello che le aziende ancora non hanno capito,
    > come dice giustamente panda rossa. Il vero
    > vantaggio competitivo lo dovresti avere sulla
    > conoscenza del codice e sulla sua
    > personalizzazione, non sul fatto di essere
    > l'unico a
    > distribuirlo.

    dipende dai casi, ci son casi in cui questo modello è vincente (CMS) e casi in cui invece si rivela essere fallimentare, ad esempio i giochi.
  • - Scritto da: shevathas
    > > E` quello che le aziende ancora non hanno
    > capito,
    > > come dice giustamente panda rossa. Il vero
    > > vantaggio competitivo lo dovresti avere sulla
    > > conoscenza del codice e sulla sua
    > > personalizzazione, non sul fatto di essere
    > > l'unico a
    > > distribuirlo.
    >
    > dipende dai casi, ci son casi in cui questo
    > modello è vincente (CMS) e casi in cui invece si
    > rivela essere fallimentare, ad esempio i
    > giochi.

    Neanche vero quello.
    Ci sono parecchi giochi che con lo stesso motore permettono agli utenti di moddare mappe e scenari, creando a tutti gli effetti giochi ogni volta diversi.
  • > Neanche vero quello.

    a vedere il mercato non direi.

    > Ci sono parecchi giochi che con lo stesso motore
    > permettono agli utenti di moddare mappe e
    > scenari, creando a tutti gli effetti giochi ogni
    > volta
    > diversi.

    infatti quello che trovi nella scatola è il motore.
  • - Scritto da: Shu

    > Questo no.
    > Non puoi linkare una libreria GPL (ma quelle LGPL
    > sì) a un progetto Apache e cambiare la licenza in
    > Apache. Devi cambiare la licenza in
    > GPL.
    >

    no, non parlavo di librerie per quanto le librerie lgpl sono linkabili dinamicamente

    parlo dei collage stile android, dove ad un kernel gpl aggiungo un userland scopiazzato da bsd e bollo tutto con apache ( ovviamente il kernel rimane gpl ma tanto il grosso del sistema è apache )

    > Lo sviluppatore ha interesse a distribuire sotto
    > GPL perché spera che i contributi al codice
    > tornino indietro a suo vantaggio. Cosa che con la
    > Apache non avviene nella maggior parte dei
    > casi.
    >

    anche

    imho la paternità è una motivazione forte per scegliere gpl, alla fine nessuno vuole vedere qualcun'altro che va in giro col nostro codice spacciandolo per suo

    > personalizzazione, non sul fatto di essere
    > l'unico a
    > distribuirlo.

    intendi le stesse aziende che continuano a sostentare l'assurdo sistema dei brevetti stile repubblica delle banane?

    difficile che capiscono una cosa così semplice
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Il software e' fatto per essere diffuso, per
    > essere riutilizzato, per essere
    > migliorato.
    >
    > E questo concetto e' ben chiaro a chi il software
    > lo produce: il
    > programmatore.

    Ah benissimo programmatore, ora indicaci i tuoi programmi che stai diffondendo per essere riutilizzati e migliorati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: UUUUUUUUUUU
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Il software e' fatto per essere diffuso, per
    > > essere riutilizzato, per essere
    > > migliorato.
    > >
    > > E questo concetto e' ben chiaro a chi il
    > software
    > > lo produce: il
    > > programmatore.
    >
    > Ah benissimo programmatore, ora indicaci i tuoi
    > programmi che stai diffondendo per essere
    > riutilizzati e
    > migliorati.

    Prego: http://sourceforge.net
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: UUUUUUUUUUU
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > Il software e' fatto per essere diffuso, per
    > > > essere riutilizzato, per essere
    > > > migliorato.
    > > >
    > > > E questo concetto e' ben chiaro a chi il
    > > software
    > > > lo produce: il
    > > > programmatore.
    > >
    > > Ah benissimo programmatore, ora indicaci i tuoi
    > > programmi che stai diffondendo per essere
    > > riutilizzati e
    > > migliorati.
    >
    > Prego: http://sourceforge.net

    E' come se ti chiedo quale è il tuo sito e mi indichi Google.
    Strano che tu dica che un programmatore li voglia diffondere al tempo stesso non li vuoi far conoscere.


    Noto comunque che hai risposto a razzo come ogni volta che qualcuno ti risponde. Ma passi la vita a fare F5?
    non+autenticato
  • - Scritto da: UUUUUUUUUUU
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: UUUUUUUUUUU
    > > > - Scritto da: panda rossa
    > > > > Il software e' fatto per essere diffuso, per
    > > > > essere riutilizzato, per essere
    > > > > migliorato.
    > > > >
    > > > > E questo concetto e' ben chiaro a chi il
    > > > software
    > > > > lo produce: il
    > > > > programmatore.
    > > >
    > > > Ah benissimo programmatore, ora indicaci i
    > tuoi
    > > > programmi che stai diffondendo per essere
    > > > riutilizzati e
    > > > migliorati.
    > >
    > > Prego: http://sourceforge.net
    >
    > E' come se ti chiedo quale è il tuo sito e mi
    > indichi
    > Google.
    > Strano che tu dica che un programmatore li voglia
    > diffondere al tempo stesso non li vuoi far
    > conoscere.

    Non e' mio interesse farli conoscere qua.
    Io qui diffondo la filosofia open, non me stesso.

    > Noto comunque che hai risposto a razzo come ogni
    > volta che qualcuno ti risponde. Ma passi la vita
    > a fare F5?

    Ti diro': gli utenti registrati ricevono in mail un messaggio ogni qualvolta un post sul forum di PI riceve risposta, e il client di posta, quando arriva un messaggio, produce un pop-up.
    E io con due click due, arrivo al messaggio di risposta, e se ne vale la pena, rispondo.

    Pero' tu puoi continuare a credere che ci sia gente che passa la vita a fare F5.