Alfonso Maruccia

Rinnovabili, ricerca e mega-pale

Le università macinano progressi sulla via dello sviluppo di fonti energetiche verdi. Mentre cresce l'impegno (negli USA) per l'avanzamento tecnologico degli apparati eolici

I ricercatori della Monash University promettono di rendere quanto più semplice è possibile il processo di scissione dell'acqua nelle sue componenti fondamentali: estrarre idrogeno e ossigeno in condizioni ottimali potrebbe aprire la strada all'utilizzo estensivo dell'idrogeno come fonte energetica alternativa agli idrocarburi, dicono gli scienziati australiani.

Il "segreto" di questa semplicità risiede nella birnessite, un minerale a base di manganese molto comune che in genere si manifesta come chiazze nere sulle rocce. I ricercatori australiani hanno sviluppato una cella per la separazione degli elementi dell'acqua con catalizzatore di manganese, e una volta applicato un voltaggio elettrico alla cella hanno scoperto che il manganese si era decomposto in bernassite.

Si tratta, dicono gli scienziati, dello stesso processo che regola il ciclo del manganese negli oceani e un modo per osservare molto da vicino come la natura ha selezionato il meccanismo più efficace per la scissione dell'acqua nelle piante.
Un'altra importante scoperta tecnologica - anch'essa potenzialmente in grado di migliorare le soluzioni energetiche rinnovabili come le batterie all'idrogeno per automobili - arriva dalla University of Texas, dove un team guidato dal professor Rodney S. Ruoff si è inventata una struttura al carbonio tridimensionale ideale per lo sviluppo di "supercondensatori altamente avanzati".

I supercondensatori "tradizionali" sono in grado di rilasciare una grande quantità di energia quando è richiesto, ma sono pessimi se si tratta di immagazzinare energia e rilasciarla sul lungo termine: la struttura porosa ideata da Ruoff e colleghi unisce all'effetto di "scoppio" energetico la possibilità di stoccare una quantità molto maggiore della suddetta energia.

Avanzamenti tecnologici a parte, anche le fonti energetiche verdi già in circolazione conquistano sempre più l'interesse di aziende e governi. Intel è pronta a raccogliere i frutti degli investimenti sin qui fatti nella società tedesca Soltecture (precedentemente nota come Sulfurcell), mentre a Boston si inaugura il Wind Technology Testing Center (WTTC) per il test di pale eoliche di grandi dimensioni.

Finanziato in parte dal Dipartimento dell'Energia statunitense, dallo stato del Massachusetts e da un prestito bancario, il WTTC dovrebbe dare un boost non indifferente all'industria dell'eolico USA grazie alla sua capacità di mettere sotto stress pale dalle dimensioni di 90 metri: poco più piccole di un campo di football.

Alfonso Maruccia
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3 Commenti alla Notizia Rinnovabili, ricerca e mega-pale
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  • Non diffondiamo concetti falsati: l'idrogeno non e' una "fonte energetica" ma un vettore energetico come lo e' una batteria ricaricabile.
    non+autenticato
  • riportare un riassunto smozzicato di un articolo divulgativo di un giornale online americano che riporta una notizia scientifica porta a scrivere articoli incomprensibili, soprattutto se non si sa molto di chimica e fisica.
    Sarebbe meglio avere almeno i link agli articoli scientifici originali.
    non+autenticato
  • ma come fai a non renderti conto della linearità subatomica della spiegazione di questo articolo che imperciossiacosaché tradotto intanto inquanto invia un messaggio cristallino se mi concedi addirittura autoluminescente.
    Comunque procedo aliquando al riassunto di cotanta mole avogadriana di informazioni immantinenti che così si evolve: la bernassite che è nota scoperta in campo minerale fatta dal dj benny benassi autore del famoso hit satisfaction è implicata in una reazione di perossiriduzione quantica dell'idrogeno a 7 protoni contenuto nell'acqua marina trovantesi giustapposta nel golfo di amalfi e permette che un campo di football venga così convertito tramite compressione euristica in una pala eolica in grado di trasformare in energia sufficiente a scaldare una cialda di caffè l'equivalente di millantamila metri cubi di aria mossi dalle maree.
    Chiaro?