Alfonso Maruccia

Sony in rosso, tutta colpa delle tasse

L'azienda nipponica anticipa le cifre del suo prossimo rapporto finanziario e rivela una perdita consistente. Il terremoto e gli hack di PSN influenzano i numeri solo in parte

Roma - Sony Corporation si avvia a registrare uno dei trimestri finanziari peggiori degli ultimi 11 anni: la multinazionale dell'elettronica di consumo ha anticipato alcuni dei numeri contenuti nel consuntivo per l'anno fiscale conclusosi lo scorso marzo, e com'è facile immaginare dopo aver seguito le cronache degli ultimi mesi il segno è mutato da positivo a fortemente negativo per una molteplicità di motivi.

Le previsioni iniziali parlavano di un ritorno all'attivo con profitti per 860 milioni di dollari, mentre ora si indicano perdite complessive per 3,2 miliardi di dollari rispetto al 2009-2010: l'effetto negativo più consistente sui conti Sony lo ha avuto il deferimento di un credito d'imposta pari a 4,4 miliardi di dollari.

Più dell'accoppiata terremoto+maremoto e del disastro nucleare di Fukushima, più della serie impressionante di hack e furti di informazioni personali da PSN e siti commerciali che si susseguono in queste settimane, a Sony sono risultate indigeste le tasse.
Non che i disastri naturali e il maglio dei cyber-criminali non abbiano pesato negativamente sui conti: la multinazionale ha già scontato con 600 milioni di dollari gli effetti del terremoto sulla produzione, e nel complesso si dovrebbe salire a 1,8 miliardi entro il 2012.

Per quanto riguarda gli hack al network telematico di PlayStation, invece, i costi complessivi del furto di informazioni vengono stimati in 170 milioni di dollari: esclusi naturalmente gli eventuali salassi delle class action già in vista e gli effetti della perdita di fiducia dei consumatori nei confronti del brand PlayStation.

Alfonso Maruccia
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