Cristina Sciannamblo

Microsoft: la UE ci ha chiesto troppo

Redmond ricorre contro la megamulta comminata da Bruxelles nel 2008. Colpa della poca trasparenza mostrata dall'Europa, dicono Oltreoceano. Ma i pronostici confermano la decisione del primo grado di giudizio

Roma - 899 milioni di euro, pari a 1,35 miliardi di dollari: questo l'ammontare della sanzione contro Microsoft decisa dalla Commissione Europea nel 2008. Una multa comminata per non aver pienamente rispettato le decisioni della Commissione in materia antitrust. Ora, Redmond ha lanciato il proprio appello contro la decisione di Bruxelles.

Gli intenti di BigM mirano alla riduzione della cifra, considerata eccessiva dal gigante del software. La faccenda, all'epoca, riguardava un abuso di posizione dominante da parte di Microsoft e la conseguente imposizione da parte dell'Europa di facilitare l'accesso degli sviluppatori terzi alle informazioni. Al centro, evidentemente, le necessità della interoperabilità, sulla quale la Commissione da sempre insiste.

Secondo Jean-François Bellis, legale di Redmond, la multa sarebbe "di gran lunga immeritata". "Questo caso - dichiara Bellis - non sarebbe scoppiato se la Commissione fosse stata chiara rispetto alle tariffe che Microsoft avrebbe dovuto pagare come è stato con tutti gli altri termini di licenza proposti".
Nonostante Redmond sia ricorsa in appello, c'è chi sostiene che il secondo grado di giudizio europeo difficilmente rovescerà la decisione della Commissione. Secondo Christian Riss-Madsen, partner dello studio legale O Melveny & Myers, la Corte d'Appello lascerà che vengano applicate le disposizioni della Commissione. L'udienza, infatti, è vista come il simbolo di una sfida tra le grandi aziende private e i regolatori comunitari; anche Intel, ad esempio, si è rivolta al secondo grado di giudizio in riferimento a una multa pari a 1,06 miliardi di dollari imposta lo scorso anno da Bruxelles.

Arrivati a questo punto, Microsoft sostiene che la Commissione Europea abbia fornito liee guida insufficienti per riparare in maniera soddisfacente agli errori commessi. I legali comunitari puntano a difendere l'autorità di garanzia che dovrebbe rappresentare l'organo europeo.

All'interno della disputa legale, Redmond è supportata da Computing Technology Industry Association e dalla Association for Competitive Technology; IBM, Oracle, Red Hat, Free Software Foundation Europe e Software & Information Industry Association sostengono, invece, le posizioni di Bruxelles.

Cristina Sciannamblo
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43 Commenti alla Notizia Microsoft: la UE ci ha chiesto troppo
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  • Sono continuamente denunciati per pratiche anti concorrenziali, ed ora che si sono comprati skype leggete cosa hanno fatto:

    http://now.eloqua.com/es.asp?s=491&e=162556&elq=60...

    E per fortuna che l'Europa aveva imposto loro di rilasciare le specifiche dei protocolli per permettere l'interoperabilità anca da parte di altri concorrenti.
    E' proprio vero, il lupo perde il pelo ma non il vizio.
    non+autenticato
  • soprattutto quando il lupo viene premiato per le pecore che divora invece di essere bastonato

    il dipartimento di giustizia USA dovrebbe abbracciare la tazza e chiedere scusa, non si era mai visto nella storia americana una marketta simile a favore di un monopolista reo e recidivo
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > soprattutto quando il lupo viene premiato per le
    > pecore che divora invece di essere
    > bastonato
    >
    > il dipartimento di giustizia USA dovrebbe
    > abbracciare la tazza e chiedere scusa, non si era
    > mai visto nella storia americana una marketta
    > simile a favore di un monopolista reo e
    > recidivo
    e... comunque la multa è troppo si!
    nel senso di troppo bassa!
    è molto ma molto meno di quello che hanno pagato per skype!
    E con i "risultati" che già si vedono (asterisk)...
    Altro che vizio e pelo...
    Qui il monopolista non solo non perde ne il pelo ne il vizio ci si è limitati (con la multa) ad una "spuntatina" restano e persistono sia il pelo che il vizio!
    non+autenticato
  • - Scritto da: 6315

    > e... comunque la multa è troppo si!
    > nel senso di troppo bassa!

    vabbè dai, l'UE voleva per una volta allinearsi all'ItaliaA bocca aperta

    > Qui il monopolista non solo non perde ne il pelo
    > ne il vizio ci si è limitati (con la multa) ad
    > una "spuntatina" restano e persistono sia il pelo
    > che il
    > vizio!

    io l'ho sempre detto che l'UE deve lanciare una massiccia campagna d'imposizione di formati dati open nella PA e da lì a cascata si adegueranno le aziende e poi gli home user

    il software open avrà la possibilità di dimostrare quanto vale veramente ( senza dover sentire vaccate tipo "libreoffice fa schifo perchè non supporta le macro di word"...e grazie tante! ) e il draga perderà sempre più appeal

    a ciò aggiungiamo la provvidenziale ( si, in questo caso è provvidenziale ) campagna delle major contro la pirateria ( leggi "meglio che non installo il windows pezzotto" ) e vedremo il market share di windows colare a picco

    l'UE deve fortemente imporre l'obbligo di interoperabilità e apertura delle tecnologie per l'interoperabilità ( formati dati, protocolli di sharing, networking, ecc... )

    è questa la soluzione, non le multe ridicole che tanto non pagheranno mai
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: 6315

    > > e... comunque la multa è troppo si!
    > > nel senso di troppo bassa!

    > vabbè dai, l'UE voleva per una volta allinearsi
    > all'Italia
    >A bocca aperta

    > > Qui il monopolista non solo non perde ne il pelo
    > > ne il vizio ci si è limitati (con la multa) ad
    > > una "spuntatina" restano e persistono sia il
    > pelo
    > > che il
    > > vizio!
    >
    > io l'ho sempre detto che l'UE deve lanciare una
    > massiccia campagna d'imposizione di formati dati
    > open nella PA e da lì a cascata si adegueranno le
    > aziende e poi gli home user

    Ed anche imporre la criptazione a livello di comunicazioni aziendali, ha fatto fare uno studio su echelon per, una volta constatato il pesante spionaggio industriale, non fare nulla.
    krane
    22544
  • > io l'ho sempre detto che l'UE deve lanciare una
    > massiccia campagna d'imposizione di formati dati
    > open nella PA e da lì a cascata si adegueranno le
    > aziende e poi gli home
    > user
    >

    Anche io l'ho sempre detto, sono d'accordo


    > il software open avrà la possibilità di
    > dimostrare quanto vale veramente ( senza dover
    > sentire vaccate tipo "libreoffice fa schifo
    > perchè non supporta le macro di word"...e grazie
    > tante! ) e il draga perderà sempre più
    > appeal
    >

    No, qua non sono d'accordo, il formato dei dati è una cosa, il software è un'altra. Anche se sono tendenzialmente favorevole al software open, non sempre è la migliore soluzione quindi non mi sembra corretto costringere la PA o le aziende a software open, se ci fossere formati open e standard ognuno potrebbe fare quello che gli pare senza costrizioni.


    > a ciò aggiungiamo la provvidenziale ( si, in
    > questo caso è provvidenziale ) campagna delle
    > major contro la pirateria ( leggi "meglio che non
    > installo il windows pezzotto" ) e vedremo il
    > market share di windows colare a
    > picco
    >

    non seguo più il mercato home da tanto tempo però mi sembra di vedere che il "windows pezzotto" non va più tanto di moda (a differenza dell'office), adesso ci sono tanti che comprano OEM preinstallato, chi viene da XP ha una stabilità di sistema che non va a sacrificare per un windows 7, non siamo più ai tempi del 95/98. Però è una mia impressione, sono convinto che comunque pezzotto o meno rimarrebbe una altissima diffusione nei client anche se combatti la pirateria.

    > l'UE deve fortemente imporre l'obbligo di
    > interoperabilità e apertura delle tecnologie per
    > l'interoperabilità ( formati dati, protocolli di
    > sharing, networking, ecc...
    > )

    Sono d'accordo, i protocolli invece sono già aperti a meno che tu non ti riferisca all'SMB di MS che alla fine, se non sbaglio, è quello per il quale l'UE ha sanzionato MS.

    >
    > è questa la soluzione, non le multe ridicole che
    > tanto non pagheranno
    > mai

    Scusa, ma come fanno a spingere se non mettono multe? come dire "promuoviamo l'uso del casco in motorino ma non mettiamo le multe a chi non lo fa"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > No, qua non sono d'accordo, il formato dei dati è
    > una cosa, il software è un'altra. Anche se sono
    > tendenzialmente favorevole al software open, non
    > sempre è la migliore soluzione quindi non mi
    > sembra corretto costringere la PA o le aziende a
    > software open, se ci fossere formati open e
    > standard ognuno potrebbe fare quello che gli pare
    > senza
    > costrizioni.
    Il software open garantirebbe una migliore continuità del lavoro, visto che terminerebbe la squallida politica del continuare a non aggiornare il sistema operativo per paura che il software non funzioni più. Non esisterebbe più il problema di usare groviera come XP che sono tecnologicamente all'età della pietra.
    Con il software open si otterrebbe una maggiore affidabilità del software, rispetto al proprietario vista la mancanza di Security Trought Obscurity.
    Con il software open ci sarebbe la possibilità di modellare il software agli usi più adatti anche attraverso accordi con le community che ne garantirebbero l'assistenza, come si è deciso in Puglia tra la regione e i LUG di Lecce e Bari. Questo significherebbe mettere in comunicazione la regione/comune/provincia col mondo universitario, mettendo a disposizione della PA i frutti di un lavoro collettivo. Questo vuol dire migliorare la qualità degli studi degli studenti che essendo messi alla prova cercherebbero di svolgere il lavoro nel miglior modo possibile costruendo software di impeccabile qualità.
    Si otterrebbe una maggiore sicurezza grazie a l'uso di repository interni, che garantirebbero un rigido controllo sul software. Ecc...

    Ma come al solito in Italia si preferisce fare accordi con i brand come Microsoft per ottenere i loro spaghetti code...
    Non importa poi che i computer si blocchino un giorno si e l'altro pure anche durante transazioni importanti. Non importa che i computer siano attaccati dai malware. Non importa che i computer diventino obsoleti a causa dei software elefanti che sono svilu'ppati da una manica di cog*ioni che dovrebbero andare a raccogliere verdure piuttosto che dedicarsi allo sviluppo del software. Non importa...l'importante è che ci sia Active Directory, altrimenti il finto tennico assunto perchè era amico del figlio del cugino del direttore entra nel panico...

    Ma per piacere...

    Poi ci lamentiamo che i cervelli vanno via e che questo paese va a put*ane...
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 29 maggio 2011 14.55
    -----------------------------------------------------------
    Darwin
    5126
  • > Il software open garantirebbe una migliore
    > continuità del lavoro, visto che terminerebbe la
    > squallida politica del continuare a non
    > aggiornare il sistema operativo per paura che il
    > software non funzioni più.

    Veramente in TUTTE le aziende ed enti dove vado per lavoro le uniche macchine che non si aggiornano sono quelle linux. Ti ripeto: TUTTE, e non sono poche. Hanno paura di fare aggiornamenti ed in molti casi per esperienze negative avute in passato. Macchine veloci ed affidabili per carità, ma niente aggiornamenti.

    > Con il software open si otterrebbe una maggiore
    > affidabilità del software, rispetto al
    > proprietario vista la mancanza di Security
    > Trought
    > Obscurity.

    Non penso che i software gestionali soffrano di questo problema, se parli solo di sistema operativo posso darti ragione, se parli di software in generale è giusto contestualizzare

    > Con il software open ci sarebbe la possibilità di
    > modellare il software agli usi più adatti anche
    > attraverso accordi con le community che ne
    > garantirebbero l'assistenza, come si è deciso in
    > Puglia tra la regione e i LUG di Lecce e Bari.

    Non penso che un ente si possa affidare a dei volontari per un software gestionale.

    > Questo significherebbe mettere in comunicazione
    > la regione/comune/provincia col mondo
    > universitario, mettendo a disposizione della PA i
    > frutti di un lavoro collettivo. Questo vuol dire
    > migliorare la qualità degli studi degli studenti
    > che essendo messi alla prova cercherebbero di
    > svolgere il lavoro nel miglior modo possibile
    > costruendo software di impeccabile
    > qualità.

    E finita la tesi buonanotte. Mi dispiace ma l'assistenza non è roba da laureandi, a me l'idea piace ma per farla funzionare ci vuole continuità ed una organizzazione adatta.


    > Si otterrebbe una maggiore sicurezza grazie a
    > l'uso di repository interni, che garantirebbero
    > un rigido controllo sul software.
    > Ecc...
    >

    che si può fare anche con il closed

    > Ma come al solito in Italia si preferisce fare
    > accordi con i brand come Microsoft per ottenere i
    > loro spaghetti
    > code...

    Devi guardare la luna, non il dito, MS è l'ultimo dei problemi in un ente pubblico anzi, è la parte che funziona meglio spesso e volentieri.

    > Non importa poi che i computer si blocchino un
    > giorno si e l'altro pure anche durante
    > transazioni importanti. Non importa che i
    > computer siano attaccati dai malware. Non importa
    > che i computer diventino obsoleti a causa dei
    > software elefanti che sono svilu'ppati da una
    > manica di cog*ioni che dovrebbero andare a
    > raccogliere verdure piuttosto che dedicarsi allo
    > sviluppo del software.

    A parte che tutti questi problemi io non li ho (si vede che sono fortunato), anzi, l'ultimo attacco che uno degli enti che gestisco l'ha avuto su un server linux (defacement del sito), volevo farti notare che i cattivi programmatori ci sono anche nell'open.

    Non importa...l'importante
    > è che ci sia Active Directory, altrimenti il
    > finto tennico assunto perchè era amico del figlio
    > del cugino del direttore entra nel
    > panico...
    >

    Hai detto niente, cerchi di sminuire una cosa che funziona bene ed aiuta molto il lavoro di un amministratore di rete associadogli il "figlio del cugino" ecc ecc, invece nell'open non esistono parentele vero? per me è anche peggio


    > Ma per piacere...
    >
    > Poi ci lamentiamo che i cervelli vanno via e che
    > questo paese va a
    > put*ane...
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 29 maggio 2011 14.55
    > --------------------------------------------------


    Forse fuggono perchè c'è gente che guarda solo in una direzione
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > > Il software open garantirebbe una migliore
    > > continuità del lavoro, visto che terminerebbe la
    > > squallida politica del continuare a non
    > > aggiornare il sistema operativo per paura che il
    > > software non funzioni più.

    > Veramente in TUTTE le aziende ed enti dove vado
    > per lavoro le uniche macchine che non si
    > aggiornano sono quelle linux. Ti ripeto: TUTTE, e
    > non sono poche. Hanno paura di fare aggiornamenti
    > ed in molti casi per esperienze negative avute in
    > passato. Macchine veloci ed affidabili per
    > carità, ma niente aggiornamenti.

    Wazz... controllato una per una ?

    > > Con il software open si otterrebbe una maggiore
    > > affidabilità del software, rispetto al
    > > proprietario vista la mancanza di Security
    > > Trought Obscurity.

    > Non penso che i software gestionali soffrano di
    > questo problema, se parli solo di sistema
    > operativo posso darti ragione, se parli di
    > software in generale è giusto contestualizzare

    > > Con il software open ci sarebbe la possibilità
    > > di modellare il software agli usi più adatti
    > > anche attraverso accordi con le community che
    > > ne garantirebbero l'assistenza, come si è
    > > deciso in Puglia tra la regione e i LUG di
    > > Lecce e Bari.

    > Non penso che un ente si possa affidare a
    > dei volontari per un software gestionale.

    Infatti di solito si affidano alle universita'.

    > > Questo significherebbe mettere in comunicazione
    > > la regione/comune/provincia col mondo
    > > universitario, mettendo a disposizione della
    > > PA i frutti di un lavoro collettivo. Questo
    > > vuol dire migliorare la qualità degli studi
    > > degli studenti che essendo messi alla prova
    > > cercherebbero di svolgere il lavoro nel
    > > miglior modo possibile costruendo software
    > > di impeccabile qualità.

    > E finita la tesi buonanotte. Mi dispiace ma
    > l'assistenza non è roba da laureandi, a me
    > l'idea piace ma per farla funzionare ci
    > vuole continuità ed una organizzazione
    > adatta.

    L'organizzazione e' l'universita', ma credi che i progetti iniversitari siano gestiti dai tesisti ??

    > > Si otterrebbe una maggiore sicurezza grazie a
    > > l'uso di repository interni, che garantirebbero
    > > un rigido controllo sul software.
    > > Ecc...

    > che si può fare anche con il closed

    Che da' molte meno garanzie rispetto ad un progetto nazionale e pubblico.

    > > Ma come al solito in Italia si preferisce
    > > fare accordi con i brand come Microsoft
    > > per ottenere i loro spaghetti code...

    > Devi guardare la luna, non il dito, MS è l'ultimo
    > dei problemi in un ente pubblico anzi, è la parte
    > che funziona meglio spesso e volentieri.

    Con i prodotti MS l'interoperabilita' non e' garantita ed il fornitore e' straniero di un paese di cui e' gia' stata provata la volonta' di accaparrarsi dati, due cose che non vanno molto d'accordo con pubblica amministrazione.

    > > Non importa poi che i computer si blocchino
    > > un giorno si e l'altro pure anche durante
    > > transazioni importanti. Non importa che i
    > > computer siano attaccati dai malware. Non
    > > importa che i computer diventino obsoleti
    > > a causa dei software elefanti che sono
    > > sviluppati da una manica di cog*ioni che
    > > dovrebbero andare a raccogliere verdure
    > > piuttosto che dedicarsi allo sviluppo del
    > > software.

    > A parte che tutti questi problemi io non li ho
    > (si vede che sono fortunato), anzi, l'ultimo
    > attacco che uno degli enti che gestisco l'ha
    > avuto su un server linux (defacement del sito),
    > volevo farti notare che i cattivi programmatori
    > ci sono anche nell'open.

    Per quello sarebbe ottimare sfruttare le rigide strutture universitarie.

    > > Non importa...l'importante è che ci sia
    > > Active Directory, altrimenti il finto
    > > tennico assunto perchè era amico del
    > > figlio del cugino del direttore entra
    > > nel panico...

    > Hai detto niente, cerchi di sminuire una
    > cosa che funziona bene ed aiuta molto il
    > lavoro di un amministratore di rete
    > associadogli il "figlio del cugino" ecc
    > ecc, invece nell'open non esistono
    > parentele vero? per me è anche peggio

    Hai qualche caso da riportarci ?

    > > Ma per piacere...

    > > Poi ci lamentiamo che i cervelli vanno via
    > > e che questo paese va a put*ane...

    > Forse fuggono perchè c'è gente che guarda
    > solo in una direzione

    Anche peggio, non guarda e va avanti sulla strada trattaciagli dal primo commerciale di passaggio che allunga un po' di soldi.
    krane
    22544
  • >
    > Wazz... controllato una per una ?
    >

    molte, basti che leggi un DPS e c'è scritto come e quando fanno gli aggiornamenti delle macchine, non serve essere un amministratore di quelle macchine
    e da come mi hai risposto lo sai anche tu


    >
    > Infatti di solito si affidano alle universita'.
    >

    l'unico software che visto prodotto da una università ed in uso dagli enti fa pena, non faccio nomi ma se hai esperienza capisci subito qual'è.
    Sono esperimenti fatti a danno degli enti, ecco cosa sono, non sono prodotti finiti.


    > L'organizzazione e' l'universita', ma credi che i
    > progetti iniversitari siano gestiti dai tesisti
    > ??
    >

    non è gestita dai tesisti ma è svolta da loro, il know-how se ne va con loro.
    Guarda che io sono sempre stato a favore di una organizzazione statale che produca il software alle PA, sto solo dicendo che o si fa con metodo o è meglio lasciar perdere, le PA non sono cavie da laboratorio. Se tu vai a vedere il settore della ricerca universitaria sforna mille idee ottime, ma il prodotto commerciale è sempre fatto da un'azienda che fa business

    >
    > Che da' molte meno garanzie rispetto ad un
    > progetto nazionale e
    > pubblico.


    Ti ripeto: sfondi una porta aperta, diciamolo a Brunetta.

    >
    > Con i prodotti MS l'interoperabilita' non e'
    > garantita ed il fornitore e' straniero di un
    > paese di cui e' gia' stata provata la volonta' di
    > accaparrarsi dati, due cose che non vanno molto
    > d'accordo con pubblica
    > amministrazione.
    >

    Ma di quale interoperabilità vai cianciando, un client è un client punto e basta, è l'universo del software che ci sta sopra il problema.
    Adesso ti dico io qual'è il problema: che quando si parla di open nelle PA partono sempre i sapientoni con le rivoluzioni epocali che poi si traducono in 3 fesserie:
    1) client linux: impossibile perchè quasi tutto il software gestionale è per windows
    2) openoffice: possibile solo in parte perchè molti software gestionali hanno esportazioni/importazioni solo da documenti office
    3) firefox: possibile se non ci sono applicazioni web-based che richiedo IE

    il punto 2 e 3 viene già realizzato (per quanto possibile) in molte PA, per il resto se si vuole cambiare qualcosa ci vogliono pressioni dall'alto per una modifica dei software gestionali.
    Pensi di far business creando software per piattaforma linux? fallo, ti auguro ogni bene credimi, fammi sapere.


    >
    > Per quello sarebbe ottimare sfruttare le rigide
    > strutture
    > universitarie.

    l'università per la ricerca, 100 o 1000 impiegati statali per la produzione ed assistenza. Non farei fare sviluppo direttamente alle università

    >
    > Hai qualche caso da riportarci ?

    Si, un amico di un assessore che voleva mettere su un PC con linux e squid per 3000 euro perchè era "open".
    Un altra azienda propone software open a prezzi esorbitanti di assistenza, il codice non è scaricabile e minimamente documentato (non è obbligatorio lo capisco ma ti fa capire su cosa deve mantenersi: l'assistenza FORZATA). in questo caso non ci sono di mezze conoscenze e parentele ma è uno dei tanti casi dove la parola open-source serve solo per farti open il c..o

    >
    > Anche peggio, non guarda e va avanti sulla strada
    > trattaciagli dal primo commerciale di passaggio
    > che allunga un po' di
    > soldi.

    Il punto è che la gente che usa ANCHE il closed secondo me è molto ma molto più furba da chi si ostina a guardare solo l'open perchè si scontra con casi reali trovando e fornendo soluzioni e non fantasie da forum.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon

    > > Wazz... controllato una per una ?

    > molte, basti che leggi un DPS e c'è scritto come
    > e quando fanno gli aggiornamenti delle macchine,
    > non serve essere un amministratore di quelle
    > macchine e da come mi hai risposto lo sai
    > anche tu

    > > Infatti di solito si affidano alle universita'.

    > l'unico software che visto prodotto da una
    > università ed in uso dagli enti fa pena, non
    > faccio nomi ma se hai esperienza capisci
    > subito qual'è.

    Non hai mai usato BSD ?

    > Sono esperimenti fatti a danno degli
    > enti, ecco cosa sono, non sono prodotti
    > finiti.

    Nella top 10 dei migliori scienziati italiani ci sono quasi tutti professori universitari.

    > > L'organizzazione e' l'universita', ma credi
    > > che i progetti iniversitari siano gestiti
    > > dai tesisti ??

    > non è gestita dai tesisti ma è svolta da
    > loro, il know-how se ne va con loro.

    Assolutamente no, forse non sai che l'universita' italiana collabora con molti progetti di ricerca con enti spaziali e industrie. Sono ricerche dipartimentali non certo legate al singolo studente.

    > Guarda che io sono sempre stato a favore di una
    > organizzazione statale che produca il software
    > alle PA, sto solo dicendo che o si fa con metodo
    > o è meglio lasciar perdere, le PA non sono cavie
    > da laboratorio. Se tu vai a vedere il settore
    > della ricerca universitaria sforna mille idee
    > ottime, ma il prodotto commerciale è sempre fatto
    > da un'azienda che fa business

    Quello che dico io e' proprio che andrebbe fatto con metodo, inoltre ritengo che mettere sopra qualche grosso dipartimento universitario basterebbe a far uscire dall'empasse l'amministrazione.
    Per fare una cosa del genere, come dici anche tu sotto: occorre risgrivere un bel po' di software, ma ritengo non sia nulla di impossibile; e' un peccato che manchi la volonta'.

    > > Che da' molte meno garanzie rispetto ad un
    > > progetto nazionale e pubblico.

    > Ti ripeto: sfondi una porta aperta, diciamolo a
    > Brunetta.

    > > Con i prodotti MS l'interoperabilita' non e'
    > > garantita ed il fornitore e' straniero di un
    > > paese di cui e' gia' stata provata la volonta'
    > > di accaparrarsi dati, due cose che non vanno
    > > molto d'accordo con pubblica amministrazione.

    > Ma di quale interoperabilità vai cianciando, un
    > client è un client punto e basta, è l'universo
    > del software che ci sta sopra il problema.

    Infatti, quello andrebbe riscritto.

    > Adesso ti dico io qual'è il problema: che
    > quando si parla di open nelle PA partono
    > sempre i sapientoni con le rivoluzioni
    > epocali che poi si traducono in 3 fesserie:
    > 1) client linux: impossibile perchè quasi
    > tutto il software gestionale è per windows
    > 2) openoffice: possibile solo in parte
    > perchè molti software gestionali hanno
    > esportazioni/importazioni solo da documenti
    > office
    > 3) firefox: possibile se non ci sono applicazioni
    > web-based che richiedo IE

    Quindi, appunto, si tratta di riscrivere un bel po' di codice. Penso sarebbe un buon investimento per il futuro e consentirebbe anche di una notevole svecchiata alle procedure.

    > il punto 2 e 3 viene già realizzato (per quanto
    > possibile) in molte PA, per il resto se si vuole
    > cambiare qualcosa ci vogliono pressioni dall'alto
    > per una modifica dei software gestionali.
    > Pensi di far business creando software per
    > piattaforma linux? fallo, ti auguro ogni bene
    > credimi, fammi sapere.

    Non penso di fare business, penso che per lo stato sarebbe un buon investimento per migliorare i propri sistemi e creare conoscienza locale nelle universita'.

    > > Per quello sarebbe ottimare sfruttare le rigide
    > > strutture universitarie.

    > l'università per la ricerca, 100 o 1000 impiegati
    > statali per la produzione ed assistenza. Non
    > farei fare sviluppo direttamente alle università

    Le universita fanno moltissimo sviluppo:
    http://www.polimi.it/ricerca-scientifica/dipartime.../

    > > Hai qualche caso da riportarci ?

    > Si, un amico di un assessore che voleva mettere
    > su un PC con linux e squid per 3000 euro perchè
    > era "open".

    > Un altra azienda propone software open a prezzi
    > esorbitanti di assistenza, il codice non è
    > scaricabile e minimamente documentato (non è
    > obbligatorio lo capisco ma ti fa capire su cosa
    > deve mantenersi: l'assistenza FORZATA). in questo
    > caso non ci sono di mezze conoscenze e parentele
    > ma è uno dei tanti casi dove la parola
    > open-source serve solo per farti open il
    > c..o

    Ti rispondo: BSD.

    > > Anche peggio, non guarda e va avanti sulla
    > > strada trattaciagli dal primo commerciale
    > > di passaggio che allunga un po' di soldi.

    > Il punto è che la gente che usa ANCHE il closed
    > secondo me è molto ma molto più furba da chi si
    > ostina a guardare solo l'open perchè si scontra
    > con casi reali trovando e fornendo soluzioni e
    > non fantasie da forum.

    Io non sto parlando di open o di closed, sto parlando di interoperabilita' (che consente di usare il SO che preferisci) e di riorganizzazione delle strutture.
    krane
    22544
  • Razza di bastardi, in USA siete riusciti a scamparla, ma qui avete trovato pane per i vostri denti!
    ruppolo
    33147
  • Non ti preoccupare, apple è il prossimo.
    non+autenticato
  • Apple (per fortuna) non ha una posizione dominante.
    Neppure sugli iPhone.
    non+autenticato
  • eh perche' la differenza e' solo quella.


    In realta' fanno schifo entrambe.
    Se l'entita' Apple fosse paragonata ad una persona sarebbe da rinchiudere in un manicomio e bisognerebbe gettare la chiave.

    Altroche' per fortuna ...
  • Con le politiche su app store e altre cosucce è molto a rischio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ma per favore...
    > Apple (per fortuna) non ha una posizione
    > dominante.
    > Neppure sugli iPhone.
    http://www.itespresso.it/antitrust-steve-jobs-dovr...

    Non direi proprio...
    Darwin
    5126
  • Olè!!!!
    non+autenticato