Mauro Vecchio

PROTECT IP Act, la lunga strada per il Senato

La Commissione di Giustizia approva all'unanimitÓ la proposta di legge che vorrebbe piegare certi siti web al volere dei signori del diritto d'autore. Le Internet company fanno scudo. RIAA e MPAA esultano. Si attende ora l'esito del Senato

Roma - Una votazione unanime, il cui esito è stato diramato dai rappresentanti della U.S. Senate Judiciary Committee: 18 senatori bipartisan hanno dunque promosso cum laude il già famigerato Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property (PROTECT IP Act). Ovvero il nuovo disegno di legge presentato dal chairman Patrick Leahy nell'ormai cruenta lotta alla condivisione selvaggia dei contenuti.

Sarà ora l'intero Senato a stelle e strisce a pronunciarsi, entro un periodo che non dovrebbe superare i due mesi. Una fase che si preannuncia caldissima, già infiammata da un acceso turbinio di critiche. A partire dalla possibilità offerta a qualsiasi soggetto privato - e dunque portatore di interessi - di ottenere una specifica ordinanza che porti successivamente alla chiusura di un determinato dominio illecito.

Il primo grande nemico del PROTECT IP Act è dunque il senatore democratico dell'Oregon Ron Wyden, pronto a bloccare sul nascere lo stesso trasferimento della legge in Senato. Wyden era già riuscito a farlo in relazione al tanto discusso Combating Online Infringement and Counterfeiting Act (COICA), di cui questo nuovo disegno sembra il figlio naturale. Secondo Wyden, la proposta del senatore Leahy calerebbe come una mannaia sull'intera economia del web.
Questo, in estrema sintesi, il punto cruciale: le predisposizioni del PROTECT IP Act garantirebbero ad aziende e soggetti privati la possibilità di prendere il controllo della Rete, silenziando sul nascere - e passando solo attraverso un giudice competente - tutti quei siti colti a violare il copyright. Il web correrebbe un grave rischio: veder sparire nel nulla tanti potenziali YouTube.

E contro il disegno di legge è intervenuta una schiera di Internet company, tra cui Google, eBay e Yahoo!. Proprio queste ultime si sono aggiunte ad alcune società di credito come American Express per cercare di fermare una proposta definita illiberale. Operatori del settore come Visa e Mastercard sarebbero in sostanza obbligate a tagliare tutti i ponti con i domini illeciti, bloccando di fatto qualsiasi canale sfruttato per il trasferimento di denaro, che venga elargito dagli utenti o dagli inserzionisti.

Lo stesso CEO di Google Eric Schmidt aveva sottolineato come il PROTECT IP Act porterebbe a disastrose conseguenze per la libertà d'espressione in terra statunitense. Motori di ricerca come quello made in Mountain View sarebbero infatti costretti ad eliminare qualsiasi risultato legato alla violazione del diritto d'autore. Come ad esempio Megaupload e RapidShare, che però vengono utilizzati anche con intenti pienamente legali.

C'è ovviamente grande soddisfazione da parte dei grandi signori del copyright, a partire dai vertici di RIAA e MPAA. Si tratterebbe di misure fondamentali per bloccare fenomeni illeciti come la pirateria e la contraffazione dei beni, che avrebbero portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro. Così come alla sparizione di milioni di dollari ai box office o tra le classifiche di Billboard.

Major ed etichette hanno dunque trovato appoggio in grandi gruppi mediatici come MLB Advanced Media, che è praticamente il braccio armato dello streaming web relativo agli eventi della Major League Baseball. Quello intrapreso dalla Commissione Giudiziaria del Senato sarebbe solo un primo, fondamentale passo. La battaglia è appena iniziata.

Mauro Vecchio
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86 Commenti alla Notizia PROTECT IP Act, la lunga strada per il Senato
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  • Boicottaggio.

    Finitela di piratare perfavore, non vinceremo mai perchè gli interessi in gioco sono troppi e continueranno su questa strada.
    Se invece NON CONSUMIAMO (e non scarichiamo) avranno poco da andare a piangere a destra e a manca chiedendo leggi assurdi i cui costi poi ricadono nel provider che ci aumenta pure l'abbonamento alla linea dati.
    Se non consumiamo si riorganizzano e trovano altri canali di distribuzione e potano i rami secchi.
    Ma cosa vi costa non scaricare e non comprare per un anno, cosa mai ci sarà di così imperdibile che non potete aspettare. Questi in un anno li mettiamo in ginocchio, li roviniamo, ma lo volete fare o no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > Boicottaggio.

    > Finitela di piratare perfavore, non vinceremo mai
    > perchè gli interessi in gioco sono troppi e
    > continueranno su questa strada.

    Dove sono le percentuali su chi scarica cosa e quanto ?
    Puoi dimostrare che e' vero che tanta gente scarica oppure e' semplice rumors messo in giro dai detentori di diritti allo scopo di ottenere vantaggi ?

    > Se invece NON CONSUMIAMO (e non scarichiamo)
    > avranno poco da andare a piangere a destra e a
    > manca chiedendo leggi assurdi i cui costi poi
    > ricadono nel provider che ci aumenta pure
    > l'abbonamento alla linea dati.

    Le due cose sono separate, cosa cambia che si consumi scaricando o meno ?
    Dove sono le statistiche ?

    > Se non consumiamo si riorganizzano e trovano
    > altri canali di distribuzione e potano i rami
    > secchi.
    > Ma cosa vi costa non scaricare e non comprare per
    > un anno, cosa mai ci sarà di così imperdibile che
    > non potete aspettare. Questi in un anno li
    > mettiamo in ginocchio, li roviniamo, ma lo volete
    > fare o no?
    krane
    21405
  • Fai quello che ti pare, mentre aspetti i numeri (giustamente è probabile che sia un rumor che la gente scarica) beccati sta proposta di legge e tutte quelle che ci sono state e verranno.
    Ti posso già anticipare cosa succederà in futuro: poichè leggi o non leggi si continuerà a scaricare visto che comunque ci si nasconde nella massa ("vuoi che becchino proprio me?"), aumenteranno le sanzioni a dismisura per fare da deterrente.
    Ma non solo, preparate le infrastrutture per fare filtri e filtrini, da voler bloccare contenuti piratati a passare ad altre cose si fa presto.
    non+autenticato
  • Vabbe', quando vuoi tornare ad una discussione basata su realismo, cifre e statistiche reali chiamami, ti lascio ad i tuoi voli pindarici.
    krane
    21405
  • - Scritto da: Lemon

    > Ma non solo, preparate le infrastrutture per fare
    > filtri e filtrini, da voler bloccare contenuti
    > piratati a passare ad altre cose si fa
    > presto.

    Visto che si fa presto ci dici anche come si fa tecnicamente ?
    non+autenticato
  • > Visto che si fa presto ci dici anche come si fa
    > tecnicamente
    > ?

    Forse non mi sono spiegato: oggi propongono leggi per bloccare i siti che diffondono materiale protetto da diritto di autore (lo faranno con dei mezzi tecnici? non so dimmelo tu), ottenuto questo passo possono estenderlo facilmente ad altre cose, per esempio "sito che ha diffuso informazione scomoda".
    I mezzi tecnici te li può spiegare meglio di me chi lavora in un grosso provider, immagino che ci siano varie tecniche, dalle più semplici come lo screening in base agli IP passando per blocchi DNS, hijacking ed arrivare ad analisi del protocollo applicativo.
    Esistono tecniche per raggirare questi controlli? si, ed esisteranno tecniche sempre più sofisticate per identificarli, è il solito discorso.
    Non credo che Tor sia attualmente alla portata di tutti e comunque troveranno un sistema anche per quello.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > > Visto che si fa presto ci dici anche come si fa
    > > tecnicamente ?

    > Forse non mi sono spiegato: oggi propongono leggi
    > per bloccare i siti che diffondono materiale
    > protetto da diritto di autore (lo faranno con dei
    > mezzi tecnici? non so dimmelo tu), ottenuto
    > questo passo possono estenderlo facilmente ad
    > altre cose, per esempio "sito che ha diffuso
    > informazione scomoda".

    Facendo diffondere le reti che non richiedono siti, tutto in clowd.

    > I mezzi tecnici te li può spiegare meglio di me
    > chi lavora in un grosso provider, immagino che ci
    > siano varie tecniche, dalle più semplici come lo
    > screening in base agli IP passando per blocchi
    > DNS, hijacking ed arrivare ad analisi del
    > protocollo applicativo.

    Che non serve a nulla, poiche' non e' in grado di distinguere tra un pacchetto criptato da vpn, ssh, https, gnunet, imule.

    > Esistono tecniche per raggirare questi controlli?
    > si, ed esisteranno tecniche sempre più
    > sofisticate per identificarli, è il solito
    > discorso.

    Il discorso e' che aggirare e' enormemente piu' facile che bloccare; a meno di spegnere internet bloccare è, allo stato pratico, impossibile.

    > Non credo che Tor sia attualmente alla portata di
    > tutti

    Certo che e' a portata di tutti, c'e' anche un apposito plughin per firefox che ti mette un pulsantino: attiva / disattiva tor, piu' facile di cosi'.

    > e comunque troveranno un sistema anche per
    > quello.

    Non c'e' ancora modo di bloccare tor, ma in conpenso sono gia' in sviluppo sistemi molto piu' evoluti come GnuNet.
    non+autenticato
  • > Che non serve a nulla, poiche' non e' in grado di
    > distinguere tra un pacchetto criptato da vpn,
    > ssh, https, gnunet,
    > imule.
    >

    A si? e secondo te come li prendono i pedofili che usano già queste tecniche che citi? se non sarà più possibile controllare il payload andranno a controllare gli end point, ci saranno gli infiltrati e tecniche d'indagine anzichè semplici filtri.
    Comunque vedremo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > > Che non serve a nulla, poiche' non e' in grado
    > di
    > > distinguere tra un pacchetto criptato da vpn,
    > > ssh, https, gnunet,
    > > imule.
    > >
    >
    > A si? e secondo te come li prendono i pedofili
    > che usano già queste tecniche che citi?

    Non si prendono.

    > se non
    > sarà più possibile controllare il payload
    > andranno a controllare gli end point, ci saranno
    > gli infiltrati e tecniche d'indagine anzichè
    > semplici
    > filtri.
    > Comunque vedremo.
    non+autenticato
  • >
    > Non si prendono.
    >

    Mi risulta diversamente, comunque ribadisco, lo vedremo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon

    > > Non si prendono.

    > Mi risulta diversamente, comunque ribadisco, lo
    > vedremo

    E come ti risulta ? Riguardo le metodologie intendo.
    krane
    21405
  • e' stato già accennato in merito alle considerazioni in bianco e nero, ma personalmente seguito a credere che in tutte le cose debbano esistere delle vie di mezzo e che gli estremismi (anche solo filosofici) siano da evitare; eliminare il copyright non ha senso, perché è di quello che vivono gli "artisti" (magari anche agiatamente, cosa che non è un problema, ma che testimonia solo il loro apprezzamento da parte dei "consumatori"); quello che eventualemente va o eliminato o, come minimo, ridotto è il controllo delle major sul processo di diffusione delle opere; vado a memoria (quindi magari le percentuali non sono esattissime, ma vale il concetto): l'artista percecipisce il 10% degli incassi, mentre i costi di distribuzione stanno intorno ad un altro 15-20% e le spese (materiali, stipendi, energia, ecc.) intorno al 25-30%, per un totale di circa il 50-60%; il resto? compensi esterni (tipo turnisti per la registraizone di musica), consulenze (avvocati), benefit (limousine, aerei aziendali), bonus (ai dirigenti, per il semplice fatto di esistere), pubblicità; come si riducono i costi? Esclusiva distribuzione via web e potatura dei rami secchi (consulenze, benefit, bonus) cioè di tutti quei costi inutili alla produzione e alla pubblicizzazione effettiva del prodotto finito; se consideriamo che la distribuzione vedrebbe i costi abbattuti, il costo finale si aggirerebbe su di un 50% di quello attuale. Con questo non voglio dire che la pirateria, che ha una giustificazione anche, ma non solo, nei costi dei prodotti finiti (cosa sa fare un attore che viene pagato decine di milioni per un film, solo perché magari è più simpatico di altri, mentre un artista della musica guadagna percentuali?) verrebbe resa inutile e quindi scomparirebbe, ma solo che verrebbero a cadere molte delle giustificazioni alla lotta della stessa da parte di quei parassiti (avvocati, dirigenti) appositamente pagati per combatterla e il cui lavoro e la cui inutile agiatezza, dai successi è mantenuta; è vero che le major vedono in quei costi (che superano sicuramente gli eventuali ricavi e le perdite effettive) qualcosa di necessario, almeno a livello di immagine ("non ve la facciamo passare liscia anche se spendiamo più di quello che guadagnamo, tanto non sono soldi nostri..."), ma è anche vero che la mentalità di chi deve lavorare davvero per comprare certi prodotti, cambierebbe, sapendo che i soldi spesi vanno a pagare solo i costi "veri"; poi è certo che ci saranno sempre i "braccini corti" che piuttosto che spendere soldi (che hanno) e per fare collezione di tutte le novità (non mi sognerei mai di scaricare ogni singolo film-novità; ho dei gusti e a quelli mi attengo) seguiterebbero nella loro apocalittica attività piratesca, ma anche ai tempi delle musicassette e dei film in VHS esisteva la pirateria (ricordo di aver visto a casa di un cugino più anziano il secondo Rambo: una vera schifezza, a livello di qualità di copia); regolamentare? Mi può andare bene; controllo della rete da parte dei detentori dei diritti? Assolutamente no; una soluzione al volo? Che i siti dove compaiono i link ai file paghino una percentuale dei ricavi pubblicitari ad un ente (a livello mondiale, magari sotto controllo ONU), che poi li distribuirà ai detentori dei diritti; le liti per stabilire le percentuali assegnate li terrà occupati notte e giorno, così smetteranno di voler comandare il mondo per i loro comodi.
  • - Scritto da: mikronimo
    > e' stato già accennato in merito alle
    > considerazioni in bianco e nero, ma personalmente
    > seguito a credere che in tutte le cose debbano
    > esistere delle vie di mezzo e che gli estremismi
    > (anche solo filosofici) siano da evitare;
    > eliminare il copyright non ha senso, perché è di
    > quello che vivono gli "artisti" (magari anche
    > agiatamente, cosa che non è un problema, ma che
    > testimonia solo il loro apprezzamento da parte
    > dei "consumatori");

    Questo è il tuo errore: i beni digitali non si "consumano". Non sono esauribili. Quindi, qualsiasi modello di vendita che li tratti come se fossero beni consumabili è sbagliato. E non sarebbe nemmeno possibile, se non esistesse il copyright (il prezzo dei beni digitali, in un libero mercato, tenderebbe a zero). Ecco perchè il copyright va abolito in toto: serve solo a creare una "scarsità artificiale" di beni digitali, che alla lunga è nociva per tutti.
    non+autenticato
  • Abbi pazienza, ma cavillare sulla terminologia non serve; il consumatore è e rimane colui che acquisisce un bene, indipendentemente da cosa esso sia; il punto è che una forma di compenso l'artista dovrà pure averla e quando parlo di copyright mi riferisco solo a quello; come potrebbe un musicista, una band, uno studio televisivo o cinematografico, sopravvivere senza i proventi del proprio lavoro? Non si tratta di buttare giù una strofetta o di girare con la propria videocamera un filmino artigianale; il lavoro professionale richiede costi e tempi che solo se auto-finanziati (cioè mettendo in circolo ciò che viene guadagnato con precedenti lavori o al limte convincendo una banca a finanziarci) sono sostenibili; quanti cantanti e attori hanno avuto la possibilità di farsi conoscere con youtube o hanno potuto far apprezzare il proprio stile di scrittori pubblicando gratuitamente degli scritti, togliendo tempo prezioso allo studio o al lavoro? Ma poi, solo dei contratti professionali hanno consentito loro di intraprendere una carriera vera in quel settore o in quell'altro, per il nostro piacere e divertimento; è questo e solo questo che deve fare il diritto d'autore: spese vive e compensi agli artisti; il resto fa parte di un sistema ecconomico che non mi piace e che serve a far arricchire inutili falliti (quando non dannosi); in post riferiti ad altre notizie simili, ho già chiarito come la penso in merito alla pirateria e chiarito che non sono ne contro ne a favore in maniera assoluta, perché entrambi i lati hanno ragione di esistere; serve una mediazione, perché la libertà assoluta è anarchia e il controllo assoluto tirannia, ed entrambi sono estremismi (filosofici), che danno svantaggi assoluti a qualcuno e vantaggi assoluti a qualcun'altro; la mediazione accontenta un po' tutti ed è la base della vera democrazia; da "fruitori" vogliamo avere accesso a contenuti digitali al costo più basso, ma non possiamo pretendere di non pagare MAI NESSUNO PER NIENTE; otterremmo solo una produzione limitata in quantità e qualità (quanto tempo ci impiegherebbe e con quali risultati un gruppo musicale a scrivere, arrangiare, mixare, ecc., un album di 10-12 pezzi, mentre lavora in ufficio o studia?). Un'ultima cosa: se si vuole avere il prodotto digitale gratis (piratato), dove il singolo pezzo scaricato legalmente costa un euro o meno e andare a vedere un film anche 3,5 euro, offerta del mercoledì, (già a suo tempo ho ragionato sull'eccezione di chi non lavora o studia e i soldi non ha neanche quelli...) mi sono sempre domandato perchè c'è gente che paga abbonamenti a megaupload (ma ce ne sono altri) per avere scaricamenti multipli e più veloci? Questa è la vera ipocrisia; se voglio scaricare gratis, non pagherò MAI nessuno; se posso pago l'originale, altrimenti aspetto tutto il tempo che serve per lo scaricamento; da sempre (cioè da quando compravo i dischi in vinile, perché non c'era altro) non ho mai fatto incetta di tutto quello che mi "piacicchiava", facendo accurata selezione; idem per i film (che poi, ad un certo punto, arrivano in tv gratis).
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    Modificato dall' autore il 29 maggio 2011 23.53
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  • Sono considerazioni giuste, ma ci vuole un bilanciamento tra i diritti degli autori ed editori, e quelli della collettività.
    Attualmente il sistema è totalmente sbilanciato a favore degli editori che possono tenere bloccata un'opera e lucrarci in pratica per sempre (fino a 70 anni dopo la morte dell'autore = in eterno).
    Riduciamo il copyright a 10-15 anni dalla data di prima pubblicazione: gli editori ci avranno lucrato tutto quello che possono, poi un'opera diventa patrimonio collettivo.
    Gli autori dopo se vogliono campare continuino a produrre, i loro eredi vadano a lavorare!
    Funz
    11230
  • questo è un perfetto esempio di sfumatura e non posso che essere daccordo.
  • - Scritto da: Funz
    > Sono considerazioni giuste, ma ci vuole un
    > bilanciamento tra i diritti degli autori ed
    > editori, e quelli della
    > collettività.
    > Attualmente il sistema è totalmente sbilanciato a
    > favore degli editori che possono tenere bloccata
    > un'opera e lucrarci in pratica per sempre (fino a
    > 70 anni dopo la morte dell'autore = in
    > eterno).
    > Riduciamo il copyright a 10-15 anni dalla data di
    > prima pubblicazione: gli editori ci avranno
    > lucrato tutto quello che possono, poi un'opera
    > diventa patrimonio collettivo.
    >
    > Gli autori dopo se vogliono campare continuino a
    > produrre, i loro eredi vadano a
    > lavorare!
    Con il progresso che internet a portato 1-5 anni dalla prima pubblicazione è più cha sufficienti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: obsoleti
    > - Scritto da: Funz
    [...]
    > > lavorare!
    > Con il progresso che internet a portato 1-5 anni
    > dalla prima pubblicazione è più cha
    > sufficienti.

    Giustissimo!
    Io toglierei proprio il copyright da alcuni tipi di libri, ad esempio le grammatiche.

    GT
  • > Abbi pazienza, ma cavillare sulla terminologia
    > non serve; il consumatore è e rimane colui che
    > acquisisce un bene

    Se lo acquisisce, diventa suo. Se compro un brano di musica, però diventa mio?

    > esso sia; il punto è che una forma di compenso
    > l'artista dovrà pure averla

    Dipende se vende una cosa che la gente vuole.

    > come potrebbe un musicista, una band, uno studio
    > televisivo o cinematografico, sopravvivere senza
    > i proventi del proprio lavoro?

    Esibizioni dal vivo, tanto per dirne una.

    Non si tratta di
    > buttare giù una strofetta o di girare con la
    > propria videocamera un filmino artigianale; il
    > lavoro professionale richiede costi e tempi che
    > solo se auto-finanziati (cioè mettendo in circolo
    > ciò che viene guadagnato con precedenti lavori o
    > al limte convincendo una banca a finanziarci)

    Ma quando un lavoro è già stato finanziato, lo rendi forse gratuito?
    Se un brano di musica ti è costato 10000, e in un mese incassa 15000, lo rendi forse di pubblico dominio?
    Se la risposta è "no", perchè credi che sia un tuo diritto sfruttarlo per tutto il tempo possibile, anche io riterrò giusto sfruttare il tuo lavoro senza pagarti.


    > Ma poi, solo dei contratti
    > professionali hanno consentito loro di
    > intraprendere una carriera vera in quel settore o
    > in quell'altro, per il nostro piacere e
    > divertimento;

    Non direi proprio. Se ho già avuto le loro opere con youtube, perchè mai dovrei cercare altre copie delle stesse opere?


    > basso, ma non possiamo pretendere di non pagare
    > MAI NESSUNO PER NIENTE; otterremmo solo una
    > produzione limitata in quantità e qualità

    Limitata, ma sufficiente.

    (quanto
    > tempo ci impiegherebbe e con quali risultati un
    > gruppo musicale a scrivere, arrangiare, mixare,
    > ecc., un album di 10-12 pezzi, mentre lavora in
    > ufficio o studia?)

    E allora? Nel frattempo, ascolteremo la musica che già esiste.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mikronimo
    > Abbi pazienza, ma cavillare sulla terminologia
    > non serve; il consumatore è e rimane colui che
    > acquisisce un bene, indipendentemente da cosa
    > esso sia;

    Esatto, "che acquisisce".
    E un bene acquisito diventa di proprieta' dell'acquirente che e' libero di farci l'uso che meglio crede, compreso smontarlo, riverniciarlo, prestarlo, rivenderlo, noleggiarlo, etc...


    > il punto è che una forma di compenso
    > l'artista dovrà pure averla e quando parlo di
    > copyright mi riferisco solo a quello;

    Il copyright non compensa l'artista ma l'editore.
    L'artista deve fare l'artista: suonare dal vivo.

    > come
    > potrebbe un musicista, una band, uno studio
    > televisivo o cinematografico, sopravvivere senza
    > i proventi del proprio lavoro?

    Suonando?
    Lo sai che io tutti i giorni vado a lavorare?
    Se non ci vado non vengo pagato, ecco come faccio a sopravvivere.
    I proventi del mio lavoro me li riconoscono solo se lavoro.


    > Un'ultima cosa: se si vuole
    > avere il prodotto digitale gratis (piratato),
    > dove il singolo pezzo scaricato legalmente costa
    > un euro o meno e andare a vedere un film anche
    > 3,5 euro, offerta del mercoledì, (già a suo tempo
    > ho ragionato sull'eccezione di chi non lavora o
    > studia e i soldi non ha neanche quelli...) mi
    > sono sempre domandato perchè c'è gente che paga
    > abbonamenti a megaupload (ma ce ne sono altri)
    > per avere scaricamenti multipli e più veloci?

    Perche' la gente vuole la comodita'.
    La tecnologia permette di ottenere i files con un click.
    Megaupload mette a disposizione il click e vuole soldi in cambio.
    Fallo anche tu: metti a disposizione un click e chiedi soldi in cambio.
    Se pagano megaupload, pagheranno anche te.

    > Questa è la vera ipocrisia; se voglio scaricare
    > gratis, non pagherò MAI nessuno;

    Infatti chi paga megaupload non e' colui che vuole scaricare gratis.
    Quello che vuole scaricare gratis e' uno che non ha fretta.
  • Il senatore Ron Wyden (D-OR) ha bloccato la proposta e adesso è richiesta una maggioranza qualificata di 60 senatori per essere approvata e passata ancora al vaglio del Congresso (http://www.pcworld.com/businesscenter/article/2288...).

    Il figlio bastardo del COICA sembra che sia stato soffocato nella culla.
    non+autenticato
  • Per fortuna ci sono ancora persone serie al mondo.
    Questo senatore Wyden meriterebbe una menzione d'onore e un ampio supporto anche da altri senatori/partiti/associazioni.

    Facciamoci sentire, il Web sono le persone, non le lobby.
    non+autenticato
  • ╚ tutto inutile, questi tentativi di censura sono solo uno spreco di denaro pubblico e risorse. Cari censori, ogni blocco che verrà imposto verrà scardinato. Il mondo marcio delle corporazioni dovrà adeguarsi o morire. Ci vorranno decenni e gli ultimi colpi di coda della bestia saranno i più micidiali, ricordiamoci che questi psicopatici sono capaci di tutto e faranno di tutto pur di mantenere i loro sporchi privilegi!!

    Il copyright verrà abolito.
    La categoria parassitaria degli intermediari scomparirà (videotecari e simili, fareste bene a cercarvi un vero lavoro finchè siete in tempo).

    L'evoluzione farà il suo corso e voi questo lo sapete bene, perciò ne vedremo delle belle!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > ╚ tutto inutile, questi tentativi di censura sono
    > solo uno spreco di denaro pubblico e risorse.
    > Cari censori, ogni blocco che verrà imposto verrà
    > scardinato. Il mondo marcio delle corporazioni
    > dovrà adeguarsi o morire. Ci vorranno decenni e
    > gli ultimi colpi di coda della bestia saranno i
    > più micidiali, ricordiamoci che questi
    > psicopatici sono capaci di tutto e faranno di
    > tutto pur di mantenere i loro sporchi
    > privilegi!!
    >
    > Il copyright verrà abolito.
    > La categoria parassitaria degli intermediari
    > scomparirà (videotecari e simili, fareste bene a
    > cercarvi un vero lavoro finchè siete in
    > tempo).
    >
    > L'evoluzione farà il suo corso e voi questo lo
    > sapete bene, perciò ne vedremo delle
    > belle!!

    SI, intanto vediamo che non capisci una mazza. Il resto almeno non
    svelarcelo. Faccelo gustare.
    non+autenticato
  • Non ventosa. Giusto per mettere a posto la citazione di The long and winding road dei Beatles.
    non+autenticato
  • mi hai precedutoCon la lingua fuori

    - Scritto da: Giandomenic o Puppa
    > Non ventosa. Giusto per mettere a posto la
    > citazione di The long and winding road dei
    > Beatles.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giandomenico Puppa
    > Non ventosa. Giusto per mettere a posto la
    > citazione di The long and winding road dei
    > Beatles.

    Ma lol! Non avevo notato.
    Ma è la strada che porta alla moschea di Sucate?A bocca aperta
    Funz
    11230
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: Giandomenico Puppa
    > > Non ventosa. Giusto per mettere a posto la
    > > citazione di The long and winding road dei
    > > Beatles.
    >
    > Ma lol! Non avevo notato.
    > Ma è la strada che porta alla moschea di Sucate?
    >A bocca aperta

    Proprio quella.
    C'era una bella videoteca a Sucate, e adesso che ha chiuso, sono venuti gli islamici e ci hanno fatto un kebab.
    Non hanno neanche cambiato l'insegna: c'e' ancora quella vecchia "Videotecari Sucate"
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