Mauro Vecchio

Se Internet guida la nuova rivoluzione industriale

La web economy avrebbe permesso al PIL mondiale di crescere del 3,4 per cento, garantendo in 15 anni un reddito pro-capite lievitato di 500 dollari. Al G8 francese è andato in scena il nuovo rapporto del McKinsey Global Institute

Roma - La rivoluzione economica guidata da Internet avrebbe maturato ritmi di crescita ormai elevatissimi, addirittura superiori a quelli scatenati dalla grande rivoluzione industriale dell'800. Così ha sentenziato un nuovo report pubblicato dalla grande società di consulenza McKinsey Global Institute, presentato in anteprima nel corso dell'ultimo vertice G8 che si è aperto in Francia.

Lo sfruttamento massivo della Rete avrebbe dunque permesso una crescita del 3,4 per cento nel Prodotto Interno Lordo di 13 paesi del mondo, ovvero i paesi dello stesso G8 più Brasile, Cina, India, Corea del Sud e Svezia. Grazie alle attuali possibilità offerte da Internet, questi paesi avrebbero osservato un aumento del PIL del 10 per cento circa negli ultimi cinque anni.

Sempre secondo il report, l'avvento di Internet avrebbe causato la perdita di 500mila posti di lavoro, ma allo stesso tempo permesso la creazione di 1,2 milioni di nuove opportunità professionali. Che si tratti di sviluppatori software, tecnici informatici, esperti in sicurezza. In altre parole, per ogni lavoro perduto Internet ne avrebbe offerti quasi 2,5.
Lo studio di McKinsey ha dunque analizzato più di 4.800 piccole e medie imprese in 12 paesi del mondo: quelle che utilizzano le tecnologie digitali crescerebbero più del doppio rispetto a quelle che ancora non hanno deciso di sfruttarle appieno. Addirittura il 75 per cento dell'impatto economico della Rete sarebbe scatenato da società tradizionali, ovvero non considerabili come Internet company.

Secondo il report, Internet avrebbe poi garantito un maggior livello di qualità della vita dei singoli cittadini dei cosiddetti paesi maturi. In circa 15 anni, il reddito pro-capite sarebbe aumentato di 500 dollari grazie alla Rete. Un risultato ottenuto dalla rivoluzione industriale in circa 50 anni. Il business legato al cloud computing porterà a profitti per circa 85 miliardi di dollari entro il 2015.

Chi guida questa rivoluzione? Secondo l'istituto, gli Stati Uniti avrebbero garantito circa il 30 per cento dei profitti globali legati ai servizi Internet. A crescere sono India e Cina, mentre il contributo del Belpaese - tra il 2004 e il 2009 - si è assestato intorno al 12 per cento del PIL globale. La Svezia è la nazione che ha contribuito di più alla crescita di un Pianeta ormai dentro il profondo web.

Mauro Vecchio
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30 Commenti alla Notizia Se Internet guida la nuova rivoluzione industriale
Ordina
  • quel 12% e' il contributo di internet alla CRESCITA del PIL del paese, non del valore del PIL e tanto meno del PIL globale; questo viene chiarito leggendo nel testo l'esempio sul Regno Unito oppure il grafico precedente relativo al solo 2009 dove si nota ancora di piu' dove non sia la svezia o i BRIC ad essere di troppo in questo elenco (d'altra parte, se cosi' non fosse e credessimo all'autore dell'articolo, la somma di quei valori per tutti i paesi dovrebbe fare al piu' cento).
    in ogni caso, questo report rappresenta, se ancora ce ne fosse bisogno, un ulteriore campanello d'allarme per l'economia italiana dei prossimi 15-30 anni ma credo sia piu' controproducente che altro un articolo di questo tipo. un giornalista serio dovrebbe o lasciar perdere di scrivere su questioni che non conosce (perche' qui fondamentalmente si parla di economia e di sviluppo non di tecnologia), o se proprio lo vuole scrivere informarsi per bene ed evitare di ripetere pedissequamente (e magari non sbagliando) tre cifrette ma essere un po' critico e fornire qualche punto di vista... altrimenti dove sta il senso della professione?
    non+autenticato
  • Arricchisce pochi eletti. Cioé dirigenti, banchieri, speculatori di borsa e qualche migliaio di dipendenti.

    In tasse non fa arrivare quasi niente perché aprono le sedi dove conviene.

    Per ogni lavoro perso ne nascono due, ma dove e con quale stipendio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Arricchisce pochi eletti. Cioé dirigenti,
    > banchieri, speculatori di borsa e qualche
    > migliaio di
    > dipendenti.
    >
    > In tasse non fa arrivare quasi niente perché
    > aprono le sedi dove
    > conviene.
    >
    > Per ogni lavoro perso ne nascono due, ma dove e
    > con quale
    > stipendio?

    Sbagli. Pensa a tutta la vendita di connessioni, servizi, ecc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Un lettore
    > Sbagli. Pensa a tutta la vendita di connessioni,
    > servizi,
    > ecc.

    Sbaglio così a priori senza che mi mostri dei dati?
    I servizi c'erano anche prima, la differenza è che ora sono centralizzati, molte volte gratuiti e richiedono meno personale.
    Tipo l'agenzia di viaggi, prima dovevi andare di persona. Ora basta un sito, guardi le offerte, prenoti e ti arriva il biglietto a casa. Un sito può in teoria sostituire tutte le agenzie di viaggi d'Italia. Quindi togliere lavoro a chi ci lavora, ma anche a quelli che stampano i dépliant, quelli che ne curano l'impostazione grafica ecc...

    La vendita di connessioni? Mi parli di quelli che stanno nei call center sotto pagati e ti chiamano a casa mentre magi? Fra l'altro molti di questi adesso vedranno la concorrenza dei call center in Albania.
    Oppure le dittarelle che vengono una volta nella vita a metterti la linea? Di solito arriva un ragazzo sui 20 anni cacciavitaro che sino al giorno prima guidava la moto scureggiona. Tutto lì quello che viene creato di lavoro?
    non+autenticato
  • > Sbaglio così a priori senza che mi mostri dei
    > dati?

    Sei tu che devi mostrarli.

    > I servizi c'erano anche prima, la differenza è
    > che ora sono centralizzati, molte volte gratuiti
    > e richiedono meno

    Gratuiti non significa che non portino introiti grazie a banner sponsorizzazioni ecc. Anche Google lo usi gratis ma la società ha un fatturato immenso.

    > Tipo l'agenzia di viaggi, prima dovevi andare di
    > persona. Ora basta un sito, guardi le offerte,
    > prenoti e ti arriva il biglietto a casa. Un sito
    > può in teoria sostituire tutte le agenzie di
    > viaggi d'Italia. Quindi togliere lavoro a chi ci
    > lavora, ma anche a quelli che stampano i

    E creare nuovi posti di lavoro: sviluppo web, gestione tecnologie, design, marketing, pubblicità...

    > dépliant, quelli che ne curano l'impostazione
    > grafica

    Servono più creativi oggi che ieri.

    > La vendita di connessioni? Mi parli di quelli che

    No ti parlo dei provider e dei miliardi di euro in canoni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Un lettore
    > > Sbaglio così a priori senza che mi mostri dei
    > > dati?
    >
    > Sei tu che devi mostrarli.

    Non mi pare proprio, io commentavo i dati dell'articolo che parlava di PIL mondiale e dei lavori creati/persi. Non dicevo sono giusti o sbagliati. Ma che così non dimostrano molto.
    Sei tu invece che dici "sbagli". Sbaglio cosa?

    > Gratuiti non significa che non portino introiti
    > grazie a banner sponsorizzazioni ecc. Anche
    > Google lo usi gratis ma la società ha un
    > fatturato
    > immenso.

    Certo ma a chi la vendi questa pubblicità se la disoccupazione aumenta?
    Quanti servizi vengono dati gratis solo per attirare più utenti per il search? Servizi gratis che però tagliano le gambe a quelli tradizionali che invece li vendevano. Pensiamo solo alle mappe.

    Questo è un discorso che so benissimo dare fastidio. Perché a tutti piacciono i servizi gratuiti.
    Ma mi ricordo che anni fa dei miei amici americani avevano fatto il mutuo per la casa senza dover dare garanzie. E io dicevo "Ma mi sembrano una cosa folle per chi vi dà i soldi". Loro "Ma no! non è come in Italia! Qui è diverso". Sì sì tutto bello e poi si è vista la crisi che è venuta fuori con gente che non riusciva a pagare il mutuo e milioni di sfratti.
    Anche questo delle aziende IT per me è un mondo che prima o poi scoppierà. Tutti che fanno soldi con la pubblicità, ma chissà per quanto tempo ancora.

    > E creare nuovi posti di lavoro: sviluppo web,
    > gestione tecnologie, design, marketing,
    > pubblicità...

    Il sito web richiede meno dipendenti per fare il sito. Creare e stampare migliaia di copie, avere tipografi, graficici, distribuirle, avere i dipendenti in agenzia e ne puoi aprire tante sul territorio ecc.. crea più posti.
    Per quanto riguarda il marketing e la pubblicità pensi che non ci fossero prima?

    > No ti parlo dei provider e dei miliardi di euro
    > in
    > canoni.

    E ovviamente i miliardi di soldi vengono distribuiti tra i dipendenti come in una cooperativa.
    Eh quante volte sento i dipendenti dei provider dire: cavolo mi stanno aumentando lo stipendio ogni mese e continuano ad assumere!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: Un lettore
    > > > Sbaglio così a priori senza che mi mostri dei
    > > > dati?

    > > Sei tu che devi mostrarli.

    > Non mi pare proprio, io commentavo i dati
    > dell'articolo che parlava di PIL mondiale e dei
    > lavori creati/persi. Non dicevo sono giusti o
    > sbagliati. Ma che così non dimostrano
    > molto.
    > Sei tu invece che dici "sbagli". Sbaglio cosa?

    > > Gratuiti non significa che non portino introiti
    > > grazie a banner sponsorizzazioni ecc. Anche
    > > Google lo usi gratis ma la società ha un
    > > fatturato immenso.

    > Certo ma a chi la vendi questa pubblicità se la
    > disoccupazione aumenta?
    > Quanti servizi vengono dati gratis solo per
    > attirare più utenti per il search? Servizi gratis
    > che però tagliano le gambe a quelli tradizionali
    > che invece li vendevano. Pensiamo solo alle
    > mappe.

    > Questo è un discorso che so benissimo dare
    > fastidio. Perché a tutti piacciono i servizi
    > gratuiti.

    > Ma mi ricordo che anni fa dei miei amici
    > americani avevano fatto il mutuo per la casa
    > senza dover dare garanzie. E io dicevo "Ma mi
    > sembrano una cosa folle per chi vi dà i soldi".
    > Loro "Ma no! non è come in Italia! Qui è
    > diverso". Sì sì tutto bello e poi si è vista la
    > crisi che è venuta fuori con gente che non
    > riusciva a pagare il mutuo e milioni di
    > sfratti.
    > Anche questo delle aziende IT per me è un mondo
    > che prima o poi scoppierà. Tutti che fanno soldi
    > con la pubblicità, ma chissà per quanto tempo
    > ancora.

    > > E creare nuovi posti di lavoro: sviluppo web,
    > > gestione tecnologie, design, marketing,
    > > pubblicità...

    > Il sito web richiede meno dipendenti per fare il
    > sito. Creare e stampare migliaia di copie, avere
    > tipografi, graficici, distribuirle, avere i
    > dipendenti in agenzia e ne puoi aprire tante sul
    > territorio ecc.. crea più posti.

    Io proporrei di sostituire l'allevamento con la caccia alle bestie nelle foreste a mani nude, sai quanti posti di lavoro apri ?
    E poi potremmo eliminare le macchine agricole per creare altri posti di lavoro, in modo che per coltivare un campo dove attualmente si usa il trattore servano di nuovo centinaia di persone.
    krane
    22544
  • > Sei tu invece che dici "sbagli". Sbaglio cosa?

    A dire che Internet toglie.
    Anzi in realtà tu dici che il gratuito toglie, che l'evoluzione
    tecnologica toglie.
    Lo dici come convinzione senza forse conoscenza tecnica
    in merito. Vedi l'esempio dei depliant, dei siti che richiederebbero meno personale, delle mappe gratuite. Ma quel che è gratis non è ecessariamente privo di guadagno, altrimenti dovresti dire che le tv gratuite tolgono alle pay tv. Si tratta solo di nuovi modelli di business.
    non+autenticato
  • Quello è un noto troll che diceva che le connessioni a banda larga sono inutili e levano via i lavoro è proponeva connessioni lentissime e pochi siti web per i servizi essenziali.
    Sgabbio
    26178
  • > Certo ma a chi la vendi questa pubblicità se la
    > disoccupazione
    > aumenta?

    A chi produce beni materiali

    > Quanti servizi vengono dati gratis solo per
    > attirare più utenti per il search? Servizi gratis
    > che però tagliano le gambe a quelli tradizionali
    > che invece li vendevano. Pensiamo solo alle
    > mappe.

    Ottimo! Così, le mappe saranno gratis.

    >
    > Questo è un discorso che so benissimo dare
    > fastidio. Perché a tutti piacciono i servizi
    > gratuiti.
    >
    > Ma mi ricordo che anni fa dei miei amici
    > americani avevano fatto il mutuo per la casa
    > senza dover dare garanzie. E io dicevo "Ma mi
    > sembrano una cosa folle per chi vi dà i soldi".
    > Loro "Ma no! non è come in Italia! Qui è
    > diverso". Sì sì tutto bello e poi si è vista la
    > crisi che è venuta fuori con gente che non
    > riusciva a pagare il mutuo e milioni di
    > sfratti.

    Il mutuo mica è gratis. Cosa c'entra come esempio?


    > Anche questo delle aziende IT per me è un mondo
    > che prima o poi scoppierà.

    Vero

    > Tutti che fanno soldi
    > con la pubblicità, ma chissà per quanto tempo
    > ancora.

    Proprio perchè durerà poco, cerchiamo di sfruttarlo al massimo ficnhè c'è.

    Mi offrono un sacco di roba gratis? Mi scarico tutto! Quando il sito chiuderà, avrò ormai tutto al sicuro sul mio hard disk.


    > Il sito web richiede meno dipendenti per fare il
    > sito. Creare e stampare migliaia di copie, avere
    > tipografi, graficici, distribuirle, avere i
    > dipendenti in agenzia e ne puoi aprire tante sul
    > territorio ecc.. crea più
    > posti.

    E più spreco di lavoro e di risorse.
    Chi lavorava in tali settori andrà a fare lavori più utili.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Arricchisce pochi eletti. Cioé dirigenti,
    > banchieri, speculatori di borsa e qualche
    > migliaio di dipendenti.

    Porta anche un notevole indotto di costruzione, trasporto e vendita di materiale informatico, posa di cavi, scrittura di software.

    > In tasse non fa arrivare quasi niente perché
    > aprono le sedi dove conviene.

    Questo non puo' che portare, alla lunga, all'emanazione di leggi a valore mondiale finalmente !

    > Per ogni lavoro perso ne nascono due, ma dove
    > e con quale stipendio?

    Non credo che la situazione sia peggiore di quella delle industrie che si spostano in cina, anzi...
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > Porta anche un notevole indotto di costruzione,
    > trasporto e vendita di materiale informatico,
    > posa di cavi, scrittura di
    > software.
    >

    La vendita di materiale informatico sta andando malissimo, è un bagno di sangue.
    Anche la scrittura del software non crea tanti posti di lavoro. Google e Microsoft insieme che sono le più grosse nel mondo messe insieme superano appena i 100'000 dipendenti.
    Per le imprese che hanno bisogno di programmatori molte delegano tutto ad aziende indiane.
    In Italia cosa crea? Quegli sfigati che fanno i sitarelli per quattro soldi e vanno a riparare i computer.
    Il PIL da noi sta crollando, la disoccupazione aumenta, proprio in un periodo in cui Internet si sta imponendo, magari meno rispetto ad altri paesi, però anche da noi sono stati venduti milioni di abbonamenti ADSL e 3G.
    La verità è che il lavoro che richiede manodopera per creare prodotti viene spostato all'estero.
    Quello che richiede manodopera in Italia per costruire infrastrutture (palazzi, posa dei cavi ecc..) viene dato agli stranieri.
    L'industria dei servizi grazie a Internet ha bisogno di meno dipendenti, quei pochi vengono sottopagati (call center) e magari spostati anche all'estero (India per UK e Stati Uniti, Albania per l'Italia).
    non+autenticato
  • Togliere l'accesso a Internet significa danneggiare le aziende. Credo che le società dei paesi dove leggi simili sono state proposte dovrebbero intentare una class-action.

    Per ogni utente cui viene negato l'accesso si perde infatti un potenziale fruitore di siti, servizi, software, hardware e banner e ce lo insegnano le major: questi sono chiaramente mancati guadagni!!!Sorride
    non+autenticato