Sotto accusa i filtri web di Symantec

Secondo Peacefire il software dell'azienda pensato per filtrare i contenuti "dannosi ai minori" che navigano in rete, mettono al bando una serie di siti innocui. E Symantec se la prende

Web (internet) - Come giudicare un prodotto pensato per filtrare dalla navigazione web certi siti a contenuto "esplicito" e che invece ne filtra molti, moltissimi, che non rappresentano in alcun modo rischi per i pur giovani utenti della rete? Questo si chiede Peacefire, organizzazione da sempre attiva nell'esaminare e mettere all'indice quelli che chiama "censorware", ovvero software specializzati nella censura online.

Secondo Peacefire, la metà dei siti censurati dal software I-Gear di Symantec non presentano contenuti adulti o comunque contenuti che possono essere ritenuti "offensivi" e destinati ad essere censurati. Bennett Haselton, il 22enne che nel 1996 fondò Peacefire "per sostenere il libero accesso alla rete", ha dichiarato a Wired: "Questo dimostra fino a che punto si può arrivare a censurare i minori di 18 anni senza porre sufficiente attenzione nell'esame degli strumenti utilizzati". "Se Symantec, ha detto, ha deciso di non pagare un proprio operatore per dieci dollari l'ora per fare quello che ho fatto io (cioè esaminare i link. ndr) vuol dire che a loro non interessa migliorare il prodotto".

In pratica Haselton ha sviluppato un softwarino con il quale ha esaminato la lista dei siti "banditi" dal software, scoprendo che una grande quantità di quelli classificati come "pornografici" non erano affatto tali. E poiché sul sito di Peacefire Haselton ha pubblicato la lista dei siti nonché il software di decrittazione di I-Gear, la reazione di Symantec non è andata al merito della vicenda ma, come spesso accade, si è tradotta in una azione di pressione sul provider di Peacefire affinché chiuda quelle pagine...
Non è escluso che la vicenda finisca in tribunale, e al centro ci sarà ancora una volta il "reverse engineering" compiuto da Haselton, pratica che è già sotto accusa da parte dell'industria dei DVD e delle majors di Hollywood per "la questione DeCSS".

Tra i siti individuati da I-Gear come pornografici ce ne è uno di uno studente che si è divertito a comporre immagini di un viso partendo dalle foto del viso delle modelle Claudia Schiffer e Cindy Crawford. Un altro sono i capitoli quattro e sei di Ascesa e declino dell'Impero romano e un altro ancora, piuttosto clamoroso, riguarda una pagina interamente scritta in Latino.
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