Il wi-fi si avvia verso il crash

Lo dicono gli esperti di Forrester che prevedono un'offerta wireless molto superiore alla richiesta. Aziende in pericolo. Intanto in Vietnam apre la prima zona wi-fi

Roma - Gli operatori che intendono investire nell'accesso wireless a banda larga wi-fi dovranno fare molta attenzione. Sui loro risultati pesano infatti le previsioni degli esperti di Forrester che equiparano gli attuali investimenti in hotspot di connessione wi-fi a quanto diede vita alla bolla speculativa della new economy, che quando è scoppiata ha causato danni a non finire.

"Gli accessi delle WLAN pubbliche - scrivono i gufi della società di ricerca - costituiranno il prossimo crollo per le dot-com". "Riteniamo - spiegano - che molti dei soldi che oggi vengono investiti in WLAN che offrono accesso, come quelle nei bar, sulle spiagge, negli hotel o negli areoporti, nei treni, negli autobus o alle fermate della metro - siano soldi buttati. Per dirla semplicemente, problemi di base sul numero di device wi-fi utilizzati nonché la poca propensione dell'utente a pagare significativamente per un accesso internet di questo tipo limiterà il numero di utenti WLAN ben al di sotto delle potenzialità dei network. In più, i costi altissimi per fornire broad band agli hotspot ucciderà molti di questi business".

Secondo Forrester, inoltre, nel 2008 non useranno gli hotspot wi-fi più di 7,7 milioni di persone, un numero ben al di sotto delle speranze degli operatori. Cresceranno invece i costi per gli operatori.
Gli esperti ritengono che in Europa, dove si guarda al wi-fi con grande interesse, se si considera il numero di coloro che possiedono un computer portatile si scopre che solo un utente informatico su dieci ne possiede uno. E questo numero non crescerà che del 16 per cento da qui al 2008. Se a questo poi si aggiungono problemi di sicurezza, questioni di licenze e di accordi di roaming tra gli operatori, allora si ha un quadro che, secondo Forrester, garantisce come le WLAN saranno sotto-utilizzate molto a lungo.

In un quadro totalmente diverso, però, giunge l'annuncio della creazione del primo hotspot wi-fi in Vietnam. L'operatore di telecomunicazioni di stato, VDE, ha infatti annunciato l'avvio dei primi accessi wireless ad Hanoi, la capitale del Vietnam. Un hotspot che è frutto della collaborazione della divisione locale di Intel.
39 Commenti alla Notizia Il wi-fi si avvia verso il crash
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  • vorrei sentire l'esperienza diretta di qualcuno che ha provato a mettere su una rete wi-fi...

    io l'ho creata a casa collegando 2 portatili e 2 pc fissi e condividendo anche una connessione adsl.

    risultati pietosi....

    certo se i pc sono vicini tutto ok ma se si passano i 10m oppure se si gira un muro meglio lasciar perdere...

    boh


    non+autenticato
  • > certo se i pc sono vicini tutto ok ma se si
    > passano i 10m oppure se si gira un muro
    > meglio lasciar perdere...

    Infatti credo che la quasi totalità di questi sedicenti fanatici sia gente che il Wi-Fi non l'ha mai visto, nè a mai letto molto in proposito.

    Io cito solo che da uno dei maggiori operatori nel campo wireless italiano hanno tutto calbato in sede! A mia domanda, come mai, la risposta è stata "non ci fidiamo abbastanza".
    Non aggiungo altro!
  • da come lo hanno impostato non credo avra' molto successoTriste

    vogliono tenere i costi alti... avranno pochi clienti IMO

    devono fare un abbonamento flat, devono concedere l'interoperabilita' degli hot-spot, se non riescono a diffonderlo non rientreranno mai con le spese grazie ai 4-5 disposti a spendere di piu'

    tanto per l'e-mail c'e' la scheda gprs/umts che almeno e' piu' indipendete

    cosi' come lo stanno impostando diventera' solo un valore aggiunto di qualche locale (naviga mentre bevi il caffe, naviga mentre ....) o un modo per evitare cavi poco estetici in casa e sicuramente un modo per risparmiare quando si deve istallare una rete negli uffici, ottimo per le istituzioni quali universita' e licei che ne potranno approfittare per risparmiare in costi di ricablazione vari e offrire un accesso maggiore agli studenti da tutte le aule comuni e di studio

    ma commercialmente? devono fare una flat altrimenti la vedo dura (ma a quel punto devono fare la flat anche per gprs/umts.......
  • Sulla flat sono d'accordo anch'io, ma che sia una flat a prezzi ragionevoli, altrimenti tanto vale.
  • > devono fare un abbonamento flat, devono
    > concedere l'interoperabilita' degli
    > hot-spot,

    Cosa intendi esattamente in termini pratici per interoperabilità e come la implementi, sempre sul pratico?
  • ma nessuno parla di elettrosmog!

    già con tutti i soldi che investono, figuriamoci se si potrebe parlare anche di questo.

    della nuova legge che toglie di fatto i poteri per il controllo dell'elettrosmog alle ASL per passarlo ad una società specializzata in questo tipo di misure.

    purtroppo il nome della società non me lo ricordo, ma mi riscordo che è controllata da Telecom, wind & C con Mediaset. bello no?

    cosi adesso stabiliscono le aziende cosa è bene o male per la nostra salute.

    Signori ci siamo! dopo gli imperi, le monarchie e le republiche adesso è arrivato lo StatoAziendale... cose alla blade runner sono dietro l'angolo....

    ciao
    a tutti
    roberto

    non+autenticato
  • > ma nessuno parla di elettrosmog!
    >
    > già con tutti i soldi che investono,
    > figuriamoci se si potrebe parlare anche di
    > questo.

    Guarda che la potenza degli apparati Wi-Fi è molto bassa!!!
    Fa più "inquinamento" il cellulare che hai in tasca!
  • A tutt'oggi non è provato alcunchè sui presunti effetti dannosi dei campi elettromagnetici. Gli studi continuano in tutto il mondo ma finora non sono state portate evidenze sperimentali chiare sulla questione. Malgrado ciò c'e' chi in Italia riesce a farsi delle rendite di posizione sulla questione
    fondando il consenso sul terrore di un'acritica e disinformante propaganda sensazionalistica dei media.
    Come diceva Goebbels che di propaganda se ne intendeva una bugia ripetuta mille volte su un giornale è destinata a diventare verità di popolo.
    Ormai in Italia il consenso si guadagna solo terrorizzando i cittadini e costringendoli ignavi, impauriti, ad affidare il proprio futuro alla Cassandra di turno che cerca di spiccare il volo tra "gli eletti dal popolo" con il carico di privilegi e notorietà a cui essi hanno diritto.
    Terrore dell'immigrato, del diverso, del pedofilo, della catastrofe prossima ventura, alluvioni, effetto serra, elettrosmog, paura della morte, criminalità. Ogni forma di terrore organizzato ha il suo sponsor ed il suo vate pronti a rassicurare le ansie dei cittadini dopo aver abilmente soffiato sul fuoco. Il gioco non cambia di molto anche se cambiano i nomi degli attori, Bossi, i Verdi, Pecoraro, Fini, chiesa cattolica tutti uniti appassionatamente per farsi paladini delle ansie della gente, ansie montate in maniera piu o meno pretestuosa.

    Ritornando all'"elettrosmog" (sic!), a questo indirizzo sono disponibili delle FAQ che permettono di approfondire la questione nei termini reali e chissà possono offrire lo spunto per non accontentarsi della minestra amorevolmente riscaldata per noi dai media interessati ma cercare semplicemente di capirne qualcosa di più senza troppi mediatori "pelosi".

    http://web.tiscali.it/comore/campiem/radiofaq.html

    Tra l'altro le FAQ riportano la situazione degli studi epidiemologi sugli effetti dei campi elettromagnetici ssulla salute umana che qui riporto in calce:

    2.6: Sono stati fatti studi epidemiologici?
    Uno studio epidemiologico confronta alcuni indici relativi a particolari malattie in due gruppi di persone che differiscono (idealmente) solo per il fatto di essere state esposte all'agente di cui si intende studiare gli effetti (i campi elettromagnetici, in questo caso). Potendo studiare un gran numero di persone nella situazione di reale esposizione, uno studio epidemiologico ben condotto permette di verificare la pericolosita' di un agente al di la' di ogni ipotesi su come questo produca i danni osservati.
    E' pero' difficile condurre uno studio di questo tipo, soprattutto se si sospetta che l'agente produca malattie rare (come la leucemia infantile), o non si abbia idea di che particolare malattia cercare. Occorre seguire gruppi di persone molto grandi, tipicamente almeno molte decine di migliaia di persone, e utilizzare particolari cautele per garantire che i due gruppi siano davvero uguali per ogni altro aspetto. Occorre inoltre stabilire prima dello studio cosa si vuole cercare, e i criteri in base ai quali si determina l'esposizione.

    Sulla popolazione generale, sono stati condotti due grossi studi in cui si e' esaminato l'occorrenza di diversi tipi di tumori in persone che vivevano a varia distanza da ripetitori televisivi, rispettivamente in Inghilterra (Dolk et al, 1996) e in Australia (Hocking et al, 1996).

    Dolk ha inizialmente trovato un aumento di leucemie attorno ad una singola stazione TV, ma, ripetendo lo studio su un gran numero di ripetitori, non ha trovato complessivamente nessun aumento di leucemie, dell'adulto o infantili, tumori cerebrali, cancro alla vescica o tumori alla pelle.

    Hocking ha eseguito uno studio "ambientale" (senza misurare i campi a cui la gente era effettivamente esposta, ma stimandoli in base alla distanza dall'antenna), non trovando variazioni nel tasso di tumori, con l'eccezione di un aumento di leucemie infantili. Il lavoro e' stato ripetuto in modo piu' accurato sulla stessa popolazione da McKenzie et al. (1998), che hanno trovato un debole aumento di leucemie infantili nelle vicinanze di un singolo ripetitore, ma non in tutti gli altri. Inoltre l'aumento risale a prima che le trasmissioni TV venissero irraggiate 24 ore al giorno.


    Una rassegna di tutti gli studi epidemiologici esistenti e' stata recentemente effettuata da Elwood (1999). La conclusione e' che, sebbene alcuni studi mostrino una correlazione tra esposizione e alcuni tumori, queste correlazioni sono deboli (e quindi probabilmente dovuti a fluttuazioni statistiche), inconsistenti, (studi differenti mostrano risultati opposti riguardo a tumori specifici), e nel complesso non mostrano assolutamente un aumento del rischio con l'esposizione. La bassa qualita' di alcuni studi e' una probabile causa delle correlazioni trovate, ed in alcuni casi sono evidenti errori (bias) che portano ai risultati visti. Tutti questi studi, pero', non coinvolgono un numero di persone sufficienti a determinare in modo affidabile eventuali effetti deboli.

    In conclusione: gli studi epidemiologici mostrano che esposizioni a campi di intensita' comprese tra 0.002 e 0.1 W/mq non producono significativi aumenti dei tumori considerati. Sporadici risultati positivi sono dovuti a fluttuazioni statistiche e/o errori metodologici. Non siamo pero' in grado di escludere effetti deboli.

    2.7: Sono stati fatti studi su lavoratori esposti?
    I cosidetti studi occupazionali cercano una correlazione tra l'esposizione di lavoratori a campi elettromagnetici e varie malattie. In principio questi studi possono essere molto accurati, perche' la popolazione e' ben definita, e' possibile determinare la quantita' di radiazione assorbita, e seguire la storia clinica di queste persone. Purtroppo la maggior parte degli studi occupazionali pubblicati mostra grosse carenze. In particolare spesso si utilizza solamente l'occupazione come indice dell'esposizione, e non vengono fatte misurazioni della quantita' di onde radio a cui i lavoratori sono stati effettivamente esposti.
    Solamente tre lavori sono stati condotti in modo accurato (Robinette et al, 1980; Hill, 1988; Milham, 1988), e altri tre in modo accettabile. Nessuno di questi lavori mostra aumenti nel numero totale di tumori o in particolari tipi di tumori. Uno studio molto citato (Szmiligelski, 1996) indica un aumento di tumori nei militari polacchi esposti a onde radio. Questo studio non e' accettabile secondo i criteri dati sopra (non indica come sono state valutate le esposizioni), e contiene errori metodologici gravi.

    In conclusione, gli studi epidemiologici condotti in modo accettabile mostrano che i lavoratori esposti professionalmente a onde radio non mostrano aumenti significativi di tumori.



    Saluti scettici

    Nasoblu4

  • > In conclusione, gli studi epidemiologici
    > condotti in modo accettabile mostrano che i
    > lavoratori esposti professionalmente a onde
    > radio non mostrano aumenti significativi di
    > tumori.
    >
    > Saluti scettici
    >
    > Nasoblu4


    Vorrei tanto mettere tua figlia a lavorare sotto le antenne di Radio Vaticana.

    Davvero. Ci terrei. Sai che bello spettacolo vederla lavorare felice in quell'oasi di benessere??
    E se le dovessero prendere dei mal di testa, non c'è problema. Le diamo la Cibalgina o il Moment che in pubblicità dicono che agiscono subito!!
    E se per caso le venisse la leucemia, cosa vuoi, non possiamo sapere a cos'era dovuta.

    Tanti auguri a tua figlia; se non è ancora venuta al mondo ti auguro di averla presto e di mandarla all'asilo sotto un traliccio dell'alta tensione.

    E se mai ti chiederà: "Papà, perché io ho questa malattia e i miei amici dell'asilo corrono e stanno bene?".

    Beh, tu dille: "Ma gioia mia, non c'erano studi provati che dicessero che i campi elettromagnetici fanno male".

    Giusto per ricordartelo, ricordi i processi degli anni 80 in cui le multinazionali dicevano: "non ci sono prove che il fumo faccia male".... eppure una manica di "stolti" pensava che il fumo facesse male.

    Oggi:
    15 luglio 2000 - I giudici di Miami hanno deciso: le multinazionali del tabacco sono responsabili dei danni alla salute dei fumatori. E devono pagare la somma più alta mai concessa da un tribunale per un risarcimento: 145 miliardi di dollari, qualcosa come 300.000 miliardi di lire.


    Auguri a tua figlia
    non+autenticato
  • Se sei tanto preoccupato dei campi elettromagnetici comincia a togliere tutti gli apparecchi elettrici da casa tua.
    non+autenticato
  • ...l'unico futuro per il Wi-Fi sia come alternativa all'ultimo miglio.

    L'unica cosa è organizzarlo.

    Altrimenti fa la fine dei soliti giochini per chi butta i soldi (della ditta/azienda/contribuendi) dalla finestra (vedi wap, UMTS, GPRS).....

    Ancora la lezione degli sms (disponibili a tutti, per pochi soldi) non è stata recepita.... chissà quando accadrà....
    SymoPd
    1581
  • > Ancora la lezione degli sms (disponibili a
    > tutti, per pochi soldi) non è stata
    > recepita.... chissà quando accadrà....
    Si, ma gli SMS costano agli operatori meno dell'1% del costo che ti fanno pagare; gli costa di più, in termini di traffico, quando cambi cella...
    non+autenticato
  • Se investissero di più nel cablaggio ADSL e fibra ottica, invece di una rete wi-fi che ha potenzialità decisamente più scarse.....

    Tanto per non subire un' altra fonte di emissioni elettromagnetiche sulla nostra testa.


    Ribelle
    non+autenticato

  • > Se investissero di più nel cablaggio ADSL e
    > fibra ottica, invece di una rete wi-fi che
    > ha potenzialità decisamente più scarse.....

    finalmente un commento sensato
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Se investissero di più nel cablaggio ADSL
    > e
    > > fibra ottica, invece di una rete wi-fi che
    > > ha potenzialità decisamente più
    > scarse.....
    >
    > finalmente un commento sensato

    L'unica cosa che in italia non manca sono i cavi!
    Siamo pieni di cavi di tutti i tipi e tutti potenzialmente vettori di rete!
    Il vero problema sono i "Gestori" e la loro cronica incapacità di utilizzare modelli di business innovativi.
    Tutti "copiano" il modello del concorrente e la questione si esaurisce lì.
    Questo vale anche per il wireless.
    Qualcuno forse si è dimenticato il "fido" (il cosiddetto cellulare urbano) ma Roma e Milano sono già "cablatissimi" (si fa per dire parlando di wireless) e l'infrastruttura fu predisposta in occasione del lancio del "fido" il quale fu un colossale "buco nell'acqua" grazie alla insipienza di telecom con grande dispendio di soldi (nostri) e risultato zero grazie alla politica ebete delle tariffe e l'incapacità di costruire una offerta decente.

    La infrastruttura si presterebbe benissimo anche per il wifi.
    Ma scommettiamo che farà la stessa fine.... anzi sicuramente Telecom si è già "dimenticata" di averla e tornerà a spendere barche di soldi (sempre i nostri) per rifare tutto daccapo.

    Il problema da noi (italia) più che la mancanza di infrastrutture è la mancanza di manager con le p..le!

    Si tratta in realtà di politici totalmente incompetenti non di manager orientati all'accrescimento della competitività delle aziende.

    Simili considerazioni si possono fare per il Socrate (fibra ottica) e via elencando....... serve altro per capire?
    bah!
    non+autenticato
  • 1° si era già ipotizzato di utilizzare l'infrastruttura dect per il Wi-Fi ma in molti, a mio parere giustamente, hanno posto il problema che in questo modo telecom avrebbe un vantaggio di partenza irrecuperabile che ammazzerebbe letteralmente la concorrenza;
    2° la rete Dect non può essere utilizzata perchè presente in luoghi non confinati (il che va contro con l'attuale normativa)
    3° il cablaggio è un'operazione costosissima che non può sempre garantire rientri (anche se ragionare in quest'ottica in una situazione di monopolio non è esattamente corretto);
    4° secondo me Fido è fallito per l'inaspettato successo riscosso dalla telefonia cellulare non per errate politiche di prezzo (o almeno non solo per quello)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > 1° si era già ipotizzato di utilizzare
    > l'infrastruttura dect per il Wi-Fi ma in
    > molti, a mio parere giustamente, hanno posto
    > il problema che in questo modo telecom
    > avrebbe un vantaggio di partenza
    > irrecuperabile che ammazzerebbe
    > letteralmente la concorrenza;

    Stronzate! il costo degli apparati wifi è talmente basso che città come seattle sono "cablate" dalle comunità spontanee wifi e dalle cosiddette "personal telco"....

    Ciò che rende dispendiosi gli investimenti della telecom e di altri operatori sono l'incompetenza e le procedure farraginose nonchè la malsana abitudine a "complicare il semplice attraverso l'inutile".

    Telecom come altri operatori "non domina" cioè non conosce direttamente le tecnologie che stanno alla base del proprio business.

    Quindi non è in grado di praticare tale business in modo efficente.

    Tutte le tecnologie sono in mano ai fornitori e telecom non fa altro che commissionare progetti a questo o a quello....
    Ho passato molto tempo in telecom a fare consulenza e conosco per esperienza diretta il problema.

    > 2° la rete Dect non può essere utilizzata
    > perchè presente in luoghi non confinati (il

    > che va contro con l'attuale normativa)
    > 3° il cablaggio è un'operazione costosissima
    > che non può sempre garantire rientri (anche
    > se ragionare in quest'ottica in una
    > situazione di monopolio non è esattamente
    > corretto);
    > 4° secondo me Fido è fallito per
    > l'inaspettato successo riscosso dalla
    > telefonia cellulare non per errate politiche
    > di prezzo (o almeno non solo per quello)

    Fido è fallito non per "l'inaspettato" successo ma per l'assenza di una politica di vendita e tariffaria con un minimo di senso.
    Fido potrebbe funzionare anche ora se fosse conveniente!
    Peccato che non lo sia mai stato...
    E non cerchiamo di giustificarla sempre col costo degli impianti...
    Gli impianti con questa tecnologia hanno costi risibili rispetto a quelli GSM!!!!

    Bisogna proprio ringraziare Telecom e le Gasparrate dei politici di turno se siamo in una situazione dove la competizione non esisiste e dove si fa di tutto per mantenere il mercato in mano ai soliti 2 o 3 noti (anzi notissimi!)...

    Dare la rete costruita coi soldi pubblici in mano ai colaninni e ai tronchetti (di natale) invece che metterla a disposizione su base "non discriminatoria" al mercato (telecom compresa) era troppo complicato vero??
    Ma lascia perdere va!
    non+autenticato
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