Mauro Vecchio

Russia, bagni pubblici a prova di bomba

Le autorità della città di Mosca vorrebbero introdurre delle cabine speciali, che riescano a contenere una detonazione interna. Una curiosa misura anti-terrorismo

Roma - A rivelarlo in esclusiva è stato un articolo apparso tra le pagine online del quotidiano russo The Moscow Times: le autorità della città di Mosca avrebbero intenzione di adottare una nuova - certamente inusuale - misura anti-terrorismo. Un vero e proprio bagno pubblico a prova di esplosione.

La curiosa cabina è stata dunque presentata nel corso dell'ultima edizione dell'expo Chisty Gorod - in inglese, Clean City - tenutasi nella stessa Mosca. Una latrina a prova di bomba, che riuscirebbe a contenere dall'interno l'improvvisa detonazione di un ordigno letale. La sua consistenza fibrosa sarebbe anche capace di mantenere una piacevole temperatura interna.

E non solo. Qualora un soggetto dovesse rimanere per più di 30 minuti all'interno del bagno, uno specifico servizio di emergenza verrebbe contattato in automatico dal sistema centralizzato della cabina stessa. L'obiettivo annunciato dalle autorità cittadine è la progressiva sostituzione di tutti gli attuali 262 bagni pubblici presenti per le strade.
C'è chi ha sottolineato come l'idea troverà certamente l'appoggio del primo ministro Vladimir Putin, che già nel 1999 aveva minacciato le meno ortodosse azioni di terrorismo. "Se il troveremo in un bagno, li uccideremo all'interno della cabina stessa". Si spera che il sistema assorba anche altre tipologie di detonazioni.

Mauro Vecchio
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3 Commenti alla Notizia Russia, bagni pubblici a prova di bomba
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  • Mi spiegate che c'azzecca con l'informatica? A bocca storta
    non+autenticato
  • ...anche altre tipologie di detonazioni."

    ahahahhaahahA bocca aperta +1 solo per questo!
    non+autenticato
  • Al di là delle battute scontate, nel paese dei film di Pierino, er Monnezza e altri piacevoli ed eleganti icone, viene spontaneo chiedersi quanto costino in più rispetto a dei semplici bagni pubblici, pur curati e "tecnologici" come usano negli ultimi anni.
    Mi chiedo se non si possa cambiare un po' questo modo di ragionare: spesso siamo di fronte a gente che mette bombe perché patisce una vita difficile da parte (a torto o ragione) di chi subisce l'attentato. Se si spendesse il denaro delle misure militari e di difesa per migliorare la vita di queste persone, forse abbatteremmo il rischio di attentati e staremmo tutti un po' meglio. Non è l'idea di un sognatore, è lo stesso concetto che espresse un senatore repubblicano (un falco, mica un pacifista) all'indomani della fine dell'occupazione dell'Afghanistan da parte dell'URSS. "Se non aiutiamo questo paese a ricostruirsi, finanziandolo come facemmo con l'Europa e il piano Marshall del dopo guerra, prima o poi avremo avremo un problema".
    Al congresso decisero di tagliare i fondi. Ora stanno pagando, con interessi da strozzino, un decennale intervento militare che ha messo in ginocchio il debito nazionale USA.
    Decennale! Sembra di essere tornati al medioevo e alle guerre dei Trent'anni.
    non+autenticato