Mauro Vecchio

Di uccelli, Vespe e Oscar del web

Assegnati a New York gli ultimi Webby Awards: vincono Angry Birds e i siti ufficiali di Vespa e Vogue. Il computer IBM Watson è la nuova persona dell'anno. Un riconoscimento anche alla rivolta egiziana

Roma - Appena cinque parole a testa, per ringraziare tutti alla 15esima edizione annuale degli ormai celeberrimi Webby Awards. Gli alti rappresentanti della International Academy of Digital Arts and Sciences hanno dunque assegnato gli ultimissimi Oscar della Rete, tra gli ormai soliti lustrini da star e quel pizzico d'impegno apprezzato da chi vive Internet per lottare.

"Persona dell'anno. Ironico". Così ha commentato la voce gracchiante di Watson, l'ormai noto computer IBM che è riuscito a battere i migliori giocatori umani al quiz televisivo Jeopardy. Una macchina che ha ricevuto il titolo di Persona dell'anno.

A stracciare gli avversari sono stati anche gli uccelli adirati di Angry Birds, il titolo sviluppato da Rovio che ha conquistato le annoiate attenzioni dei giocatori mobile di mezzo mondo. "Beccatevi questo, maiali", ha dichiarato sul palco il creatore Peter Vesterbacka.
Onori anche per il web tricolore: il sito ufficiale di Vespa è riuscito a battere quelli di case automobilistiche del calibro di Mercedes e Nissan, piazzandosi primo su 16mila domini Internet nella sezione People's Voice per la categoria Automotive. Mentre a Vogue è andato il titolo del miglior sito di moda al mondo: "A volte, i geek possono essere chic", ha ringraziato la sua direttrice Anna Wintour.

Non sono mancate le polemiche, quando Dan Savage - premiato per il progetto It Gets Better Project, network a sostegno delle più giovani comunità omosessuali - ha sfruttato le sue cinque parole per provocare la star di 30 Rock Tracey Morgan, già impelagatosi in alcune dichiarazioni anti-gay.

Il lato impegnato del web ha infine riconosciuto gli sforzi collettivi dei manifestanti egiziani, che hanno sfruttato i social network per veicolare il dissenso nei confronti dell'ex-presidente Hosni Mubarak. Un premio anche al servizio Ushahidi, lanciato per mappare la violenza scoppiata a seguito delle elezioni del 2008 in Kenya. "Ingiustizia, oppressione: socialmedia uguale rivoluzione". Altre cinque parole per dire grazie alla Rete.

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