Claudio Tamburrino

Francia, pensieri filtranti?

Torna l'idea di un filtraggio digitale generalizzato, si mormora oltralpe, anche se con un progetto che appare ancora allo stato embrionale

Roma - Un nuovo controverso decreto francese sembra sia in discussione presso il Consiglio Nazionale dell'informatica: si parla di potere discrezionale di censura per vari ministeri.

L'idea, stavolta, è quella di costituire una Grande Muraglia Linea Maginot dando la possibilità agli enti governativi di bloccare specifiche URL semplicemente sospette, senza bisogno di una supervisione giudiziaria o uno scrutinio pubblico.

La strada per creare una liste noire di siti proibiti in Francia è stata avviata con la Loi d'Orientation et de Programmation pour la Sècuritè Intèrieure (LOPPSI): proprio la previsione di un sistema privo dell'intervento di un giudice per effettuare un blocco aveva aizzato le polemiche precedenti alla sua votazione in aula, senza tuttavia arrivare a fermare la sua approvazione.
Cavallo di Troia per la sua accettazione da parte dei parlamentare i pericoli che la rete nasconde per l'infanzia: il filtro dovrebbe infatti riguardare, almeno teoricamente e almeno inizialmente, solo quei siti con contenuti pedopornografici.

Ora, tuttavia, l'organizzazione che si batte per i diritti online La Quadrature du Net e il sito Internet PC INpact avrebbero scovato una bozza di decreto che darebbe a molti ministeri il potere di censurare contenuti online ritenuti dannosi o comunque un pericolo non solo per i minori ma anche per la salute, l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale: definizioni decisamente ampie e vaghe che hanno più che preoccupato gli osservatori francesi.

Base normativa del nuovo potere concesso ai dicasteri, tuttavia, non sarebbe stavolta LOPPSI ma l'articolo 18 della legge per l'economia digitale del 21 giugno 2004.

Claudio Tamburrino
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