Cristina Sciannamblo

USA, se un post vale un lavoro

FTC ha autorizzato le aziende a indagare sui profili social dei potenziali dipendenti per ottenere informazioni aggiuntive sulle loro vite. Ma si teme che simili criteri di selezione possano penalizzare i candidati

Roma - Usare Facebook sul posto di lavoro, è noto, potrebbe procurare qualche problema per i dipendenti, soprattutto se ci si lascia andare a commenti sui propri colleghi o capi. Ma l'influenza dei social network potrebbe arrivare a definire le sorti di intere carriere professionali. La Federal Trade Commission (FTC) statunitense ha autorizzato la startup Now Social Intelligence Corp., impegnata nella ricerca di informazioni personali via social media per conto delle aziende, a proseguire la propria attività, rilevando che si tratta di attività compatibili con il Fair Credit Reporting Act.

Che succederà, dunque, se i potenziali datori di lavoro riusciranno a risalire a fotografie che documentano dettagli della vita privata dei potenziali assunti e che, magari, sono state messe online senza che i diretti interessati ne fossero al corrente? Ciò che desta più preoccupazione nella decisione di FTC è l'arco temporale entro il quale gli "ispettori" aziendali potranno muoversi: 7 anni. Ciò significa che una ricerca sui contenuti pubblicati su Facebook, Twitter, Flickr e blog, risalenti anche a 5, 6, fino a 7 anni prima, potrebbe rappresentare un criterio di selezione durante il colloquio di lavoro.

Geoffrey Andrews, COO Social Intelligence, tiene a precisare che i dettagli rintracciati e considerati negativi sono mantenuti nei file personali, ma non vengono riutilizzati se a eseguire la ricerca è un nuovo datore di lavoro. "Anche se immagazziniamo informazioni fino a 7 anni - spiega Andrews - non le riutilizziamo per i nuovi report. Per il nostro regolamento e gli obblighi sanciti dal Fair Credit Reporting Act, stiliamo i nuovi report sulla base di una nuova ricerca, così da assicurare le più accurate e aggiornate informazioni. Archiviamo dati per mantenere una catena di tracce che sia verificabile nel caso le informazioni fossero richieste per ragioni legali".

Sono numerosi gli osservatori a notare quanto sia discutibile l'attendibilità dei profili personali registrati sui network sociali come criterio di selezione sul posto di lavoro. Esistono persone che lavorano duro e che, allo stesso tempo, amano divertirsi anche in modo sfrenato. L'ultima parola, dunque, spetterà all'acume e all'attenzione che i manager adotteranno nel giudicare le immagini prelevate da un album di Facebook.
Cristina Sciannamblo
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33 Commenti alla Notizia USA, se un post vale un lavoro
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  • Basta semplicemente avere due profili: il pirmo serio dove pubblichi praticamente nulla, cancelli i post di amici molesti e sei un santo, il secondo che usi invece per rimorchiare zoccole e per organizzare incontri con amiche, vicine e tutte quelle che ti vuoi fare...per certa gente però questo è troppo difficile da comprendere...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio pasticcio
    > Basta semplicemente avere due profili: il pirmo
    > serio dove pubblichi praticamente nulla, cancelli
    > i post di amici molesti e sei un santo, il
    > secondo che usi invece per rimorchiare zoccole e
    > per organizzare incontri con amiche, vicine e
    > tutte quelle che ti vuoi fare...per certa gente
    > però questo è troppo difficile da
    > comprendere...
    E secondo te quanto ci mette fessbuk a mettere in relazione i due profili?
    :D
    non+autenticato
  • e come dovrebbe fare? se non usi i tuoi veri dati personali, se hai nei due profili amici diversi e non comuni, se non metti foto o comunque le metti private e le fai vedere solo a chi vuoi tu...certo, potrebbero fare un controllo incrociato e vedere ip comuni con profili comuni e zone comuni da dove ci si è collegati, ma sarebbe di tante persone, e poi a noi basta che non ci scoprano le aziende, le mogli o le fidanzate ;P, che lo sappia Facebook o più probabilmente che lo sospetti, a me cosa me ne frega?A bocca aperta Io per non sbagliare ho un profilo e basta, senza foto, quindi potrei anche essere un tuo parente o il tuo vicino di casa e non lo saprai mai...a proposito, fai attenzione a tua moglie o alla tua fidanzata, non si sa mai ;P (scherzo eh, non avrtela a male)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio pasticcio
    > e come dovrebbe fare? se non usi i tuoi veri dati
    > personali, se hai nei due profili amici diversi e
    > non comuni, se non metti foto o comunque le metti
    > private e le fai vedere solo a chi vuoi
    > tu...certo, potrebbero fare un controllo
    > incrociato e vedere ip comuni con profili comuni
    > e zone comuni da dove ci si è collegati, ma
    > sarebbe di tante persone, e poi a noi basta che
    > non ci scoprano le aziende, le mogli o le
    > fidanzate ;P, che lo sappia Facebook o più
    > probabilmente che lo sospetti, a me cosa me ne
    > frega?A bocca aperta
    Effettivamente niente, finchè non sarà fessbuk a VENDERE i TUOI dati, auguri...A bocca aperta
    non+autenticato
  • Se dovesse vendere i miei dati falsi, al massimo qualcuno li potrebbe pagare con soldi veriA bocca aperta, ma di certo a me problemi non me ne creerebbe, basta usare la tecnologia e non farsi usare da leiSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio pasticcio
    > Se dovesse vendere i miei dati falsi, al massimo
    > qualcuno li potrebbe pagare con soldi veriA bocca aperta, ma
    > di certo a me problemi non me ne creerebbe, basta
    > usare la tecnologia e non farsi usare da lei
    >Sorride
    quale parte di "mettere in relazione i tuoi profili" ti era sfuggita?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Beh quella che fino a quando ne hai uno solo come me, per giunta con informazioni fittizie, difficilmente possono risalire alla vera persona reale. Posso capire avessi commesso un reato o un crimine, altrimenti difficilmente si prenderebbero la briga di tracciare uno qualunque, contando il fatto che anche l'email è stata creata all'uopo...
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • c'è la fila agli uffici di collocamento e nelle agenzie interinali di persone che hanno voglia di lavorare e ne hanno estremo bisogno.
    E' palesemente giusto, che chi cazzeggia su facciabuco o qualsiasi altro sitarello che non ha nulla a che fare con il lavoro che sta svolgendo, venga buttato fuori a calci in culo.
    Lasciamo spazio a chi ha seriamente voglia di lavorare.
    non+autenticato
  • Tipo chi scrive commenti qui Occhiolino
  • Che dire, tanti saggi della Rete l'avevano preannunciato. E siamo proprio solo all'inizio...

    Che qualcuno diventi un pizzico piu' consapevole delle controindicazioni dei 'social network'?

    magari si..
    non+autenticato
  • Io vado controcorrente e posso solo segnalare i vantaggi della scelta che feci anni fa di essere completamente trasparente, invece che tentare di nascondere il più possibile.
    E' infatti ovvio che nascondere le cose diventerà sempre più difficile, mentre attrezzarsi e imparare a gestire la propria immagine nonostante tutto è la soluzione migliore (ma richiede molta esperienza, e quindi è meglio iniziare presto).
    Dovunque io abbia lavorato (anche e soprattutto in Italia), i vari manager erano al corrente delle mie attività/passioni extralavorative (tipo partecipare ai festival di metal estremo) e mai la cosa è stata un problema.
    Anzi, più si è trasparenti più è facile finire a lavorare con manager con i quali si ha più compatibilità caratteriale, che aiuta non poco a lavorare bene.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Lussemburg hese
    > Io vado controcorrente e posso solo segnalare i
    > vantaggi della scelta che feci anni fa di essere
    > completamente trasparente, invece che tentare di
    > nascondere il più
    > possibile.
    Non vedo il tuo nome e indirizzo...A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Lussemburg hese
    > E' infatti ovvio che nascondere le cose diventerà
    > sempre più difficile,

    Questa frase è l'ennesima conferma che il problema non è Facebook (il sito in sè, intendo), non è l'FTC che decide questo o quell'altro, e non sono i manager che decidono quanto e come considerare il materiale trovato in rete. E' la testa bacata della gente che vive non per vivere, ma per pubblicare sui social network quel che fa, come se fosse qualcosa di obbligatorio nel 2011 (lo fanno tutti, potranno mica essere tutti stupidi no? Anch'io! Anch'io!)

    Che vuotume, ragazzi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Lussemburg hese
    > Io vado controcorrente e posso solo segnalare i
    > vantaggi della scelta che feci anni fa di essere
    > completamente trasparente, invece che tentare di
    > nascondere il più
    > possibile.
    > E' infatti ovvio che nascondere le cose diventerà
    > sempre più difficile, mentre attrezzarsi e
    > imparare a gestire la propria immagine nonostante
    > tutto è la soluzione migliore (ma richiede molta
    > esperienza, e quindi è meglio iniziare
    > presto).
    > Dovunque io abbia lavorato (anche e soprattutto
    > in Italia), i vari manager erano al corrente
    > delle mie attività/passioni extralavorative (tipo
    > partecipare ai festival di metal estremo) e mai
    > la cosa è stata un
    > problema.
    > Anzi, più si è trasparenti più è facile finire a
    > lavorare con manager con i quali si ha più
    > compatibilità caratteriale, che aiuta non poco a
    > lavorare
    > bene.


    Dato che, a meno tu non sia un veggente, NON sai con chi avrai a che fare, dalla persona che sta dietro l'angolo quando camini per strada a colleghi, sottoposti e superiori in azienda, la trasparenza (ossia l'onestà) è un'arma a doppio taglio, nel senso peggiore del termine, ossia di tagli sia da una parte che dall'altra!

    Non è che esternando la tua passione per il metal estremo ti affideranno un manager con la maglietta dei Necrodeath, anzi, potresti benissimo trovarne uno a cui non frega nulla o che, per idee e/o ignoranza sua, vede la cosa di cattivo occhio e i concerti li finisci a fare nella stazione della metro col cappellino per le offerte!

    Bisogna essere in 2 per apprezzare l'onestà, altrimenti meglio un po' di sana tattica da servizi segreti... anche Assange voleva essere trasparente... ma Zio Sam non ha apprezzatoOcchiolino
    non+autenticato
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