Claudio Tamburrino

App Store per tutti?

Primo parere del giudice contrario a Apple: il rischio di confondere gli utenti non è così evidente

Roma - Apple rischia di veder diventare generico il suo "App Store": il primo giudice chiamato a valutarne la capacità distintiva rispetto a negozi di applicazioni concorrenti, infatti, sembra orientato a non ritenere esservi nell'impiego del termine da parte di un concorrente come Amazon il rischio di confondere il pubblico.

Nel tentativo di difendere il termine "App Store" dal processo di generalizzazione e dall'uso indiscriminato per indicare un qualsiasi negozio digitale di applicazioni, Apple ha inviato una serie di lettere di diffida: se le più piccole aziende chiamate in causa, come la startup che si occupa di open source Amahi, hanno immediatamente ottemperato alle richieste non avendo le risorse finanziarie per affrontare una causa legale con Cupertino, Amazon ha reagito e il caso è finito in tribunale. E da qui la tesi di Apple sembra iniziare a scricchiolare.

Secondo il commento espresso il giudice distrettuale Phyllis Hamilton "probabilmente negherà ad Apple l'ingiunzione preliminare", con la richiesta che Amazon non impieghi più il termine "app store", dal momento che non si riscontrerebbe "alcuna prova di reale confusione creata dall'utilizzo del termine da parte di Amazon".
C.T.
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