Claudio Tamburrino

USA: l'ISP la dica tutta

Si discute al Congresso di chiarezza nelle informative degli ISP. Anche perché al momento c'è grande confusione sulla velocità del servizio che l'utente si trova ad acquistare

Roma - Anna Eshoo, rappresentante della California al Congresso degli Stati Uniti, è l'autrice di una proposta di legge per far chiarezza sull'effettiva velocità di connessione offerta dagli ISP agli utenti. Che troppo spesso è troppo distante da quella promessa.

In Italia la questione è stata affrontata con un meccanismo di auto-monitoraggio della linea con valore di certificato, misurainternet.it. Negli Stati Uniti la deputata Eshoo ha ora proposto di obbligare gli operatori a passare ai possibili clienti tutte le necessarie informazioni sulla propria rete 4G, per rendere la scelta il più coscienziosa possibile: velocità minima garantita, stabilità e copertura.

"La mia proposta di legge - ha spiegato la relatrice - è molto semplice: prevede di stabilire linee guida per la comprensione da parte degli utenti della reale velocità 4G offerta e che agli utenti vengano sottoposte tutte le informazioni necessarie a scegliere tra servizi concorrenti".
Gli ISP sono intervenuti contro la proposta di legge, in particolare sottolineando che le connessioni wireless sono intrinsecamente complicati e legate ad un ambiente dinamico per cui la loro velocità dipende fortemente da una grande varietà di fattori".

Anche se tutto questo è vero, in ogni caso la confusione generata dall'attuale situazione è evidente: Sprint riferisce di offrire con la sua connessione 4G (anche se per i canoni ITU dovrebbe essere di 100 Mbps minimo) una velocità di download compresa tra i 3 e i 6 Mbps; Verizon parla di connessione LTE tra i 6 e i 12 Mbps; T-Mobile di HSPA+ con velocità di download compresa tra 3 e 7 Mbps.

Claudio Tamburrino
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