Cristina Sciannamblo

Olimpiadi, a Londra si condivide online

La Commissione Olimpica Internazionale autorizza e incoraggia gli atleti a postare le proprie esperienze a mezzo social media. Purché non sia fatto a scopi commerciali. Si volta pagina rispetto alle Olimpiadi di Pechino

Roma - Paese che vai, Olimpiadi che trovi. Se l'accesso alla Rete agli ultimi Giochi Olimpici di Pechino è stato costantemente filtrato dalle autorità cinesi, con un certo beneplacito da parte della Commissione Olimpica Internazionale, ora quest'ultima ha autorizzato gli atleti che prenderanno parte alle prossime Olimpiadi di Londra a cinguettare liberamente purché ciò non avvenga per scopi commerciali.

L'International Olympic Committee (IOC) si è ispirata alle linee guida fornite dalla Commissione Olimpica Australiana che incoraggiano gli atleti a condividere le loro esperienze sportive sui social media attraverso post e tweet, purché siano scritti in prima persona, secondo uno stile lontano dal resoconto giornalistico. Qualora i contenuti presentino un linguaggio scurrile o immagini per adulti, i responsabili della pubblicazione potrebbero incorrere nell'espulsione dalla competizione.

La decisione della IOC affonda le proprie radici nell'esperienza cinese del 2008, durante la quale molti atleti sono finiti nella stretta morsa della censura di Pechino che ha duramente setacciato i contenuti prodotti dagli olimpionici pronti per la pubblicazione sul Web.
La trasmissione di video e audio ripresi in diretta dalla pista rimane vietata: ammessi, invece, tutti i contenuti registrati fuori dalle gare ufficiali. La rigidità nelle disposizioni sulla proprietà intellettuale risponde al cospicuo guadagno percepito dalla vendita dei diritti relativi ai media online e alla televisione.

Cristina Sciannamblo
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