Cristina Sciannamblo

Microsoft stacca la spina al risparmio energetico

Redmond manda in pensione Hohm, il software per aiutare a risparmiare sui consumi. La decisione arriva dopo la recente chiusura di PowerMeter da parte di Google. Ma l'impegno per l'ambiente continua, dice BigM

Roma - Mai essere distratti sui movimenti di mercato compiuti dalla concorrenza. E così, se Mountain View ha recentemente deciso di archiviare Google PowerMeter, anche Microsoft si appresta a salutare Hohm, software ideato per favorire il risparmio energetico in ambito domestico, concepito come risposta proprio al PowerMeter di BigG.

Poca reattività da parte del mercato nel recepire il prodotto: questa è la ragione per la quale Redmond, dopo due anni di vita, ha scelto di staccare la spina a Hohm. Secondo quanto riportato sul blog ufficiale di BigM, la risposta di clienti e partner a Microsoft Hohm sarebbe stata incoraggiante solo durante il periodo beta. Gli utenti potranno continuare a fruire del servizio fino al 31 maggio 2012.

L'azienda ha così deciso di concentrare altrove i propri sforzi concernenti la salvaguardia ambientale. Redmond, infatti, ha specificato che continuerà a impegnarsi nella realizzazione di tecnologie volte alla tutela del Pianeta.
Secondo gli osservatori, la decisione di bloccare lo sviluppo non rappresenta una sorpresa per coloro che seguono l'andamento dell'uso dei prodotti legati al risparmio domestico. Hohm, infatti, sottoponeva gli utenti a un questionario provvisto di oltre 200 domande in base alle quali il software, una volta elaborate le risposte, indicava le soluzioni migliori per risparmiare sull'energia utilizzata in ambienti domestici.
Pur volendo collegare il software alla bolletta dell'elettricità, l'operazione risultava complicata dal momento che gli utenti dovevano immettere manualmente i dati all'interno dell'applicazione. Per questo motivo c'è chi sostiene che sia Google sia Microsoft abbiano sbagliato nel puntare esclusivamente sui servizi invece che sul costruire una piattaforma integrata nel quotidiano.

Ma l'andamento negativo, invece, non riguarda HealthVault, il servizio che offre ai pazienti la possibilità di immagazzinare in un unico archivio i dati medici e sanitari, una sorta di corrispettivo del servizio Health, altra vittima della recente sfrondata di Google fra i servizi che non hanno attecchito.

Cristina Sciannamblo
Notizie collegate