Mauro Vecchio

RIM: tutto bene, a parte le lettere anonime

Un misterioso senior executive della società canadese scrive ai due CEO Lazaridis e Balsillie. L'attuale cultura aziendale ostacolerebbe il libero pensiero, oltre che le stesse strategie mobile. I vertici ostentano buona salute

Roma - Un'impietosa lettera aperta, vergata in forma anonima da un presunto senior executive della società canadese Research In Motion (RIM). Una missiva a metà tra l'appello disperato e una più aggressiva invettiva, lanciata online nei confronti dei due CEO Mike Lazaridis e Jim Balsillie.

"Mike e Jim, vi prego di assorbire e digerire con calma il contenuto di questa lettera - c'è scritto nell'anonima missiva - dal momento che riflette le sensazioni che serpeggiano tra un'enorme percentuale dei vostri impiegati". Impiegati frustrati innanzitutto dall'attuale cultura manageriale, che non li lascerebbe liberi di parlare o di proporre idee nuove.

È solo l'inizio della lettera, poi concentratasi su una serie di strategie fallimentari intraprese dalla società canadese. In primis il mancato appoggio verso un'adeguata comunità di sviluppatori, che avrebbe fatto perdere a RIM la possibilità di confrontarsi con competitor agguerriti come iPhone e dispositivi basati su Android.
La stessa gestione di Lazaridis e Balsillie si sarebbe rivelata del tutto insoddisfacente, perché incapace di affrontare il cambiamento verso una cultura aziendale più concentrata sul consumatore. Questo avrebbe negato ai dispositivi BlackBerry la facoltà di competere nel migliore dei modi nel mercato mobile.

"Non c'è un modo più garbato per dirlo - si legge ancora nella lettera aperta - ma le applicazioni per smartphone BlackBerry fanno schifo. Persino il glorioso PlayBook sembra un giocattolo della Fisher Price". Sarebbero dunque gli sviluppatori (e non i vari carrier) a permettere a RIM di rilanciarsi nel mercato.

Alla sconfortata lettera aperta ha risposto la stessa RIM, in un breve comunicato apparso sul sito ufficiale della società. Un iniziale atteggiamento sorpreso - perché una missiva anonima e non un incontro di persona? - ha lasciato presto il passo ad una sorta di ammissione, se non di colpevolezza, almeno di consapevolezza.

Il senior management team di RIM ha dunque dichiarato di essere pienamente consapevole delle sfide che hanno atteso al varco la stessa società canadese. Ottimismo è stato sbandierato: una delicata fase di transizione avrebbe quasi del tutto completato il suo corso. Al di là di una decrescita in terra statunitense, RIM starebbe bene.

Merito di 100 smartphone venduti al minuto, con 13 milioni di device BlackBerry venduti nello scorso trimestre. La società non avrebbe debito alcuno e può godere di una favorevole crescita a livello internazionale. Numeri positivi che non rispondono però a domande più cruciali sulla cultura aziendale, sulla community di sviluppatori, sul marketing.

Mauro Vecchio
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