Mauro Vecchio

Google e le piante del photo sharing

Apparso online un servizio per la condivisione di fotografie. Il trademark Ŕ stato registrato da Google, anche se il progetto Ŕ di una societÓ acquisita di nome Slide. Si pensa ad un'applicazione, non ancora ufficializzata

Roma - Un misterioso sito web, recentemente apparso all'indirizzo photovine.com. A campeggiare sulla homepage è un grande iPhone, ricolmo di fotografie sul suo display. Si apprende che il servizio offerto da Photovine funzionerà come un orto botanico ai tempi social: gli utenti potranno piantare una foto e vederla crescere.

Gli interrogativi hanno subito fatto il giro della Rete specializzata: cos'è in realtà Photovine e soprattutto perché è un marchio registrato per conto di Google? I dettagli a disposizione farebbero pensare ad una nuova strategia social intrapresa dal colosso di Mountain View, ovviamente legata all'ecosistema Google +.

La metafora annunciata - poi ripresa in una serie di Q&A apparsa sul sito photovine.com - è quella della vite, di una vegetazione di fotografie racchiusa in un determinato tema. Gli utenti potranno osservare le proprie cartelle arricchirsi di esperienze fotografiche altrui, quindi in un sistema più da vero e proprio social network che da servizio di photo sharing.
Pare comunque che il progetto sia stato realizzato da Slide, società votata al social sharing e già acquisita da BigG nello scorso anno. Gli sviluppatori di Slide hanno infatti ottenuto il via libera per continuare a creare app e servizi indipendentemente dai piani social di Google.

I developer di Slide avevano dunque iniziato ad invitare un numero selezionato di utenti per provare la nuova app PoolParty, appunto realizzata per la condivisione di fotografie in un network social. Attualmente, non esiste alcuna applicazione a nome Photovine tra i meandri dell'App Store della Mela.

Mauro Vecchio
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