Mauro Vecchio

Yahoo! Italia, ritorno al link

La Sezione Specializzata di proprietà intellettuale del Tribunale di Roma revoca l'ordinanza emanata contro il motore in viola. I vertici di PFA Films non avrebbero mai indicato precisi URL legati alle violazioni del film About Elly

Roma - Era da poco iniziata la scorsa primavera quando la Nona Sezione del Tribunale di Roma condannava Yahoo! Italia per non aver applicato adeguate misure di contrasto alla diffusione selvaggia del film iraniano About Elly. Al celebre motore in viola era stato dunque imposto di bloccare ogni collegamento web "ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera diversi dal sito ufficiale del film".

La Sezione Specializzata di proprietà intellettuale del Tribunale di Roma ha ora scritto una nuova pagina nel delicato caso legale, che avrà certamente un peso nell'altrettanto critico rapporto tra intermediari della Rete e legittimi detentori dei diritti. L'ordinanza diramata nei confronti di Yahoo! Italia è stata dunque revocata, dopo il ricorso in appello presentato dalla stessa divisione tricolore del gigante di Sunnyvale.

I giudici romani hanno così sottolineato come il titolare dei diritti - in questo caso la società di produzione PFA Films - sia di fatto obbligato ad individuare puntualmente i vari indirizzi web legati alle violazioni del diritto d'autore. Dal momento che non è sufficiente "un generico riferimento a talune tipologie di contenuti". La stessa Yahoo! Italia aveva parlato di richieste generiche di rimozione, senza indicazione di URL precisi.
Secondo principio stabilito nel provvedimento: l'onere probatorio che grava sul titolare dei diritti. In sostanza, toccherebbe al titolare dei diritti il compito di provare non solo la titolarità, ma anche "il carattere abusivo dei singoli atti di messa a disposizione del pubblico di ciascun contenuto di cui chiede la rimozione e/o l'inibitoria alla diffusione o all'accesso".

C'è di più. Stando alla Sezione Specializzata di proprietà intellettuale, la stessa PFA Films sarebbe titolare "solo di alcuni dei diritti di sfruttamento dell'opera cinematografica About Elly. E solo per alcuni territori, con la conseguenza che tali diritti possono legittimamente essere esercitati da terzi anche attraverso le reti telematiche".

"Pertanto - continuano i giudici romani - nella indiscriminata moltitudine dei possibili contenuti web riproducenti immagini del film About Elly è necessario distinguere quelli provenienti da soggetti legittimati da quelli abusivi". Infine, nel bilanciamento dei vari diritti (intermediari, utenti, detentori) dovrà sempre "essere assicurato il rispetto delle esigenze di promozione e tutela della libera circolazione dei servizi della società dell'informazione".

Mauro Vecchio
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11 Commenti alla Notizia Yahoo! Italia, ritorno al link
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  • Questa faccenda è l'ennesima goccia che fa traboccare il vaso della giustizia, giaà oberato da innumerevoli e stupide controversie a discapito di chi sta aspettando realmente una sentenza che potrebbe dare una svolta alla propria vita, sia in ambito civile che penale.

    Gli avvocati fanno il loro mestiere, si sà.
    Ma un minimo di decenza ci dovrebbe essere, anzitutto rispettando il prossimo, poi valutando se la cosa vale davvero la pena di essere "vissuta" in un aula di tribunale oppure no.

    Anzichè additare i giudici come "facinorosi" o "partisan" suggerirei di "additare" e condannare fermamente gli avvocatucoli che si prestano a promuovere azioni legali da fantascienza e a condannarli in prima persona a risarcire lo Stato, come persona simbolica a tutela dei cittadini in attesa di giustizia.
    Ma anche quelli che con mille sotterfugi, non si presentano alle udienze, rimandando alle calende greche ogni giudizio.

    Questo è il vero problema della giustizia italiana: non sono i giudici, ma gli avvocatini da strapazzo che costruiscono castelli di carta nel tentativo di nascondere la luna dietro a un dito per anni.

    Mentre ci sono comuni cittadini che attendono il loro turno.
    Un turno che finisce dopo che cause fanfaluche come queste finiscono inevitabilmente in una bolla di sapone.

    Riformiamo la difesa, non la giustizia.
    Troppe fanfaluche, troppi ciarlatani travestiti da avvocati che mirano solo alla loro parcella.

    Dovete pagare VOI se sbagliate, non i giudici e i cittadini che attendono i vostri porci comodi.

    Vergognatevi, fate schifo.
    non+autenticato
  • Ma non per difendere gli avvocati... (che si difendono già da soli), ma un avvocato se è pagato dal Diavolo lo difende e lo "deve" difendere poichè questo è il suo lavoro.
    Se è un avvocato scorretto lo si dovrà punire poiche deve seguire certe regole. Idem per i giudici, che non devono essere intoccabili comunque e sempre.
    Che i giudici debbano avere garanzie per la loro categoria soggetta anche a rischi è cosa ovvia, ma se continuano a emanare sentenze sbagliate per superficialità o per le loro idee di parte allora ci dovrebbe essere qualcuno che a sua volta li giudica e se sono incapaci farli dimettere, altrimenti continueranno a creare danni.
    Ma questo è un lungo discorso....
  • Boicottare il film è un dovere morale !

    Non comprarlo
    Non noleggiarlo
    Non vederlo al cinema
    Non consigliarlo
    Dissuadere altri spiegando la vicenda.

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • CHI CASSO SEI?
  • E' già un grande passo avanti.

    Ma deve essere sancito il diritto di link . Il web si fonda sui link tra pagine.

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • Anche il diritto a non avere un cervello, il mondo si basa sul non avere il cervello!!!
    non+autenticato
  • CHI CASSO SEI?

    La rete (web) si fonda sui contenuti e non sui collegamenti (link)!
    Quest'ultimi sono solo un "mezzo"!

    E scrivi in italiano, come Severgnini insegna!
  • io sto' film nun me lo vojo vede' !!!
  • Una sentenza come questa dovrebbe essere la normalità e fare giurisprudenza.

    E invece purtroppo si contraddistingue per essere l'unica con dietro della logica e dei principi equi...
    non+autenticato
  • Mah, sarebbe più opportuno parlare di orientamento perchè stai certo che, per il sistema giuridico italiano, sulla base di fatti esattamente uguali, altri giudici potrebbero sentenziare in modo opposto.

    Poi quest'articolo invece è NOTIZIA, visto che ha chiarito/specificato i requisiti "delle segnalazioni" di violazione copyiright da parte dei detentori dei diritti.
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Mah, sarebbe più opportuno parlare di
    > orientamento perchè stai certo che, per il
    > sistema giuridico italiano, sulla base di fatti
    > esattamente uguali, altri giudici potrebbero
    > sentenziare in modo
    > opposto.

    Pero' bravi avvocati potrebbero sbattere le precedenti sentenze in faccia alla corte durante il dibattimento, in modo da orientare il giudizio sulla base di precedenti sentenze.

    > Poi quest'articolo invece è NOTIZIA, visto che ha
    > chiarito/specificato i requisiti "delle
    > segnalazioni" di violazione copyiright da parte
    > dei detentori dei
    > diritti.

    Dovrebbe pero' chiarire che e' cosi' per tutto non solo per questo insulso filmaccio che non vale la banda sprecata a scaricarlo.