Claudio Tamburrino

Sony: qualcosa abbiamo imparato

L'azienda giapponese parla degli attacchi subiti, stavolta non prendendosela solo con Anonymous e compagni. L'accettazione č l'ultimo passo per elaborare l'hack?

Roma - Tim Schaaff, presidente della sezione network entertainment di Sony, è tornato sugli attacchi subiti nei mesi precedenti dalla azienda giapponese. E ha parlato di "una grande esperienza educativa".

Certamente la stranezza sarebbe che una grande azienda come Sony non avesse imparato nulla dal furto di dati da oltre 77 milioni di suoi account. Proprio per questo l'unica dichiarazione, a qualche mese dagli attacchi che hanno segnato la sua reputazione e costretto offline i suoi utenti, stride con le richieste di rassicurazione e le class action che si annidano all'orizzonte.

Nello specifico, a domanda diretta sottopostagli durante la conferenza GamesBeat 2011, Schaaff ha detto di aver imparato che "un hacker determinato può beccarti; la domanda è come costruire la propria vita per far fronte a questa evenienza. Ci sono già passato una volta. Ed è stata una lezione più che sufficiente". (C.T.)
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